BRAGHIN a JTV: "Bilancio positivo, ma decisive le prossime 6-7 gare. Servono investimenti nel calcio femminile, professionismo grande conquista"

14.04.2021 18:20 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
BRAGHIN a JTV: "Bilancio positivo, ma decisive le prossime 6-7 gare. Servono investimenti nel calcio femminile, professionismo grande conquista"
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© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

Lunga intervista concessa da Stefano Braghin, Head of Juventus Women, ai microfoni di Juventus TV. È stata l'occasione per parlare a tutto tondo di calcio femminile, Juventus e non solo: "Il bilancio fin qui è molto buono, soprattutto nel nostro percorso in Italia dove abbiamo centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. È chiaro che mancano i due obiettivi principali, il campionato e la Coppa Italia, per cui siamo ancora in corsa. Questi due obiettivi naturalmente possono cambiare drasticamente la valutazione di questa stagione. Se fino ad ora il cammino è stato importante, tutto verrà valutato in base a quello che accadrà nelle prossime 6-7 partite. Il calcio delle volte ha dei tempi particolari, per cui si rischia di trovare una situazione come la nostra dove in 6-7 partite possiamo dare un senso a un percorso di 6-7 mesi".

La prossima partita vedrà le bianconere contrapposte al Sassuolo: "In questo momento è l’avversaria più difficile da affrontare, in casa ha ottenuto 7 vittorie e un pareggio, non perde da febbraio 2020 quindi andremo a giocare in un campo molto ostico. Questi numeri se interpretati ci danno lo scenario di una gara difficile. Il Sassuolo ha grandi individualità, non solo offensive ma anche difensive, come Martina Lenzini, che è la capitana ed è una giocatrice di nostra proprietà. Ha fatto un percorso straordinario e ritengo sia una delle difensore più forti in prospettiva del calcio italiano. Il Sassuolo non è l’unico ostacolo, perché qualsiasi squadra contro la Juve lo è. Affrontiamo una realtà forte nel calcio femminile, credo sarà molto difficile".

Sul ritorno contro la Roma: "Le ultime due partite disputate con la Roma hanno evidenziato alcuni nostri punti deboli, che abbiamo anche noi come tutti. Le giallorosse hanno saputo farne tesoro mettendoci in difficoltà. In Supercoppa eravamo riusciti a vincere grazie alle capacità individuali delle nostre calciatrici.  Sono convinto delle difficoltà di questa gara, loro ci conoscono bene, abbiamo sbagliato le ultime due gare con loro, ma credo che sapremo trovare le giuste contromisure".

Su Juventus-Inter Primavera: "Sarà una bellissima partita. Ha un valore relativo perché riguarda la fase preliminare, poi eventualmente ci saranno delle finali che rappresenteranno uno scenario ancora più bello. La nostra squadra è molto giovane, abbiamo fatto una scelta voluta di cedere in prestito i migliori profili della Primavera che rischiavano di giocare poco. La nostra Under 19 è formata da ragazze sotto i limiti d’età, è l’obiettivo che abbiamo dato a questo progetto è biennale, così come anche alla giovane allenatrice. Fa parte di un percorso che dovrà compiersi in un biennio. Sicuramente quando si giocano partite contro squadre blasonate si gioca per il risultato, ma non vorrei neanche caricare di troppe responsabilità questo gruppo".

Sul professionismo nel calcio femminile: "In questo momento c’è una delibera che lo rende operativo dalla stagione 2022/2023. Manca ancora qualcosa, ma il professionismo è stata una grande conquista per le nostre calciatrici. Quando si combatte una battaglia bisogna proteggerla dai demagoghi e dai populismi che sono i primi attratti da queste situazioni. Dobbiamo concentrare i nostri sforzi insieme alla Federazione in modo che il professionismo sia una vera occasione di crescita. Occorre creare un prodotto che sia appetibile e che attiri gli investimenti: non si può vivere esclusivamente di contributi statali e governativi. Sono stati ben graditi, ovviamente, ma nel lungo periodo il sistema deve attrarre degli investitori".

Braghin da ieri è membro del Consiglio Direttivo della Divisione Femminile: "Stiamo cercando di affrontare le sfide del calcio post pandemia e capire come il professionismo possa essere un’occasione importante. Il fatto che la Federazione nomini un club all’interno dei proprio membri è un segnale di grande collaborazione. Noi abbiamo sposato il calcio femminile in un contesto molto bellicoso nel 2017, in cui le istituzioni e i club erano su due fronti contrapposti. Oggi è unico e al di là del fatto che la Federazione abbia pensato a me, la cosa importante è che si lavora uniti, senza bandiere".

Sui rinnovi: "Adesso siamo concentrati sul finire questo campionato, poi faremo le valutazioni su come aprire il percorso dei prossimi tre anni in prospettiva europea e serenamente decideremo come e in che modo affrontarlo".

Sulla riforma in Champions League: "Sicuramente sarà un percorso che contempla dei gironi. Sei gare garantite danno una maggiore appetibilità sia a livello commerciale e sia di media. D’altra parte è pur vero che ci sono due turni da superare. Noi non abbiamo un ranking che ci permette di evitarli, quindi la fase a gironi diventa l’obiettivo cruciale nella nostra crescita. Dobbiamo cercare di assumere una dimensione europea. Invece di continuare a parlare del gap che è molto grande, bisogna concentrarsi sui nostri punti di forza e fare in modo che siano gli altri a preoccuparsi di noi".

Chiosa sul futuro del calcio femminile: "Il calcio femminile è meno basato sulla potenza ed è naturale che sia così, c’è molta più tecnica. C’è la necessità di un’organizzazione diversa, soprattutto sulla mentalità. Bisogna andare in campo facendo di tutto per vincere, anche se ogni tanto questo vuol dire rischiare di perdere. E credo che questo cambio di mentalità sia la marcia che ci può aiutare a crescere".