Cobolli Gigli promuove Carnevali: "Linea italiana e più peso politico, doveva arrivare prima. Affari con Marotta? Credo di sì, ma ho l'Interizia a sentir parlare dell'Inter..."
Cobolli Gigli: "Carnevali è l'uomo giusto per ripartire"
"Mi auguro vivamente che questo sia l'anno zero da cui ripartire, mi sembra che per la prima volta le scelte siano state giuste. Il nuovo AD e DG è una persona che capisce di calcio, ha una lunga esperienza e ha svolto un buon lavoro con una squadra di media dimensione in Serie A". Pensieri e parole di Giovanni Cobolli Gigli, ex presidente della Juventus, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha espresso la sua opinione in merito alla nomina del suo omonimo, Giovanni Carnevali, avvenuta lo scorso venerdì e non solo:
Che cosa ti aspetterai dalla nuova gestione Carnevali?
"La prima cosa che mi aspetto è che parlerà italiano ai giocatori, non più in inglese o francese. Penso che Carnevali sceglierà anche più italiani, per la prima squadra e la Next Gen, compatibilmente con quelli che saranno i ruoli in cui ci sarà più bisogno. Credo che l'obiettivo sarà quello di migliorare il vivaio, anche perché a volte sono state fatte troppe cessioni affrettate e questo non ha permesso di sfruttarne il pieno potenziale come accade invece nelle migliori società estere".
Decisione presa in maniera troppo tardiva?
"Sì, Carnevali lo dovevi prendere anche prima dello scorso anno. Tutti quanti speravamo che Giuntoli potesse fare delle ottime cose, ma poi abbiamo scoperto - come detto da De Laurentiis - che riusciva a fare degli ottimi acquisti con la collaborazione degli altri dirigenti. Lui era riuscito a prendere degli ottimi giocatori che poi sono state delle plusvalenze importanti per il Napoli, cosa che invece alla Juve non è riuscito a fare. La gestione di Giuntoli e Motta è stata confusa, poi mettiamo anche che alcuni dei calciatori storici sono stati ceduti senza una ragione logica e si è arrivati alla situazione in cui c'è stato da cambiare tutto. E il nuovo arrivo non è stato sufficientemente in grado di ottenere i risultati richiesti".
Chiaramente sottintendi Damien Comolli, l'Amministratore Delegato uscente
"Il paradosso è stato trovare Comolli, che probabilmente sarà stato trovato da un head hunter, con il suo modo di fare che ricordava quello di un generale di stato maggiore al comando delle sue truppe e non aveva, secondo me, il dialogo che un AD deve avere all'interno di una struttura societaria con i giocatori. Comolli. a mio parere, forse prendeva dei giocatori e li portava da Spalletti senza nemmeno averlo consultato. Ora credo che i discorsi tra Carnevali e lo stesso Spalletti possa essere facile, mi auguro inoltre che il ruolo di Chiellini possa essere più definito. Adesso mi sembra un po' vago, la speranza è che possa essere un qualcosa in più di colui che si occupa di intrattenere i rapporti con le istituzioni".
Comolli lo definisci come un generale di stato maggiore, Carnevali invece come lo vuoi definire?
"Una persona aperta al dialogo, una persona piacevole e che conosce tutte bene le situazioni del calcio italiano. E che non pretende di arrivare in Juventus con delle idee troppo diverse da quella che è la nostra mentalità. Sicuramente Comolli, per questa ragione, era in buona fede".
Carnevali, tra peso politico e nuovi affari in vista con l'Inter?
Carnevali darà nuova linfa ai giovani italiani, ma la Juventus con lui al timone tornerà ad avere un peso politico in Italia?
"Mi auguro di sì, poi bisognerà capire chi sarà in Lega a rappresentare la Juventus. Se non dovesse esser più Chiellini, credo che Carnevali saprebbe far bene questo mestiere. Senza togliere nulla all'intelligenza, alla preparazione e alla capacità di Giorgio, penso che Carnevali sia più esperto nella gestione del rapporto con le altre società all'interno di questi organi. Lui ci ha già lavorato per 10/12 anni, conosce bene il carattere di Lotito e di tutti gli altri e sa bene come si muovono i dialoghi lì all'interno. Per me fu un'esperienza estremamente interessante, perché vidi un modo di ragionare di persone abili che cercano di usare i loro vantaggi per trarne beneficio e trascurano a volte quelli che sono gli interessi della Nazionale".
"Tutti conosciamo, continuando il discorso sui presidenti, qual è il rapporto tra Beppe Marotta e lo stesso Giovanni Carnevali. Credi che ora la Juventus tornerà a fare affari con l'Inter come accadeva in passato?
Credo di sì, poiché sono due persone ragionevoli che cercano di fare gli interessi della propria squadra. Naturalmente quando si parla dell'Inter mi viene l'Interizia, perché mi ricordo ancora la storia dei faldoni che emerse quando il tutto era andato in prescrizione. Anche se non c'era Marotta all'epoca, però a me ribolle il sangue nel momento in cui sento parlare dei nerazzurri".
Vlahovic può ancora essere il centravanti del futuro?
"I giornali, nelle ultime ore, parlano di un possibile ritorno di fiamma per Vlahovic. E' un giocatore che tu cercheresti di firmare ad altre condizioni?
Quando Vlahovic venne acquistato dalla Fiorentina, espressi totalmente la mia convinzione e dissi che ci avrebbe aiutati nonostante l'alta cifra investita. Purtroppo a quell'epoca gli è stato fatto un contratto molto pesante per la Juventus, così Vlahovic si è abituato a guadagnare 9/10 e ultimamente anche 12mln. Credo che la proposta da 6 sia stata vissuta come un qualcosa di inaccettabile, ma non vedo il calciatore molto ambito dai top club in questo momento. Spero che ora possa esserci un dialogo con il suo entourage, più aperto e non autoritario da 'se non mangi questa minestra salti dalla finestra'. Non so se mi sono spiegato".
Si ringrazia Giovanni Cobolli Gigli per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
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