De Ligt c'è. Intrigo internazionale in attacco, partita a scacchi per Chiesa

Il difensore olandese è affare fatto, in bianconero a breve. Higuain blocca Icardi e non solo, per Federico c'è da attendere il summit con la Fiorentina.
16.07.2019 01:10 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
De Ligt c'è. Intrigo internazionale in attacco, partita a scacchi per Chiesa

De Ligt c’è. È solo questione di ore per vederlo fisicamente a Torino: se passerete da queste parti in serata, potreste averlo già avvistato. Il difensore olandese è a tutti gli effetti un nuovo acquisto della Juventus. Sulla clausola aspettiamo comunicazioni ufficiali da parte della società, è comunque credibile che i bianconeri abbiano acconsentito a richieste non esaudite da parte di Barcellona e Paris Saint-Germain. In fin dei conti, nulla di male: nel quadro europeo, è già un miracolo che una società italiana possa competere alla pari con le superpotenze calcistiche. La Juve lo è, lo sta diventando, con un pizzico di realismo deve lottare giorno dopo giorno per consolidare il proprio status. Matthijs De Ligt era desiderato da tutti, ha scelto la Juve: non è un messaggio da sottovalutare.

L’olandese sarà il pilastro su cui costruire la difesa del futuro. In una sola sessione di mercato, potenzialmente, la Vecchia Signora si è assicurata dieci anni di tranquillità, lì dietro. Romero e Demiral non sono ancora all’altezza di uno che ha sfiorato, da capitano dell’Ajax, la finale di Champions, ma lavorando possono avvicinarsi al livello richiesto per giocare in bianconero. Sono dei ’98, in fin dei conti. Quanto a Bonucci, è vero che teoricamente potrebbe rischiare qualcosa, perché non crediamo molto a un Chiellini messo in discussione, se non da qualche acciacco fisico. Ma in questo momento non vediamo neanche il viterbese lontano da Torino, nonostante gli spifferi di mercato. E poi fin qui ha quasi sempre messo a tacere i dubbi sul suo rendimento, quando ne sono affiorati.

Per un affare che si sblocca, c’è un domino in attesa di vedere cadere la prima tessera. Un incastro che blocca un po’ tutti a livello italiano e non solo, in cui la Juve ha un ruolo da protagonista. Il giro (valzer, mazurca, tango, fate voi) degli attaccanti. I nomi sono noti da tempo: Higuain, Dzeko, Icardi, Lukaku, in ordine sparso, aggiungiamo pure Mandzukic. L’argentino di Torino è quello che potrebbe dare il via alle danze, ma non è ancora sceso a patti con le intenzioni della Juventus e non è ancora convinto di accettare la Roma. A un certo punto, potrebbe diventare l’unica vera soluzione a questa sorta di intrigo internazionale in versione bomber, dove però il colpo di scena è atteso da un momento all’altro. Quanto a Icardi, giusto mandarlo a fuoco lento: a un certo punto l’Inter capirà che il 2021 è comunque piuttosto vicino e che la situazione va risolta, anche a costi molto inferiori rispetto a quelli vociferati solo un anno fa.

A proposito di attaccanti, da seguire la vicenda legata a Moise Kean. Il rinnovo è apparecchiato, incardinato, imbastito, pronto da settimane ormai. Però nessuna traccia di firme o annuncio: perché? Come spesso accade, poniamo domande a cui non sappiamo dare risposte. Mettere una pulce all’orecchio, questo sì. Al netto di qualche intemperanza caratteriale (più passata che attuale), si sta parlando di un ragazzo che ha già bruciato le tappe e ha tutte le possibilità di diventare un titolare nella Juve del futuro. Se il rinnovo sbandierato a microfoni spenti e fin qui mai annunciato dovesse nascondere un eventuale addio sarebbe un peccato.

Altro giro, altra corsa. In Chiesa. Nessuna conversione sulla via di Damasco, stiamo parlando di Federico. Quello della Fiorentina, quello che ha da tempo un accordo con la Juventus, perché ha deciso di cambiare aria e in bianconero, seppur con meno garanzie di un ruolo da titolare, ha la possibilità di costruirsi un futuro da stella assoluta. Il faccia a faccia con la proprietà della Fiorentina è ormai imminente, è una sorta di partita a scacchi. Commisso e Barone fin qui si sono sbilanciati anche parecchio: “Chiesa non si vende, fine del discorso”. Non potevano fare altrimenti: bene cedere Veretout e magari anche Pezzella, ma una nuova proprietà non può presentarsi alla piazza di Firenze vendendo alla Juve il miglior giocatore in viola. La palla ora passa a chi la sa usare meglio, cioè Federico Chiesa e suo padre Enrico; la Fiorentina ha giocato le sue mosse, la Juve pure. L’unica possibilità per sbloccare la matassa è che il giocatore si esponga, più o meno pubblicamente, in direzione Torino: la società in questo senso lo ha messo con le spalle al muro. Non possiamo sapere cosa succederà, perché non possiamo entrare nella testa di un ragazzo di 22 anni che dovrebbe fare un torto alla città in cui è cresciuto. Vuole la Juve, ma bisogna vedere sino a che punto. E in questo momento è l’unico che può giocare scacco matto al re gigliato.

Chiudiamo con le cessioni, che in un mercato sin qui prodigo di innesti saranno linfa vitale per potersi continuare a muovere. La novità riguarda Mattia Perin, sempre più vicino al Benfica: più o meno comprendiamo la scelta del ragazzo, che vuole giocare, per quanto il Portogallo non sempre sia la miglior destinazione possibile. Capiamo meno altre mosse di mercato, per esempio la Roma che ha preferito spendere il doppio su un (buon) portiere spagnolo. Attenzione al Milan, comunque, anche se i rossoneri non sembrano pronti a dare il via a un altro giro, quello dei portieri, con Donnarumma che ne dovrebbe essere inevitabile protagonista. Quanto agli altri, detto di Higuain, l’occasione più redditizia dovrebbe riguardare Cancelo ma si naviga a vista: di tanti interessamenti, poche offerte. In altri reparti, anche Mandzukic, Khedira e Cuadrado non hanno al momento sul tavolo proposte che convincano sia i giocatori sia la Juventus. Restano sulla lista dei partenti, e la situazione più sbloccarsi da un momento all’altro, ma per ora navighiamo in acque di bonaccia.