La Juve al palo, aspettando la soluzione all’enigma Ronaldo. Ma l’anno scorso non era solo un problema di manico

20.07.2021 00:30 di Ivan Cardia Twitter:    vedi letture
La Juve al palo, aspettando la soluzione all’enigma Ronaldo. Ma l’anno scorso non era solo un problema di manico
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Resta lo zero alla casella acquisti. Ma pesa di più quello alla voce cessioni, ferme all’addio a Buffon. Arrivati al 20 luglio, la Juventus è ferma: è una prima volta nella storia, almeno in quella del calcio moderno. Un immobilismo che ha tante ragioni. Per esempio, ma è la solfa che si sente da tempo in questo mercato post-pandemia, che per cantare messe ci sono pochi soldi. Ancora, che muoversi tanto per muoversi non è in realtà utile e da questo punto di vista ci sarebbe persino da apprezzare: meglio far nulla che fare male, a Torino staranno valutando con attenzione quali mosse compiere. Tutto vero, tutto giusto, sta di fatto che la Signora non danza al gran ballo del mercato e soprattutto aspetta risposte.

A darle, dev’essere Cristiano Ronaldo. “Decision day”, ha scritto l’altro giorno. Potrebbe essere il suo futuro o il prossimo sponsor. Che il calciomercato della Juventus non potesse prescindere dal futuro del suo giocatore più rappresentativo e più costoso, era facilmente prevedibile. Arrivati a questo punto, l’incertezza inizia a essere un vero e proprio problema. Cosa farà Ronaldo è una domanda non più rinviabile, anche perché, ma qui si torna su un tasto già battuto, non è pensabile che a decidere del futuro sia soltanto il portoghese e non anche la società. È fisiologico che, trattandosi non solo del più pagato, ma anche di un giocatore che da solo costa quanto gli altri 3-4 che lo seguono ai vertici del monte ingaggi bianconero, che resti o meno a Torino fa tutta la differenza del mondo. Gli enigmi, arrivati a metà sessione, portano poco lontano.

Ronaldo o no, la Juve si muove comunque con circospezione. La trattativa col Sassuolo sembra un dialogo tra due interlocutori che parlano lingue differenti: da una parte sempre la stessa proposta, dall’altra sempre la stessa risposta. È il calciomercato, bellezza, ma dall’impasse a un certo punto bisogna pur uscire. Per esempio, perché la fisionomia del centrocampo è tutta da decifrare. Con che modulo giocherà la Juve dell’anno prossimo? A oggi non si può ancora dire, ma le scelte sul mercato condizionano quelle tecniche. E proprio in mediana si apre un capitolo tosto da affrontare. Da un lato: si diceva delle cessioni che mancano, quella di Ramsey (e magari anche Rabiot) si sta rivelando molto meno scontata di come la si immaginava. Dall’altro: il cambio di allenatore, da Pirlo ad Allegri, è stato comprensibile. Ma il secondo non ha la bacchetta magica, e soprattutto le difficoltà che ha incontrato il primo non erano solo legate all’inesperienza del manico. Qualcuno aveva definito la squadra non allenabile, in tempi non sospetti: a oggi, è più o meno sempre la stessa.