Spalletti: “Vicario e Kolo Muani titolari. Alajbegovic calciatore che dà lo shock temporale. 100 milioni per Yildiz? Io voglio poterlo mettere in campo. Sul mercato…”
Luciano Spalletti sta parlando in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Frosinone, valida per la prima giornata di Serie A. TuttoJuve.com sta riportando le parole dell'allenatore della Juventus in diretta:
Dopo queste settimane di preparazione si comincia. Le chiedo se ci racconta un po’ le sensazioni all’interno del gruppo in vista dell’esordio di domani...
"Innanzitutto, faccio i complimenti alla società, al Frosinone, per essere ritornato in Serie A e, naturalmente, al mio amico Massimiliano Alvini per l’ottimo lavoro svolto. Poi è suonata la campana, è già iniziato il campionato: chi non sarà pronto si accorgerà che viene subito spinto verso l’uscita. Le sensazioni sono buone, perché abbiamo lavorato bene, nei limiti del possibile, considerando naturalmente il gap dei calciatori tornati dopo il Mondiale in ritardo e le difficoltà della tournée. Però anche quella è andata nel migliore dei modi, grazie a tutto l’impegno di tutto il personale della Juventus, proprio di tutti: dai direttori ai magazzinieri, ai miei collaboratori, che sono stati bravissimi e che ringrazio fin dall’inizio per il lavoro che hanno svolto. Per cui non c’è più tempo per aggiustare, per aspettare, per sperare: bisogna andare dentro, essere disponibili e fare quello che vogliamo fare".
Inizia la sua seconda stagione alla Juventus, la prima dall’inizio. In cosa vedremo una Juventus diversa rispetto all’anno scorso e vedremo anche un Luciano Spalletti diverso?
"Ci stiamo muovendo. Cosa vedremo? Com’è la nostra situazione iniziale? Ormai le cose nuove sono tante, perché sono i calciatori stessi che poi creano delle cose, inventano delle situazioni, vanno a cercare e a ritagliarsi spazi nuovi e c’è sempre un’evoluzione. Per cui bisogna essere bravi a star dentro questa evoluzione continua, avere la disponibilità e fare lo sforzo di doverle pensare le cose, oltre che doverle vedere, di doverle ragionare, di doverle approfondire. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di aggiornarmi su tutto. Anzi, quest’anno è una cosa che ancora devo dirgli e, se ce lo permetteranno i tempi, gli spazi fra partita e partita, voglio andare, voglio mandare a far vedere qualche allenatore di Serie B durante la stagione per imparare cose nuove. Ce ne sono moltissimi che sono bravi e non si va in conflitto, perché la categoria è diversa naturalmente: Giampaolo, Bianco, Pagliuca, poi Galloppa, Modesto, Corradi. Sono allenatori che ho apprezzato, così come Floro Flores. Vogliamo andare a scoprire cose nuove, a informarci su cose nuove da dei colleghi che hanno tutte le carte in regola per migliorare il nostro calcio.
Volevo chiederle come definirebbe oggi la sua Juventus, quale aggettivo o quali aggettivi userebbe oggi e, visto che parlava di evoluzione, quali vorrebbe usare in futuro per la Juventus?
"Oggi l’aggettivo può essere coeso, affiatato, compatto come squadra. Poi in futuro probabilmente mi potrebbe piacere diventare solidi, densi, fitti. Sapete che vuol dire fitti? Oltre che fitti, anche spessi, perché più posto si prende dentro il campo e meno spazi ci rimangono. Però un po’ di queste robe qui: massicci, robusti, perché poi ci sarà bisogno di questo. Già fin da domani ci sarà bisogno di usare il primo fiato e il secondo fiato. Ma non c’ho più fiato? No, no, vado a cercare, vedrai che ce n’ha un altro, e mettilo a disposizione perché ce ne sarà bisogno anche del secondo fiato".
Le chiedo la qualità o le qualità che ha visto nei nuovi arrivati che l’hanno sorpresa maggiormente...
