ESCLUSIVA TJ - Baldini: "Sentito Pirlo in questi anni: allenatore moderno. In passato parlammo anche di Nicolussi. Allegri-Inter? Max fuoriclasse della panchina: farebbe bene ovunque"

ESCLUSIVA TJ - Baldini: "Sentito Pirlo in questi anni: allenatore moderno. In passato parlammo anche di Nicolussi. Allegri-Inter? Max fuoriclasse della panchina: farebbe bene ovunque"TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 23 agosto 2020, 12:00Primo piano
di Luca Cavallero

Nella giornata di ieri - con l'investitura di Lamberto Zauli a nuovo tecnico della Juventus Under 23 - la società bianconera ha ridimensionato conseguentemente il quadro delle panchine del Settore Giovanile (già ufficializzate in precedenza), affidando la Primavera ad Andrea Bonatti.

Categoria e modus operandi dell'ambiente sabaudo in questione, sono ben noti a Francesco Baldini, tecnico che ha guidato l'Under 19 della Juventus nella stagione 2018-2019.

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato in esclusiva l'allenatore toscano, spaziando su varie tematiche.

Mister, partiamo dalla tua stagione sulla panchina della Primavera della Juventus. Come giudichi, a posteriori, il percorso fatto a livello complessivo?

"Direi buono. Quella stagione era anche la prima di esistenza del progetto Under 23 e debuttarono ben tre giocatori della mia rosa in Serie A: nonostante ci fosse la tappa intermedia della Lega Pro, ben tre miei giovani sono stati presi concretamente in considerazione da Allegri e il suo staff, quindi direi che il bilancio non può che essere positivo. Dal punto di vista dei risultati facemmo abbastanza bene all'inizio, poi a metà stagione ci fu qualche cambiamento. Cherubini passò con la prima squadra e - gradualmente - c'è stata un'alternanza sempre più crescente dei giocatori con l'Under 23. Ma sono soddisfatto, perchè comunque l'obiettivo di un allenatore di Settore Giovanile deve essere quello di far crescere e preparare i giovani al grande salto".

Di quel gruppo Primavera faceva parte anche Nicolussi Caviglia, che - appunto - esordì anche in Serie A. Lo hai allenato e ne conosci caratteristiche e peculiarità: lo giudichi già pronto per la rosa della prima squadra della Juventus?

"Ha in primis una grande attitudine al lavoro. E' del 2000 ed è reduce da una stagione importante con il Perugia, dove si è comunque affacciato in un campionato con dinamiche molto competitive come la Serie B, riuscendo a ritagliarsi i suoi spazi. Non spetta a me giudicare. In passato mi è capitato di parlare di lui con Pirlo: conosceva il giocatore. Potrebbe ripercorrere, ovviamente senza affrettare e forzare i paragoni, le stesse tappe di Marchisio: personalmente glielo auguro".

Hai parlato di Pirlo: anche solo da vostre chiacchierate occasionali in passato, che idea ti sei fatto delle sue possibili caratteristiche da allenatore?

"Pirlo è un allenatore moderno: ha studiato moltissimo in questi anni, visto altrettante partite e ha un modo di vedere il calcio molto attuale. Da qualche semplice chiacchierata passata, ho avuto la percezione di un futuro tecnico che amasse molto il calcio, in tutte quante le sue sfumature. Da giocatore, ovviamente, non lo si poteva discutere; da allenatore credo che si approccerà con lo stesso spirito, provando a riproporre quell'idea di calcio offensiva e propositiva lì".

Nel corso della tua stagione alla Juventus hai avuto modo di lavorare e interfacciarti anche con Allegri, ultimamente molto chiacchierato in orbita Inter.

"Qui stiamo parlando di un fuoriclasse assoluto della panchina. Allegri potrebbe far bene ovunque, in qualsiasi squadra, con qualsiasi progetto alla mano. Potrebbe allenare tranquillamente sia un club estero, sia l'Inter se andasse via Conte e decidessero di iniziare un percorso insieme".

Hai allenato tanti anni a livello di Settore Giovanile, tra Under e Primavera, e siamo reduci, forse, dalla stagione più complicata nella storia del calcio. Quale impatto avrà questa lunga sosta sul futuro del calcio italiano? Le società, nell'allestimento delle rose, hanno - per esempio - dovuto basarsi soltanto su metà stagione scarsa come parametro di giudizio...

"Purtroppo la faccenda è molto complicata e il problema non è da sottovalutare. Ho allenato tanti anni a livello di Settore Giovanile, tra Bologna, Roma e Juventus: sapere su quale base lavorare e in che direzione andare è fondamentale. Molti miei colleghi potrebbero far fatica all'inizio, imbattendosi in profili di giocatori che magari in passato davano un certo tipo di garanzie e che ora - invece - sono totalmente ridimensionati. E' tutta un'incognita e per analizzare tutto questo bisogna vedere alla ripresa".

Di quale progetto è alla ricerca attualmente Francesco Baldini?

"Innanzitutto non scarterei a priori assolutamente nulla e più che una questione di progetto, credo sarà molto importante trovarsi sul metodo: spero di calarmi in una realtà in cui è possibile lavorare, in un contesto di obiettivi ben definito sin dalla partenza. A livello complessivo, giudico l'esperienza al Trapani comunque positiva: fino a quando ci sono stati determinati cambiamenti a ridosso di dicembre, qualcosa di interessante lo si era iniziato a costruire".