IL SANTO DELLA DOMENICA - La sconfitta di Verona lascia il segno, tra “bestialita’ tecniche” e errori imperdonabili. Non si puo’ dare la colpa solo alla questione mentale. Serve reagire subito, altrimenti ….

09.02.2020 00:24 di Alessandro Santarelli   Vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - La sconfitta di Verona lascia il segno, tra “bestialita’ tecniche” e errori imperdonabili. Non si puo’ dare la colpa solo alla questione mentale. Serve reagire subito, altrimenti ….

Questa volta il campanello d’allarme suona e suona in maniera piuttosto importante. Tre indizi fanno una prova e la terza sconfitta in campionato, due settimane appena dopo quella di Napoli non può passare sotto silenzio. A Verona a tradire è il centrocampo, con due errori in occasione del gol del pareggio che oserei definire “bestialità tecniche” . In una partita difficile, combattuta interpretata male per i primi 35 minuti e aggiustata dal solito Cristiano, vedere prima Bentancurtentare un improbabile colpo di tacco sulla tre quarti seguito da un intervento molle di Pjanic con conseguente rete di Borini, non è francamente accettabile. Nel mezzo una prestazione incolore, illuminata solo dai guizzi di Ronaldo e nella ripresa da qualche spunto di Dybala. Parliamoci chiaro: cosi la Juve rischia di farsi male e non soltanto in Europa. L’atteggiamento mentale di cui troppo spesso si è parlato, torna ad essere un argomento di stretta attualità. Non si possono accettare certe rilassatezze in mezzo al campo, non si possono accettare atteggiamenti da primi della classe, quando primi si rischia di non esserlo più.

Se facciamo un passo indietro, il cambio dell’allenatore avvenne anche per dare un nuovo carico motivazionale alla squadra. Ecco fino ad ora sotto questo aspetto l’esperimento non è andato bene. Sul piano del gioco francamente siamo ancora indietro. Troppo spesso ad incidere sono le giocate dei singoli, per carità, un pregio averli nella nostra squadra, ma alla lunga tutto questo non basta. Il ritorno al 433 sembrava una buona chiave di lettura, ma ieri sera non ha funzionato neppur il tridente atipico con un Douglas  evanescente, e ancora alle prese con un guaio fisico, Higuaintroppo impegnato nel giocare di sponda e  il solo Ronaldo a cantare e portare la croce.

Da Verona torniamo con tanti dubbi: nuovamente sulla tenuta del centrocampo, al di là degli errori: Pjanic ancora sottotono, Rabiot che procede a sprazzi, Bentancur che pecca in continuità, la fragilità difensiva, siamo arrivati a 23 gol subiti e un attacco che pesa ormai sulle spalle di un giocatore solo. Dopo le sconfitte di Roma e Napoli abbiamo parlato di bonus esauriti, oggi di una squadra che deve trovare un nuovo atteggiamento mentale, tattico e guardarsi profondamente dentro sè stessa perché questa è la fase decisiva della stagione e le premesse sono tutt’altro che positive . Vero Sarri parla di leggerezze e approcci mentali sbagliati, ma al mister spetta il compito di lavorare anche su questi aspetti, che sono importanti e fondamentali tanto quelli tecnici rispetto ad un gioco che latita e quantomeno non incide come ci saremmo aspettati. 

Preoccupati per le scelte mentali durante la partita? Si ma oggettivamente in questo momento lo siamo anche per le scelte tecniche. Ognuno si prenda le proprie responsabilità, dallo staff tecnico alla squadra. Lo schiaffo di Verona deve servire da lezione per tutti nessuno escluso. Perché è vero che se le cose non andranno bene, a giugno in molti pagheranno, ma francamente delle rivalse personali a noi interessa poco. A noi interessa che questa squadra continui a vincere e per farlo serve qualcosa di diverso. Continuando così la sensazione è che a giugno ci si possa ritrovare con un pugno di mosche in mano. Il tempo per rimediare c’ è ancora ma bisogna fare molto in fretta.