Antonio Conte: simbolo e fattore X per un futuro successo bianconero in Europa
La stagione europea della Juve sarebbe dovuta finire in ben altro modo, considerando la finale di Europa League giocata a Torino e soprattutto pensando all’eliminazione dalla Champions. I bianconeri hanno sprecato troppe occasioni, pareggiando nei primi due match contro Copenaghen e Galatasaray, con la complicità di errori sia in fase difensiva che offensiva ed arrivando a giocarsi il tutto e per tutto contro Drogba e compagni nel vergognoso pantano della “Turk Telekom Arena”.
Con i rimpianti non si arriva a nulla, ma non deve passare inosservato un particolare fondamentale: la Vecchia Signora è stata la squadra che maggiormente ha reso complicato il cammino degli attuali campioni d’Europa. A Madrid, l’armata di Ancelotti è riuscita a superare i ragazzi di Conte solo per dei clamorosi abbagli arbitrali (rigore a favore delle Merengues ed espulsione di Chiellini), mentre a Torino finì 2 a 2, nell’equilibrio generale. In terra Iberica i Blancos avrebbero meritato ben altra sorte; mentre Madama aveva dimostrato di essere certamente almeno una squadra da quarti di finale.
Non c’è nessuna scusante in tutto questo, dal momento che in Europa le occasioni devono essere sfruttate ed il trionfo si basa sulla cura dei particolari, però, sicuramente, senza contare la lezione subita in questa edizione di coppa, la doppia sfida contro il Real è sicuramente un buon viatico da cui partire.
Per il resto, se si vorrà impostare un cammino differente in occasione della prossima annata continentale, ci vorranno acquisti giusti e concentrazione massima, dal momento che l’esempio donato dal miracolo Atletico non riesce ogni anno, tutt’altro… Tutto deve essere condito attraverso un mix di: cuore, cervello, “palle” e programmazione. Per i primi tre elementi non ci sono dubbi, sull’ultimo si vedrà a partire da quest’anno. Di certo, le capacità non mancano al duo Marotta-Paratici, ma, se in Italia sono bastate, dal punto di vista internazionale servirà evidentemente qualcosa in più. Il loro intervento sarà di sicuro il fattore X che permetterà a mister Conte di decidere se restare a Torino o andare via il prossimo giugno.
E, in una realtà in cui gli allenatori bravi si contano sulle dita di una mano, sarà meglio costruire da lui, facendo l’impossibile per tenersi quello che ha tutte le carte in regola per diventare uno fra i tre migliori allenatori al mondo, ed evitando di ricostruire fra 12 mesi una realtà che ha ormai individuato saldamente nel tecnico, e non in un giocatore, un simbolo di riscossa… Fattore più che raro nel calcio italiano di oggi.
Direttore: Claudio Zuliani
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