ESCLUSIVA TJ - Cosentini: "Pirlo? Un vincente alla guida di una squadra di vincenti. Chiellini e Buffon intramontabili. Pinsoglio? Non avevo dubbi su exploit di Carlo: ci sentiamo ancora"

ESCLUSIVA TJ - Cosentini: "Pirlo? Un vincente alla guida di una squadra di vincenti. Chiellini e Buffon intramontabili. Pinsoglio? Non avevo dubbi su exploit di Carlo: ci sentiamo ancora"TuttoJuve.com
mercoledì 26 agosto 2020, 18:46Primo piano
di Luca Cavallero

La scelta di Andrea Pirlo all'insegna della juventinità, spiegata da chi - quella maglia - l'ha indossata per un ingente numero di stagioni, facendo tutta la trafila del Settore Giovanile, sino alla prima squadra.

Nicola Cosentini è approdato in bianconero dalla sua regione di origine, la Calabria, a 14 anni per inseguire un sogno: quello di diventare calciatore del club più blasonato in Italia.

Qualche infortunio di troppo lo ha forse penalizzato, ma i ricordi e gli insegnamenti etici di quel periodo pare siano rimasti intatti nella sua mente.

Questo quanto riferito, in esclusiva, a TuttoJuve.com.

Nicola, tu l'ambiente Juve lo hai vissuto in prima persona: come commenti la scelta del club di investire su Pirlo e le sue prime parole da tecnico della prima squadra.

"Non mi sorprende: alla Juventus si vuole sempre vincere tutto e, per vincere, servono i vincenti. Pirlo ha una mentalità totalmente vincente: per lui parla la sua carriera da calciatore. Sono convinto che sarà anche farsi valere da allenatore".

Parlando invece nello specifico del tuo percorso sei rimasto alla Juventus dal 2001 al 2009, facendo tutta quanta la trafila del Settore Giovanile, facendo qualche apparizione anche con la prima squadra.

"Sì, venivo spesso convocato con la prima squadra per gli allenamenti: l'intensità era elevatissima! Fui anche convocato in due occasioni: contro l'Empoli e contro l'Inter in Coppa Italia da mister Ranieri. Non ho esordito, ma - a posteriori - lo reputo comunque un gran traguardo e sono soddisfatto del mio percorso".

Di quella Juventus facevano anche parte Buffon e Chiellini, attualmente ancora pilastri della squadra attuale.

"E questo credo la dica lunga su che cosa vuol dire essere campioni e vincenti. Quando mi allenavo con la prima squadra quasi mi colpiva di come giocatori del calibro di Buffon, Trezeguet, Camoranesi o Nedved ci trattassero come loro pari: mi sono affacciato in una prima squadra sì di grandi campioni, ma in primis di grandissime persone. Del Piero? Un capitano con la "c" maiuscola. Magari qualcuno di noi poteva provare un po' di timore nei suoi confronti, am lui con noi giovani scherzava e ci faceva sentire a nostro agio: ho soltanto ricordi positivi".

Dei tuoi ex compagni l'unico della rosa attuale è Pinsoglio.

"Se fa parte di una rosa altamente competitiva come quella della Juventus attuale un motivo ci sarà: non ho mai avuto alcun dubbio su di lui. Già ai tempi delle giovanili ero convinto che avrebbe fatto strada. Arriverò anche a dirti che secondo me in carriera è stato sfortunato e che, forse, avrebbe potuto raccogliere qualcosa in più, ma credo che già quello che ha fatto sia già tantissimo. Qualche volta con Carlo ci sentiamo: ricordiamo i vecchi tempi!".

Quali sono i ricordi più significativi che ti porti della tua esperienza alla Juve?

"Sono davvero tanti. Sicuramente l'ambiente del convitto: ho stretto amicizie che ho ancora adesso. Ricordo che legai particolarmente con Nocerino: ci passavamo pochi anni di differenza. Sul campo invece la finale scudetto con gli Allievi Nazionali. Poi ho anche un rimpianto: l'infortunio che non mi permise di giocare il Viareggio che vincemmo".

Gli allenatori a cui sei più grato?

"Dirne soltanto uno sarebbe riduttivo: da tutti ho appreso qualcosa. Ricordo particolarmente mister Storgato negli Allievi e poi mister Chiarenza, che mi ha migliorato sotto tanti aspetti, anche lavorando su dettagli come la postura del corpo".