Alla fine i nodi vengono al pettine, i casi che la Juve non doveva avere. Szczesny, ma per favore

24.08.2021 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    vedi letture
Alla fine i nodi vengono al pettine, i casi che la Juve non doveva avere. Szczesny, ma per favore
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Una settimana alla fine del mercato. Che è stato brutto, povero, asfittico un po’ per tutti e quindi ciascuno ha la sua amplissima quota di esigenze da soddisfare. All’ultimo, ma non come al solito, perché quest’anno non si parla di qualche colpo last minute: quasi tutti devono ancora fare praticamente tutto. Nel caso della Juventus, questo ha nome e cognome: Cristiano Ronaldo. Che vuol dire presentarsi a una settimana dalla fine della sessione con il futuro del proprio giocatore più rappresentativo e costoso ancora in bilico. Le spiegazioni sono tante, resta il fatto che, se dal punto di vista tecnico Allegri sembra aver rimesso le cose in ordine (la Juve conta più di CR7 e non viceversa), in sede di mercato la sensazione è che tutto sia legato alla insoddisfazione di Ronaldo e alla sua voglia di cambiare aria. Decisamente difficile, per la cronaca, perché di squadre interessate e sopratutto disponibili a risolvere la grana non se ne vedono all’orizzonte. Se rimarrà, peraltro, sarà comunque un valore aggiunto perché si parla del più professionale al mondo, ma è una spina che la Juve a questo punto non doveva avere e invece si trova ancora da sistemare. Se partirà, la caccia al sostituto (impossibile, ma necessario) sarà a dir poco difficoltosa.

L’altro caso, seppur meno rilevante sotto molti aspetti, è quello legato al centrocampo. Preso Locatelli, un altro innesto non stonerebbe e sarebbe anche ben accolto, su tutti da Allegri. Il guaio? I cedibili “veri”, su tutti Ramsey, non li vuole però nessuno: questione di stipendio soprattutto. E così da qualche giorno la Signora valuta la cessione di McKennie, che tradotto in altri termini vuol dire che la Juventus sta provando a cedere lo statunitense perché ha l’unico che mercato. Progettualità, poca. Intendiamoci: non che si parli di un fuoriclasse, ma un giovane in uscita per un rimpiazzo più stagionato (Pjanic?) avrebbe poco o punto senso. E, per quanto anche in questo caso le giustificazioni abbondino, trovarsi costretta a cedere chi vogliono gli altri e non chi vuole la Juve è un’altra situazione in cui sarebbe stato meglio non trovarsi. 

Due righe due su Szczesny, protagonista in negativo nella prima a Udine. Premessa d’obbligo: non si è scoperto l’altro ieri che la mossa più giusta sarebbe stata portare a Torino un certo Donnarumma. Per farlo, era però necessario cedere il polacco in tempi molto rapidi e a condizioni il più possibile vantaggiose: pressoché impossibile e infatti non è successo. Discuterne il valore per una partita e due errori (madornali e marchiani, ma chi non ne ha mai commessi) è fuori luogo e schizofrenico. Si parla pur sempre di uno dei migliori portieri al mondo.