LA LANTERNA VERDE - Da Leverkusen: Demiral-Rugani on, Rabiot-Bernardeschi off…

12.12.2019 00:05 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    Vedi letture
LA LANTERNA VERDE - Da Leverkusen: Demiral-Rugani on, Rabiot-Bernardeschi off…

Giocare senza l’assillo del risultato è un lusso che in pochi si possono permettere, soprattutto se parliamo di Champions League. La Juventus è scesa in campo a Leverkusen con la mente libera, cercando di onorare l’impegno. In effetti, la Vecchia Signora ha fatto il suo dovere, portando a casa una vittoria che serve sempre per il morale. Un test utile per permettere a Sarri di valutare idee, schemi e uomini. Qualche segnale positivo c’è stato. Rivedere Buffon tra i pali, con la casacca bianconera, in una gara di Champions League è stato piacevole. Nessun tifoso voleva che la sua ultima apparizione fosse nella sciagurata sconfitta con il Real Madrid allora guidato dal condottiero CR7 (ricordate il rigore, vero?). Ottime risposte sono arrivate anche dall’inedito duo di centrali. Demiral e Rugani non hanno sfigurato, dimostrando di poter essere utili alla causa. Il turco, al suo esordio ufficiale in Champions League, ha mostrato una determinazione notevole. Forte fisicamente, ha mostrato un senso dell’anticipo decisamente interessante. E che dire di Rugani? Nonostante le tante panchine stagionali, non si è arrugginito. Ha sempre saputo capire dove posizionarsi e non l’ha dimenticato… Insomma, Bonucci e De Ligt sono titolarissimi ma, onestamente, Demiral e Rugani potrebbero e dovrebbero avere più spazio…
Passiamo alle note poco liete. Alzi la mano chi ha capito di che pasta è fatto Rabiot? Che non sia in grande spolvero fisico è evidente ma, onestamente, dal francese è lecito attendersi molto di più. Cincischia per il campo, è poco attento e l’approccio è rivedibile. Anche a Leverkusen, è apparso un pesce fuor d’acqua… Copia e incolla se ci si sofferma su Bernardeschi. Qui il problema è il solito: l’ex viola, da trequartista, corre a vuoto. Ogni volta che ha la palla tra i piedi, si agita, quasi dovesse fare la super giocata a tutti i costi. Sarri lo vede dietro alle punte, sempre più appassionati di calcio credono sia la posizione meno adatta per Bernardeschi (tra questi ci sono pure io)…
E CR7? Beh, non si può chiudere un editoriale senza parlare di Cristiano Ronaldo. Fisicamente sembra stare meglio rispetto a qualche settimana fa. Le gambe si muovono più fluidamente, lo scatto è poderoso, eppure sembra mancare qualcosa. Cosa? La serenità del campione… Avete presente Michael Douglas nel film “Un giorno di ordinaria follia”? Ecco, la sensazione è che il portoghese sia sempre ad un passo dall’esplodere. Appena un compagno sbaglia un passaggio, alterna applausi d’incitamento nevrotici a rimproveri ficcanti… Il cinque volte Pallone d’Oro sembra troppo nervoso. Uno come lui, che ha vinto tutto e ha sperimentato ogni cosa su un campo da calcio, dovrebbe essere molto più sereno. Io lo ricordo qualche tempo fa. Sorrideva e si divertiva, ora è tirato in volto e digrigna i denti. Ovviamente, sempre meglio arrabbiato che apatico… Neppure il gol (il numero 128 in Champion League, 129 se si considerano anche i preliminari) non lo soddisfa pienamente. 
Ultimo atto dedicato a Sarri. Non me ne voglia il buon Maurizioma, a questo punto, ben venga la pausa natalizia. Il tecnico della Juventus annota tutto sul suo taccuino. Informazioni che analizza, studia, sedimenta, senza però riuscire a trasferirle al gruppo. La Juventus è ancora una squadra da “lavori in corso” e che risolve le partite con il talento (o il tridente delle meraviglie). Per ora basta così, in futuro servirà un’identità più delineata. Lo sa bene anche Sarri, se l’è segnato sul taccuino già più volte…