ESCLUSIVA TJ - Gianluca Colonnello: “Il primo pensiero di Conte è sempre quello di vincere. L’ingaggio non conta”

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lunedì 12 maggio 2014, 11:30Primo piano
di Redazione TuttoJuve

La redazione di tuttojuve.com ha intervistato, in esclusiva, Gianluca Colonnelo, allenatore degli Allievi del Siena durante la stagione 2010-2011, anno in cui Antonio Conte allenava la Prima Squadra, per quanto riguarda il futuro del tecnico bianconero.

Lei che ha avuto modo di conoscerlo da vicino durante l’avventura al Siena, che sensazione ha sulle prossime decisioni di Conte?

Antonio è una persona che vuole sempre il massimo e l’ha dimostrato in questi ultimi tre anni macinando un record dopo l’altro. Quella di cui si trova protagonista attualmente è una situazione strana. Per come lo conosco, credo che dopo aver vinto tre campionati, punti a portare la Juve a far bene in Champions. Come tutti i grandi allenatori si aspettano di poter contare su dei giocatori che possano aiutare il club a raggiungere i vertici europei.

L’anno scorso Conte e la Juve hanno trovato un accordo per continuare a vincere insieme, sarà così anche questa volta?

Non conosco i dettagli della situazione, ma sono certo che Antonio, come prima cosa, vorrebbe far diventare grande la Juve a livello internazionale. E’ il passo che una squadra come quella bianconera è tenuta a fare.

Non c’è la possibilità che il tecnico juventino venga tentato dai soldi di una big estera?

Conte è una persona passionale. Come anche il pubblico della Juve che, dopo la costruzione dello stadio, desidera vederlo trasformato in un’arena. Antonio non si muove per soldi, la panchina del Monaco è un posto “comodo”, senza però la stessa passione che Conte può sentire a Torino. Il primo pensiero dell’allenatore bianconero è quello di vincere in Europa. In generale, il principale pensiero di Conte è sempre la vittoria, indipendentemente dall’ingaggio. Anche in questo finale di stagione, nonostante lo scudetto già in bacheca, continuerà a tirare la squadra al massimo perché Antonio è fatto così, come tutti i grandi allenatori non si accontenta mai.