A MENTE FREDDA – Joya e sfortuna. Loca leader. Restano due difetti. Allegri tocca a te. Sarri che rancore!

27.09.2021 11:18 di Quintiliano Giampietro   vedi letture
A MENTE FREDDA – Joya e sfortuna. Loca leader. Restano due difetti. Allegri tocca a te. Sarri che rancore!
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il secondo successo consecutivo aumenta l'autostima. Qualche miglioramento si vede, ma bisogna cancellare con urgenza due criticità. Altrimenti sarà difficile risalire verso la vetta. Per venti minuti si vede il Dybala dei tempi migliori. Gol a parte, l'argentino corre, inventa, regala assist. Poi l'infortunio e le lacrime: niente Chelsea, Torino e ritorno probabilmente dopo la pausa per le Nazionali. Come del resto Morata. Ora tocca ad Allegri tirare il classico coniglietto fuori dal cilindro e di fatto inventarsi il reparto offensivo. Kean unico attaccante di ruolo, partner Kulusevski, Chiesa, o magari Max sceglierà una terza via. C'è anche la possibilità di un cambio di modulo. Difesa a 3? Lo vedremo nel match contro il Chelsea, detentore della Champions League. Sarà un esame particolarmente importante per il centrocampo. Locatelli e company avranno difronte una delle mediane più forti d'Europa. Leggi Jorginho (candidato al Pallone d'Oro) e Kanté.

A proposito dell'ex Sassuolo, primo sorriso in bianconero, in precedenza l'assist per Dybala e in generale una prestazione top che gli vale la palma di migliore in campo. Il 23enne di Lecco costruisce, verticalizza, interdice, s'inserisce e favorisce anche Bentancur. Insomma, uno da Juve, semmai ci fossero ancora dubbi. Madama brinda per la vittoria, ma ancora una volta soffre e rischia, come avvenuto a La Spezia. Due i difetti da correggere. Innanzitutto va rivista la fase difensiva: 10 gol presi in 6 turni sono troppi. Soprattutto per una squadra di Allegri che in passato questo numero di reti li subiva al termine del girone d'andata. Serve l'aiuto di tutti per invertire la tendenza e maggiore concentrazione dei singoli sulle palle inattive e dovrà dare qualcosa in più lo stesso allenatore. L'altro aspetto da migliorare assolutamente è il cinismo in attacco, bisogna sfruttare le occasioni per chiudere le partite ed evitare rischi di rimonta dell'avversario. Nel primo tempo contro la Sampdoria la Juve poteva (e doveva) segnare almeno altre due volte con Morata e Chiesa. Congelare il risultato la parola d'ordine. Il primo Max era un maestro in questo. 

In chiusura un'irruzione a Roma, dove Sarri conquista il suo primo derby sulla panchina della Lazio, battendo Mourinho che accusa l'arbitro Guida di aver condizionato l'esito del match. Film già visto. Più originale invece la gioia incontenibile del tecnico biancoceleste che addirittura “flirta” con l'aquila Olympia, simbolo del club di Lotito. Un Sarri così non l'avevamo mai visto, nemmeno dopo la conquista dello scudetto con la Juve. Alla quale non risparmia la solita frecciata quando si presenta davanti a microfoni e taccuini: “Qui sto benissimo. Lì sono stato costretto a cambiare, la rosa era costruita e mi sono adattato con sofferenza”. Tu chiamali se vuoi, rancori.