ABBIATE FEDE
Se è vero che il talento di un giocatore si misura anche dal proprio carattere, sul nuovo acquisto bianconero di Carrara si può essere speranzosi già da subito. La sua presentazione al mondo bianconero e non solo, è stata la dimostrazione lampante di come personalità e umiltà siano andate a braccetto, per ora, anche se solo a parole. A detta di molti, decidere di non indossare un numero di maglia per rispetto e senso del sacrificio, non è da tutti. Affermare di non meritarsi ancora il peso di una maglia, è decisamente per pochi. Umiltà e trasparenza. Umanamente parlando, e a maggior ragione se fai parte della Juventus, ci siamo.
Proiettando l'attenzione al giudice supremo, ovvero al campo, ed è quello su cui dovrà lavorare lo stesso Federico per traslare l'ottima impressione fatta davanti ai microfoni sul campo, non c'è molto da dire, se non che le basi per consacrare un grande talento ci sono tutte, e di ottima qualità!
In fase di transizione positiva offensiva, ha un' ottima capacità di giocare tra le linee. Perfetto per le intenzioni di mister Max, dato che l'ex viola si fa sempre trovare negli spazi, muovendosi spesso con tagli e sovrapposizioni senza dare punti di riferimento ai marcatori avversari. Fondamentale a buttare molto fumo agli occhi dei "nemici".
È molto giovane, eppure sa catalizzate bene su di sè molti marcatori, disunendo i reparti avversari e creando superiorità numerica sul lato debole. In zona di rifinitura, dà imprevedibilità e creatività all’ attacco e fornisce assist illuminanti e filtranti per i compagni descrivendone un'ottima visione di gioco, o magari tenta il tiro da fuori area, altra sua specialità.
E’ difficile che passi inosservato, dato che riesce con un particolare movimento disarticolato e flessibile del corpo a dissimulare con quale parte del piede il pallone, nascondendo fino all’ultimo la sua traiettoria al portiere.
Buono il fiuto del goal e la posizione Buona l’attivazione delle catene laterali con il raddoppio fornito all’interno di centrocampo o al terzino Sta imparando ad essere più “europeo” ed a sacrificarsi tatticamente per la squadra.
E’ molto abile anche nello smarcamento preventivo con movimenti appositi per ricevere e attaccare la profondità. Sa difendere e coprire la palla molto bene, e pensate che in fase di costruzione sa abbassarsi spesso e quindi sacrificarsi per ricevere e quindi facilitare la manovra. Il senso del sacrificio per la squadra sappiamo essere un litgh-motive per il mister. Proprio come è avvenuto con Mario Mandzukic per tutta la stagione appena trascorsa.
Ritornando alla tattica, una volta ricevuto il pallone sa creare anche diverse soluzioni di giocata a seconda della zona del campo in cui si trova, e questo è fondamentale per una squadra che vuole spaziare negli schemi nei vari orizzonti europei. Quando è in gran forma, è spesso fonte di gioco primario per le rapide ripartenze, e se parte da centrocampo, solitamente lo si può trovare sulla destra anche largo, pronto ad abbassarsi per triangolazioni rapide. Ottimo anche nelle transizioni di prima e di sponda in una squadra come quella bianconera, e trovare un giovane di emergente talento che, sia in zona di costruzione che sulla trequarti, sappia partire palla al piede in progressione con disarmante e devastante facilità, è importante. Velocità e dribbling con pochi eleganti tocchi e cambi di corsa, rendendo semplice ciò che non lo è.
Insomma, a parole direi che si siamo.
La determinazione e l’umiltà di cui abbiamo già parlato, lo hanno messo sulla buona strada, ma adesso deve fare qualcosa di più. Lo step successivo, quello per cui sa che vale la pena sacrificarsi quando sei alla Juve.
Si è detto tanto della fantomatica e gloriosa DIECI BIANCONERA, dati i suoi illustri predecessori che l'hanno indossata. E anche quest'anno è toccato al giovane Federico trovarsi immerso nel vortice della disputa. Ne è venuto fuori trionfante col suo discorso, anche perché questo è il momento in cui Bernardeschi deve diventare il Bernardeschi bianconero, e non il Bernardeschi che indossa la dieci bianconera.
È uno di quei giocatori che ispirano fiducia e speranza per un futuro roseo già nel breve periodo, uno di quei giocatori che quando partono palla al piede danno la sensazione di poter entrare direttamente in porta con il loro passo altezzoso e tutta la tifoseria con lui a seguirlo.
In questo somiglia ad una bella e giovane promessa: c’è più bellezza nell’armonia della loro corsa, nella loro voglia di crescere che nel tocco di palla vero e proprio.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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