LA LANTERNA VERDE - Adesso Pirlo è uno sprovveduto…

01.10.2020 00:05 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    Vedi letture
LA LANTERNA VERDE - Adesso Pirlo è uno sprovveduto…

Siamo strani, a volte folli… Quando c’è da trattare la materia calcistica, siamo audaci, spavaldi, spesso andiamo anche oltre alle nostre reali conoscenze. Andrea Pirlo si è trasformato, nel giro di pochi giorni, da genio assoluto a pagliaccio. E’ bastato un pareggio all’Olimpico per dare il via ad una serie di elucubrazioni sull’affidabilità e le reali capacità del neo tecnico bianconero. Di colpo, in tanti hanno indossato la toga da giudice e hanno “vomitato” critiche pesantissime nei confronti dell’ormai ex Maestro. Che sia chiaro, qualche errore c’è stato nella sfida contro l’ottima Roma e ce ne saranno tanti altri (la mancata sostituzione di Rabiot, ammonito e per nulla sereno, tanto per fare un esempio) ma, per tutto il resto, direi di andarci piano…
Pirlo non era un fenomeno dopo Juventus-Sampdoria e non può essere un brocco dopo Roma-Juventus. Prima di dare un primo e, probabilmente, superficiale, giudizio sull’operato di Pirlo bisognerà attendere almeno qualche mese. Diamogli il tempo di sperimentare, sbagliare e rischiare. Non bruciamo subito un potenziale grande allenatore. Non è corretto, non è professionale, non è da tifosi bianconeri. Ovviamente, le critiche sono necessarie ma “ammazzare” un allenatore dopo una sola partita è inaccettabile. Prima del fischio d’inizio di Roma-Juventus, la formazione scelta da Pirlo è stata “salutata” come una ventata di aria fresca, come un bell’azzardo. Al triplice fischio finale, tutti a sparare a zero sulla folle formazione mandata in campo da Pirlo. Serve equilibrio. Per fortuna, la società è abituata a tutto questo chiacchiericcio da bar, perché di questo stiamo parlando.
Personalmente farà come ho sempre fatto: osservo, ragiono e, più avanti, mi esprimerà su Pirlo. Esattamente come mi sono comportato, nel recente passato, con Allegri (promosso a pieni voti) e Sarri (tutelato per diversi mesi e poi dimenticato).
Passiamo ai giocatori… Stessa sorte è accaduta a McKennie. Quando l’immenso Compagnoni (che stimo tantissimo) ha chiesto ad Ambrosini se lo statunitense assomigliasse più a Vidal o a Davids ho vissuto un momento di tangibile nervosismo… Bravo Compagnoni a correggersi immediatamente (“intendevo come caratteristiche”), bravissimo Ambro a “prendere tempo”. Ecco, serve pazienza. La stessa che servirà ad Arthur per capire il calcio italiano e a Morata per capire come essere funzionale al gioco che ha in mente Pirlo. La Juventus è “work in progress”, va supportata e compresa. E, meglio ricordarlo, mancherebbe un certo Dybala nell’equazione, ovvero il giocatore più importante nelle fila bianconere.
Ecco, poi c’è CR7. Il portoghese sembra davvero fatto di una pasta diversa rispetto a tutti gli altri. Cambia allenatori, sistema di gioco, compagni ma lui fa sempre quello che sa fare: segnare, segnare e segnare. In due gare, ha già messo a referto tre reti, riconfermando che, su di lui, si può sempre contare. In questo periodo si sta, giustamente, esaltando un 35enne di nome Lebron James, alla sua decima apparizione alle Finals NBA. Beh, Cristiano Ronaldo ha la stessa età e merita gli stessi applausi. Non salterà l’uomo come una volta, non avrà uno scatto bruciante come ai tempi del Manchester United ma, quando c’è da fare la differenza, il cinque volte Pallone d’Oro è una certezza. E Pirlo lo sa…