"Me ne vuoi citare uno? Se no, gli dico tutti. Sono diversi. Mi pare però che gli interessa vedere tutti. In generale, è stato fatto un buon mercato, però poi il mercato non parte uguale per tutti, perché c’è chi deve fare solo dei piccoli restauri e chi deve fare una ristrutturazione importante. Perché funziona così: dipende da dove parti, dipende da dove sei finito, da dove parti. E noi ci siamo, o ci stiamo muovendo, al meglio di com’era la nostra situazione iniziale. Però poi c’è ancora del lavoro da fare. I direttori stanno continuando ad arrivare presto la mattina. Hanno saputo sfruttare delle cose che il mercato ha offerto, sono stati bravi ad andare a prendere alcuni calciatori che sono anche di prospettiva, tipo Alajbegovic, perché è quello più chiacchierato, vedo, e via dicendo. Alajbegovic, per esempio, è uno di quei calciatori che crea quello shock temporale, di quelli che ti danno la scossa forte, dove ti crea lo shock e poi è anche uno che è bravo a valorizzare la giocata che pensa, perché è uno che la vede, la giocata. È uno che anticipa, la valorizza, perché ci vede anche quella successiva dopo. Poi naturalmente ci sono calciatori che erano della Juventus, tipo Gonzalez o tipo Douglas Luiz, che però io non conoscevo. Douglas Luiz un po’ di più, ma anche Gonzalez che ho potuto vedere solo nell’ultimo periodo. Mi sono piaciuti per livello, per spessore di calciatori, per carattere, per passo. Insomma, abbiamo sicuramente alzato quella che è la competitività dei ruoli fra i calciatori. Per cui partiamo con grande fiducia".
In merito alle voci che stanno circolando in questi giorni, si parla di 100 milioni per Yildiz. Lei come si pone? È infastidito, preoccupato? Secondo lei sono solo voci per destabilizzare? Come vede questa situazione?
"Io la vivo tranquillamente, perché il calciatore Yildiz e, dal mio punto di vista, è facile: possono offrire quello che vogliono. Io Yildiz voglio poterlo mettere in campo nella prossima stagione. Yildiz è un ragazzo perfetto per farci dei discorsi da persona matura e, di conseguenza, sa benissimo che non deve affrettare niente, che non deve velocizzare niente. Il suo futuro è importante già nella Juventus, non è importante perché offrono 100 milioni e perché c’è un club che ha potenzialità di spendere in questo momento. Lui è già nel club che offre 100 milioni per lui, per cui siamo tutti molto tranquilli e siamo tutti vogliosi, io, i direttori, la società e penso un po’ anche il calciatore, di far vedere poi le totali potenzialità di un potenziale fenomeno del calcio e i iifosi pure hanno lo stesso pensiero".
Prima del Basilea lei aveva parlato di obiettivi, riferendosi al quarto posto, e dicendo: “Per lo scudetto siamo ancora distanti”. In quel momento era arrivato di fatto solo Ekhator dal mercato. Oggi, a poco più di un mese di distanza, quanto si è accorciato il gap rispetto all’Inter, se si è effettivamente accorciato?
"Non lo so se si è accorciato e quanto si è accorciato. Io so che ci sono sette-otto squadre che sono in grado di lottare per i primi quattro posti e che noi l’anno scorso siamo rimasti fuori da questi primi quattro posti. Naturalmente otto squadre, perché ci metto anche la Fiorentina dentro, perché ha fatto un grande lavoro la Fiorentina. Bisogna far vedere, come dicevo prima, di essere bravi. Conta poco fare dei discorsi: c’è da diventare squadra, da trovare gli equilibri dentro la squadra stessa, da riuscire a indovinare quando far riposare qualcuno e usare di più la totalità della rosa, perché l’anno scorso non l’abbiamo fatto moltissimo, per svariati motivi. Per cui io dico che siamo migliorati, che siamo migliorati, poi saranno le vittorie, le partite che riusciamo a portare a casa, a dire quanto saremo migliorati. Perché anche l’anno scorso non abbiamo vinto molte partite. Non è scontato vincerle tutte, però bisogna vincerne di più, perché poi bisogna vincerne di più in campionato, bisogna vincerne tante in Europa League, perché c’è questo desiderio da parte di tutti, da parte del nostro mondo, dei nostri tifosi, da parte della proprietà, ed è quello che dobbiamo cercare di fare"
Lei sente che adesso, non dico di vincere lo scudetto, ma comunque siete chiamati a lottare per vincere o per evitare una stagione da zero titoli, avendo l’opportunità, oltre alla Coppa Italia, anche dell’Europa League, che potrebbe essere una coppa più alla portata della Juventus?
