ESCLUSIVA TJ - Antonio Nocerino: "Parma-Juve bella sfida, dal Tardini applausi per Buffon. Dybala? Con me sempre titolare. Più Higuain di Icardi"

22.08.2019 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
ESCLUSIVA TJ - Antonio Nocerino: "Parma-Juve bella sfida, dal Tardini applausi per Buffon. Dybala? Con me sempre titolare. Più Higuain di Icardi"

"Il mese scorso sono rientrato in Italia, ho fatto il corso di allenatore Uefa B ed è andato tutto bene. Adesso sto valutando qualche situazione, ho deciso che non voglio più giocare nel belpaese a meno che non ne valga la pena. Ma so che non arriverà, quindi non ci metterò nemmeno il pensiero. Mi guardo attorno qui in America oppure all'estero, sono interessato al progetto dove posso divertirmi ed essere utile al mio futuro club". E' la panoramica di Antonio Nocerino, doppio ex di Parma-Juventus, sul suo presente. E la nostra redazione lo ha contattato telefonicamente negli states, in esclusiva, per parlare proprio del match e non solo:

Sarà soltanto la prima giornata, ma credi che per il Parma sarà l'occasione migliore per affrontare una Juve ancora in rodaggio?

"All'inizio, le prime partite sono sempre imprevedibili proprio perché sono tutti in rodaggio. Per chi cambia allenatore e chi cambia molti giocatori, questo può essere un problemino in più. Per me vedremo una bella partita, per il Parma fare bella figura davanti ai propri tifosi è sempre una tradizione da rispettare".

Secondo te, D'Aversa preparerà una squadra molto offensiva esattamente come accadde la terza giornata dello scorso campionato?

"Quello è un campo un po' difficile per tutte le grandi squadre, non solo per la Juventus. Sicuramente può essere una partita molto aperta, bisognerà valutare tanti fattori come l'aspetto fisico e il caldo che farà sabato pomeriggio. Sicuramente emergeranno i singoli, che nei momenti di stanchezza fanno sempre la differenza. E la Juve ne ha tanti".

Ci si sofferma sempre su Cristiano Ronaldo, ma Gigi Buffon ritrova il Tardini per l'ultima volta da calciatore. Quale sarà il tributo che gli riserverà lo stadio?

"Il tributo sarà ottimo, Gigi poi è capace di farsi voler bene da tutti. E' un giocatore di livello incredibile, di uno spessore impressionante e da fine anni '90 è stato il più forte fino ad ora. Quando uno stadio incontra una leggenda di questo tipo, bisogna solo alzarsi in piedi e applaudire. L'esempio è quello che il 'Franchi' fece per Maldini così come accadde per Baggio a 'San Siro'. Sarà osannato da tutti i presenti".

Soffermandoci per un attimo su Buffon, a differenza di Julio Cesar o Neuer è sempre spiccato per continuità. I due citati hanno avuto un picco pazzesco, ma poi sono calati.

"Ho giocato sia contro Julio Cesar e sia contro Neuer, incredibili ed impressionanti entrambi, ma Gigi è un'altra cosa. La sua incredibile dote è quella di rendere semplice il difficile e solo osservandolo bene da vicino puoi apprezzarne la magnificenza. Lui, per me, è il Maradona dei portieri. Perché ci sono i fenomeni in avanti, i fenomeni a centrocampo e poi c'è lui. Semplice (sorride ndr)".

Tornando al campo, tra Higuain e Dybala chi la spunterà per una maglia da titolare?

"Non lo so chi sceglierà mister Sarri, ma posso dire che a me calcisticamente parlando piace molto Dybala. E' un fenomeno, ha dei colpi incredibili e l'altra sera tutti abbiamo visto le sue grandi doti a Trieste con quel magnifico gol. Io lo farei sempre giocare, perché non si devono lasciar fuori i giocatori di queste qualità. Higuain? Non si è dimenticato di giocare a calcio, ma non è tranquillo e sicuro di restare. La Juve, infatti, potrebbe cederlo ad ogni offerta congrua che può arrivare. Per me, a far la differenza è la testa e deve trovare serenità. Perché essendo un top non ha nulla da dimostrare".

Sì, in effetti si parla tantissimo di Icardi. Quindi, da quanto capisco, terresti Higuain?

"L'età è totalmente diversa, ma Higuain conosce già a memoria le giocate di Sarri ed è un giocatore già pronto per questo tipo di gioco. Nella mia idea di gioco sarebbe un valore aggiunto, perché può aiutare a comprender meglio gli schemi e le situazioni a chi non l'ha mai avuto. Fossi nell'allenatore bianconero, non farei questo scambio. Io mi tengo un giocatore come il 'Pipita'".

Mi hai parlato da allenatore, ora ti faccio una domanda da dirigente: faresti Emre Can per Rakitic?

"Se parliamo a livello di campo, lo avrei già fatto ieri (sorride ndr) perché nonostante Can sia molto forte ritengo Rakitic immenso e di una qualità incredibile. Poi ci sono altri fattori da valutare, il direttore non guarda solo l'aspetto tecnico e tattico ma quello economico. Mia opinione? Io lo farei".

La penultima volta che Parma e Juventus si sono affrontati, al Tardini, è accaduto nel 2015. E tu eri in campo con la maglia dei padroni di casa. Che ricordi conservi di quella vittoria per 1-0 con gol di José Mauri?

"Sì, ricordo bene quella partita soprattutto per la situazione in cui vessavamo. A livello societario eravamo in condizioni disperate e queste partite, per un po' di giorni, ti fanno dimenticare tutto. E' bello perché batti la prima della classe, batti i grandi giocatori e batti una società che a differenza della nostra non aveva problemi. Infatti dopo due mesi, il Parma fallì ripartendo poi dalla Serie D".

Avete mai avuto l'impressione che la Juve vi prese sottogamba? Era prima con un vantaggio siderale, schierò le riserve e doveva preparare la Champions League.

"Non dimentichiamoci che la squadra delle riserve della Juventus può competere benissimo per vincere la Champions League. Quel giorno c'era Coman che vince da svariati anni il campionato, c'erano Vidal, Chiellini e subentrò Marchisio. Non stiamo parlando di perfetti sconosciuti (sorride ndr). Non è nella loro mentalità quella di sottovalutare l'avversario, noi avevamo le giuste motivazioni perché il nostro unico sfogo era il campo. Abbiamo sempre giocato per metterci in mostra, abbiamo sempre affrontato chiunque a duemila all'ora e le prestazioni furono impressionanti nonostante i problemi societari presenti. Umanamente, sono momenti che ti ricordi perché si era creato un bel gruppo con l'allenatore e lo staff. Era una famiglia, ci aiutavamo l'un con l'altro ed era veramente molto bello".

Credi che la Serie A, con gli ultimi blasonati arrivi, stia ritornando ai fasti di qualche anno fa?

"Penso di sì, mi viene in mente Ribery che arriva alla Fiorentina in una squadra ambiziosa e con una nuova società davvero molto seria. La Serie A sta cambiando pelle, non è ancora ai livelli di prima ma i tifosi desiderano tantissimo più equilibrio e meno dominio. Non credo, quest'anno, che la Juventus sarà prima con tanti punti di vantaggio già ad ottobre. Sorpresa? Se dovessi puntare su qualcuno faccio due nomi: Mario Balotelli, un ragazzo a cui voglio un gran bene e spero con tutto il cuore che possa fare la differenza, e Kevin Prince Boateng. Mi auguro che saranno due conferme".