Ai confini della realtà
Il calcio italiota vive in un mondo tutto suo. Una realtà parallela dove l'assurdo diventa reale e il reale diventa assurdo. Capita così che una sconfitta “meritata” sul campo diventi improvvisamente un fatto fuori dall’ordinario. Dovuta non tanto alla forza degli avversari, col loro “fatturato” e i loro campioni, o ai propri demeriti (tre sconfitte consecutive tra campionato e coppe, con 8 reti subite e carenze di gioco), ma al Palazzo, all’arbitro e a un complotto secolare degno della trama di un Assassin’s Creed. Ricapitoliamo quel che è accaduto ieri in Juventus-Napoli di Coppa Italia: nel primo tempo, la Juventus sfiora in almeno tre circostanze il gol, due volte del vantaggio, e una del pari. Ai bianconeri vengono addirittura negati due rigori netti, uno per un fallo su Dybala, uno per un fallo su Higuan. Nel frattempo, alla prima vera occasione, se escludiamo due innocui tiri centrali dalla lunga distanza, il Napoli passa in vantaggio con Callejón, in fuorigioco. Qualcuno dirà millimetrico, ma visto che anni fa a parti invertite si fece polemica per la punta del piede in offside di Fernando Llorente dopo una rete proprio ai partenopei, allora è giusto segnalare. Ad ogni modo, a tutti va bene così, TV, radio, tifosi: in fondo quando la Juventus subisce torti arbitrali, è tutto ok. Lì la sudditanza psicologica, i complotti, il Palazzo manovrato da oscure presenze bianconere, evidentemente sono in ferie.
Poi però nella ripresa, l'arbitro si ricorda che è la per decidere in maniera imparziale, così quando Koulibaly affonda il piedone su quello di Dybala, pestandolo in maniera così netta da lasciare quasi l’impronta sull’erbetta, fischia rigore. Penalty che nel mondo ovattato e parallelo di cui parlavamo prima, dove le cose si ribaltano e tutto è sfuggente, non è tale, per magia. Così tra telecronisti che nemmeno sotto tortura riescono a dire che è fallo netto, e giocatori del Napoli che fanno le vittime, la Juventus batte e pareggia meritatamente. Non solo, inizia a schiacciare gli avversari e come logica conseguenza del suo netto dominio, raddoppia con il solito Higuain, che sfrutta un clamoroso errore del portiere Reina, che esce malissimo su un cross, lasciando la porta sguarnita. Ma ovviamente la colpa anche qui è dell'arbitro, del complotto alieno che torna a manifestarsi e di qualche strana macumba. Ma non è finita. Da un'azione di calcio d’angolo fallita dal Napoli con tanto di tuffo plastico di Albiol che “passa” tra Pjanic e un difensore in caduta senza essere toccato da nessuno, parte un contropiede bianconero innescato da Higuain, portato avanti da Dybala e concluso da Cuadrado, che salta il portiere azzurro e viene atterrato. Anche qui immagini chiarissime, la palla Reina non la tocca, anzi, la sfera lo scavalca e col corpo e il braccio abbatte Cuadrado. In un mondo normale questo sarebbe, com’è poi in partita, rigore tutta la vita. Anzi, pensando a certi tiri dal dischetto concessi dagli arbitri in queste giornate di campionato ad altre squadre per uno starnuto o un rutto, diventa ancora più evidente, oseremmo dire macroscopico. Ma ricordiamo, siamo ai Confini della Realtà, e dunque la colpa è di Cuadrado che doveva teletrasportarsi altrove anziché scontrarsi col portiere azzurro. Dybala calcia, segna di nuovo, ed è 3-1: tutti a casa. In tutto il mondo, ovviamente, tranne in quello strano, parallelo, del calcio italiota. Lì il tempo si ferma, i giornalisti ultrà sbavano di bile pronti a vomitare veleno e a inventarsi di tutto nelle ore successive per fomentare i creduloni e gli antisportivi, aiutati dalle assurde dichiarazioni di un paio di tesserati del Napoli, che come Pioli qualche settimana addietro, fingono di non vedere cosa realmente accaduto, negando perfino l’evidenza. E va in onda l'ennesimo teatrino con la solita fuffa spacciata per verità da chi cerca di mascherare i propri errori e le proprie sconfitte dietro a motivi astrusi. In attesa di una gara di ritorno, che proprio per questi motivi, per la Juve si preannuncia calda e irta di insidie, anche arbitrali.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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