IL SANTO DELLA DOMENICA - Da Paratici a Pirlo da Cherubini a Allegri. E' partita la nuova Juventus, ma adesso basta con le divisioni. Tutti uniti per tornare a vincere e dominare..

30.05.2021 00:05 di Alessandro Santarelli   vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA -  Da Paratici a Pirlo da Cherubini a Allegri. E' partita la nuova Juventus, ma adesso basta con le divisioni. Tutti uniti per tornare a vincere e dominare..

Che settimana quella appena trascorsa. Se l’anno scorso, causa stagione finita ad agosto, il mercato era risultato più sonnolento del solito, soprattutto sul fronte allenatori, in appena 7 giorni abbiamo visto fuochi d’artificio ad ogni latitudine. Qualcuno se ne è andato abbandonando una barca in difficoltà ( strano non lo avremmo mai detto visti i precedenti) qualcun altro ha prima stretto una mano al suo presidente e poi si è accasato altrove, mentre in casa Juve il puzzle si è cominciato a comporre con il non rinnovo del contratto a Fabio Paratici. Da li è scattato l’effetto domino che ha portato al rientro di Massimiliano Allegri. Ma andiamo con ordine.

All’ex direttore Paratici dobbiamo tanti ringraziamenti. Ha costruito, assieme a Marotta in una prima fase, da responsabile dell’area tecnica in una seconda, una Juventus che ha aperto un ciclo vincente, che ricorderemo a lungo e che entrerà nella storia del calcio. Tralasciando Ronaldo, ha portato in bianconero  talenti,  e ne citiamo uno su tutti come De Ligt, ha costruito un’impalcatura incredibile per chiudere l’affare  Chiesa, mettendo spesso a segno grandi colpi. Come sempre nella vita lavorativa di ognuno di noi, non tutte le ciambelle vengono con il buco, ma il bilancio del suo lavoro non può che essere estremamente positivo. L’azzardo che forse è costato caro è quello di due anni fa, quando insieme a Nedved  ha provato a cambiare la narrazione delle vittorie bianconere, affidandosi a Sarri. Esperimento che, con il senno del poi, non è riuscito, al netto dello scudetto portato a casa, e forse l’unica responsabilità che ci sentiamo di riconoscerli, è quella di non aver difeso fino alla fine il progetto. Ma siamo certi che Fabio Paratici si ritaglierà  ancora un ruolo da protagonista nel mondo del calcio

La nuova Juve invece riparte da Massimiliano Allegri. Esattamente due anni dopo. Quello che si preannuncia è un mercato importante. Certo i denari non saranno tanti, ma qui toccherà a Cherubini ( sarà lui a prendere il posto di Paratici) mettere in campo le migliori strategie per allestire una squadra forte ed equilibrata. Il dirigente umbro lavorerà a stretto contatto con Allegri, un ticket inedito ma strategico  perché sarà direttamente l’allenatore ad esprimere i propri “desiderata” su mercato.

Il tecnico livornese si è legato alla Signora stavolta per 4 anni. La società, dopo aver cambiato tre allenatori in tre anni, andando di fatto contro la sua storia, stavolta ha lanciato un messaggio chiaro e forte: di allenatore per un periodo di tempo lungo non si parlerà più. E questo vuole essere anche un monito ai tifosi: come è giusto che sia Allegri non piace a tutti, ma per favore non dividiamoci. Ripartiamo tutti uniti più che mai con la testa  e il cuore rivolti solo al bene della squadra. Lo dico sinceramente: non mi piace la divisione in “ allegriani” o “ anti allegri” . Qui dobbiamo essere tutti compatti e tifare la maglia più bella del mondo.

Infine, ma certamente non per ultimo, anzi, Andrea Pirlo.  E’ stata una stagione tribolata, che tuttavia ha portato in dote ben 2 trofei. Ha pagato la sua inesperienza, certo, ma si è dimostrato uomo con la schiena dritta e un validissimo professionista. Il coraggio non gli manca, e la strada intrapresa sembra essere quella giusta. La Juve, nelle parole di saluto, non ha pronunciato la parola “ esonero” e sicuramente la decisione non è stata presa a cuor leggero. L’allenatore si farà, troverà senza dubbio una nuova panchina dove affinare esperienza e strategie e chissà che un domani le strade non si possano nuovamente unire. Pirlo ha pagato il pedaggio del debuttante, ma anche due anni di una certa confusione dove alla fine a pagare per tutti è stato sempre l’allenatore. Il popolo bianconero lo saluta con affetto, una medaglia che forse non ripaga l’amarezza, ma che il “ maestro” può sfoggiare con orgoglio.

Tutti uniti fino alla fine…ripartiamo da quello che è il nostro motto.