EFFETTO APACHE

EFFETTO APACHETuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 26 marzo 2014, 23:15Primo piano
di Mario Cicerone

L’ombra del Parma incombe sulla strada della Signora. Le ruggini della sarabanda di Catania sono veleni, seppure gloriosi. Dal Massimino al tribunale dello Stadium, la Juventus vince con la forza dei nervi e della voglia. Decisivo, come sempre, Tevez. Lui, bandolero seducente, è tritolo e magia, come una pagina di Borges.

La partita non è delle più facili. I diciassette risultati utili consecutivi sono un filotto di indizi. Il primo tempo li trasforma in prove. Non che il Parma pecchi di tracotanza, anzi. L’atteggiamento è capillare: compatti in difesa, i ducali pungono in contropiede. Le trame della Juventus hanno diverse declinazioni, più per meriti avversari che per intenzioni proprie. La Juventus cerca una scorciatoia verso la rete. Il Parma concede solo vicoli ciechi. La classica ricerca del varco, alchimia diluita dai ricami del possesso palla e i capricci del dribbling. Il Parma resiste. Non che difenda soltanto, beninteso. La prima occasione, piuttosto ghiotta, è per Molinaro: Buffon, in uscita, gli nega il gol. La Juventus approfitta dell’errore. Il gioco diventa più fragrante. Il possesso palla logora le energie avversarie. E poi, Tevez. L’Apache sale sul pulpito due volte: prima dribbla Paletta e incrocia con il destro, poi bissa il proprio bottino con un tiro ravvicinato.

La contabilità è rassicurante. E così il ritmo decresce. Mozione di saggezza, ma anche possibile controindicazione. La Juventus gioca in folle. E, a dir il vero, si stiracchia troppo presto. Donadoni sostituisce Lucarelli e Obi con Cassani e Acquah. La sua squadra non perde fiducia. E risveglia la Signora da eventuali pisoli: Molinaro scarica un sinistro potente e insacca in rete. La gioia ducale è deprezzata dalla consecutiva espulsione di Amauri. Dalla polveriera di Catania alle luci dello Stadium, una gomitata ai danni di Chiellini come costante: Parma in dieci. Conte mescola le carte: in serie, escono Pirlo, Lichtsteiner e Llorente per Marchisio, Isla e Quagliarella. Donadoni esaurisce i cambi con l’entrata di Schelotto. Gli episodi scandiscono la trama degli ultimi scampoli di tempo. Molinaro potrebbe raddoppiare, ma Buffon e Bonucci salvano il risultato. Titoli di coda: 15sima vittoria consecutiva in casa, record dopo record. Tevez salterà il Napoli, diffidato e ammonito. La storia è all’uscio di casa. Prima o poi, sembra, bisognerà aprirle la porta.