"A me piacerebbe una volta fare una conferenza dove siamo tutti insieme. Io, De Rossi, Gasperini, tutti, oppure solo quelle sette-otto squadre che ho citato prima. E poi probabilmente, in quel momento lì, vi accorgerete che dite: “Dai, una classifica”. Perché ora ci mettete tutti terzi, secondi, terzi, secondi, ma tu potresti arrivare primo, quarto, ma dai, quarto bisogna… Tu arrivi terzo, secondo, il quinto e sesto, il settimo e l’ottavo. Poi è questo giochino qui. È un po’ come quando dei miei calciatori non vogliono stare fuori, perché tutti poi non sono contenti quando li tengo fuori. E ogni volta che ho provato a fargli fare la formazione, si accorgono che debbono lasciare fuori dei calciatori. È la stessa cosa. Se si venisse tutti, tutte e otto insieme, queste società e queste squadre che ormai sono quelle più accreditate per le prime otto posizioni, i primi sette-otto posti, poi c’è qualcun altro… Noi abbiamo fatto un buon mercato, ma siamo anche nelle condizioni di avere l’opportunità per farne altro. Però il Milan ha fatto un grande mercato, il Napoli era già fortissimo, l’Inter era già fortissima, ha fatto mercato. Poi sono tutte lì, tutte lì le squadre, insomma. Ecco perché la Roma ha fatto un buon mercato, ha preso i calciatori. Per cui siamo tutti dentro quel gruppo di squadre, quel gruppo di calciatori, quel gruppo di squadre e quel gruppo di società che hanno forti ambizioni. Siamo tutti nelle condizioni di avere voglia di vedere poi che livello di squadra e di gioco riusciremo a raggiungere. Ecco, sono d’accordo con l’ingegnere quando dice delle ambizioni e della storia della Juventus. Anche noi vogliamo vincere tante partite. È questo il fatto: vogliamo vincere tante partite, vogliamo cominciare fin da domani a tentare di vincere le partite".
Vicario e Kolo Muani titolari?
"Sì, Vicario e Kolo Muani inizieranno dall’inizio. E poi cercheremo di mettere su una squadra che abbia degli equilibri, perché è un po’ quello che si dice sempre: libertà individuale dentro un equilibrio dinamico di squadra, che rende naturale tutto questo movimento, tutto questo alternarsi nei ruoli. Ormai si fa così, lasciandoli liberi di associarsi dove vogliono in giro per il campo, perché ormai è così. Non è più sistema contro sistema, ma comportamento contro comportamento. Si va a rendersi conto, lì dentro, dietro il comportamento degli avversari, dove sono le possibilità di creare delle giocate, di ritagliarsi degli spazi o di andare ad attaccare una zona di campo. Dipende da tutte queste cose qua".
Volevo rimanere sui portieri, in maniera più specifica. Uno è appena arrivato e non gioca da molto, mentre dei due che sono in partenza non so se li porterà domani a Frosinone. Volevo sapere nello specifico come gestisce questa situazione e se le lascia un filo di preoccupazione per la partita di domani...
"No, non mi lascia nessuna preoccupazione. Noi siamo andati a prendere Vicario perché lo riteniamo un portiere forte ed esperto, che ha qualità sia in porta sia con i piedi. È un calciatore fisico. Gli mancava un po’ di lavoro con la squadra, però questa settimana l’ha effettuato. Il lavoro da portiere, cioè il tuffarsi, il prendere palla con le mani, come spesso si dice, che il portiere deve saper parare, lo aveva sviluppato e lo aveva fatto molto bene nella situazione precedente. Per cui gioca lui, Perin viene in panchina. Poi, se ci saranno novità, come quella a cui vuole alludere lei… Sì. Di Gregorio mi sembra che sia già ormai ufficiale, ma non vorrei dire delle bischerate... No, ora non è ufficiale, ma non è in lista Serie A. L’ho già detta, per cui ho fatto tardi. Perin, anche se ci fossero delle possibilità importanti, rimane con noi fino a che sarà utile, insomma. Penso sia d’accordo anche lui, per quella serietà di ragazzo che ha sempre avuto con la Juventus e, allo stesso tempo, per come la Juventus sta trattando questa operazione.
Nel corso dell’estate si è parlato molto della crescita di Milik. Le chiedo come sta e se pensa che possa essere considerato a tutti gli effetti un nuovo acquisto là davanti...
"Ma questa è una vecchia speranza che io ho. Questa settimana è rimasto fuori da due allenamenti e mezzo. Quella che lei mi pone come domanda è una vecchia speranza che io ho. Tutte le volte che ho sperato, quello che mi sembra speri anche lei, perché si vede che c’è un interessamento verso Milik, è la stessa cosa che ho sperato io. E poi gli è successo questo infortunio. Sicuramente vanno fatti dei ragionamenti approfonditi, perché ogni tanto gli è venuto fuori qualche problemino, anche se, diciamo, nella preparazione sono stati molto di meno. Sembra di essere su una via, su una via d’uscita, ecco, perché il ragazzo si sta allenando con più continuità. La mia stessa speranza c’è ancora. Ci sono ancora un po’ di giorni, valutiamo un po’ le cose".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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