ESCLUSIVA TJ - Birindelli critico: "Juve pre-lockdown, con Sarri monotematici e passivi. Buffon unica nota positiva. Campionato? Ad oggi c'è il rischio di perderlo"

ESCLUSIVA TJ - Birindelli critico: "Juve pre-lockdown, con Sarri monotematici e passivi. Buffon unica nota positiva. Campionato? Ad oggi c'è il rischio di perderlo"TuttoJuve.com
giovedì 18 giugno 2020, 11:30Primo piano
di Mirko Di Natale

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex calciatore bianconero, Alessandro Birindelli, per analizzare la sconfitta ai rigori nella finale di Coppa Italia e non solo:

Come è il clima a Torino il giorno dopo la sconfitta di una finale?

"E' sempre un giorno triste, di riflessione, dove ripensi a come è stata la partita e che cosa potevi fare di più per vincerla. E' sempre una finale, l'amaro in bocca resta per parecchio tempo. Questo penso sia normale".

Quale è il tuo giudizio sulla Juventus di ieri?

"L'ho vista esattamente come contro il Milan, c'è stato un buon dominio e un ottimo palleggio ma lì davanti è sempre inconcludente. L'impressione è che negli ultimi 15-20 metri non sappia quello che deve fare, ci sono troppe poche idee per far male all'avversario. Sembra un gioco fine a sé stesso, c'è apparenza ma manca la sostanza. E' la stessa Juve pre-lockdown, non è cambiato molto".

Come è possibile che campioni come Ronaldo, Dybala e Douglas non sappiano cosa fare lì davanti?

"Dipende molto dalle caratteristiche di questi giocatori, quale è la loro dote migliore e come si esprimono. Con Sarri c'è stato un netto miglioramento per come è la sua idea di calcio, vedo una squadra con un baricentro più alto e una maggior pressione. Questo, però, comporta che ci sono pochi spazi nel momento della riconquista della palla. A Ronaldo, ad esempio, piace allungare la falcata ma ad oggi lo vedo in difficoltà nello stretto e non riesce a fare la sua giocata classica. E Dybala, invece, è troppo schiacciato e fatica a trovare lo spazio. Le mie sono considerazioni, non so che cosa chiede nello specifico il tecnico".

Se ieri ci fosse stato un allenatore come Allegri, la Coppa Italia l'avrebbe alzata la Juve?

"Col senno di poi ci possiamo raccontare di tutto e di più, ma secondo me non ho visto all'interno della stessa partita un cambiamento. Onestamente non ho visto un allenatore che ha provato a fare qualcosa di diverso, la squadra sembra seguire un unico tema. Monotematica. Eppure la Juve possiede in rosa giocatori differenti per cambiare faccia e volto, ma tutto questo non l'ho visto".

Dalle tue parole emerge molto sconforto.

"Vuoi la mia sincerità? Non vedo una squadra che vuole dimostrare di esser la migliore, la Juve scende in campo in maniera passiva e subisce di tutto senza reagire. Quando mi chiedevano chi far giocare tra de Ligt e Chiellini, rispondo sempre il secondo perché in campo ci vuole un giocatore in grado di dare la scossa e di tenere sul pezzo. Questo, onestamente, non lo sto vedendo".

Ha fatto discutere la scelta di indicare come secondo rigorista Danilo quando, poi, Ronaldo non è riuscito a calciarlo. Che cosa ne pensi?

"Quello dipende sempre dal momento, magari c'erano dei giocatori che non se la sentivano. I calci di rigore sono sempre un terno al lotto, non puoi giudicare quell'aspetto. L'unica analisi possibile che si può fare è sui novanta minuti".

E senza Buffon la partita sarebbe addirittura finita nei tempi regolamentari.

"Sì, Gigi è l'unica nota positiva del match di ieri. Ha fatto due interventi importanti, è riuscito a salvare la Juventus come sempre. L'impressione è sempre quella di saper rendere tutto così semplice, per lui è normalità ciò che per gli altri è difficoltà. Spero solo che ora non ci sia un contraccolpo, la Juve deve iniziare a riprendere a macinare punti e arrivare così all'appuntamento Champions in piena forma".

Capitolo campionato: ad oggi 18 giugno, c'è paura di perdere il campionato?

"La paura esiste, ad oggi la Juventus possiede qualche difficoltà. Anche se c'è da dire che gli unici riferimenti sono Napoli, Inter e Milan. Non conosciamo ancora come si sono preparate le altre. A mio parere, la squadra sembra scarica dal punto di vista mentale".

Come può esser scarica dal punto di vista mentale? Forse a sto punto è l'allenatore che non riesce a dare questa convinzione ai suoi ragazzi.

"Questo non posso saperlo, i giocatori sono professionisti e al di là dell'allenatore ci sono stimoli nel quotidiano. D'altronde non potrebbe esser così quando giochi in un grande club che ogni anno compete per vincere tutto. Ci sono persone che vivono più per motivare che per allenare, la domanda è sempre quella: chi è meglio? Bisogna capirlo dai gruppi che alleni".

Se dovesse perdere anche il campionato, a sto punto è difficile avere la certezza che Sarri possa rimanere in panchina anche l'anno prossimo. Alla Juve o vinci o vinci, non esiste altro.

"E' vero, ma c'è da vedere con chi lo sostituisci: o hai già un nome in mente, oppure succede come l'anno scorso che prima costruisci la squadra e poi prendi l'allenatore. Quindi ti ritrovi sempre a rincorrere".

Si ringrazia Alessandro Birindelli per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.