Juventus-Rennes 2-2, le pagelle dei bianconeri: Woltemade segna e ispira Celik, male Cambiaso e Douglas Luiz

Juventus-Rennes 2-2, le pagelle dei bianconeri: Woltemade segna e ispira Celik, male Cambiaso e Douglas LuizTuttoJuve.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 21:05Il pagellone dei campioni
di Fabiola Graziano
All'Allianz Stadium i bianconeri di Spalletti non riescono ad andare oltre il pareggio contro i francesi nella terza giornata di Europa League.

Vicario 6 - Ancora una volta passa una serata senza colpe oggettive e facendo poco più del compitino richiesto, ma si ritrova a raccogliere altre due volte la palla dal fondo della sua rete.

Gatti 5,5 - È in colpevole ritardo sul goal del 1-1, ma ci mette la sua solita grinta per recuperare. Prova a riscattarsi nell’altra area con un bel colpo di testa che trova la grande parata di Samba. Rischia qualcosa quando colpisce il portiere avversario in fase di rilancio, prendendosi un evitabile giallo. (Dal 60’ Nico Gonzalez 6,5 - Non entra direttamente sul tabellino, ma la sua garra è benzina vitale per una macchina juventina che fatica ad alzare i giri dalla trequarti in su prima del suo ingresso).

Bremer 6 - Passa dalle parole post-partita con la Lazio ai fatti sul campo contro i francesi, mostrando la sua solidità specialmente quando può giocare in anticipo. Qualche difficoltà in più quando deve affrontare a campo aperto Al-Taamari.

Kelly 6 - Partita gestita con attenzione e senza sbavature, limitando pure gli svarioni di Cambiaso, anche se non basta ad evitare che la retroguardia bianconera subisca due reti. (Dal 81’ Lucumì sv - Poco più di 10 minuti, recupero compreso, con il merito di trovare la coordinazione per spingere in porta la palla del 3-2, che l’arbitro inspiegabilmente annulla segnalando il suo offside sulla giocata del difensore avversario).

Celik 6,5 - Riportato a destra, ci mette sei minuti a far capire su quale fascia preferisca giocare, inserendosi coi tempi giusti sull’invito di Woltemade e incrociando per il momentaneo vantaggio. Fa un po’ di fatica nel contenere l’esplosività di Nagida, che arriva spesso alla conclusione da quella parte, forse anche a causa di qualche problema fisico che lo costringe a restare negli spogliatoi all’intervallo. (Dal 46’ Kalulu 6 - Pronti, via e si ritrova a terra dopo una girata di testa, con un sopracciglio aperto e un turbante che lo accompagnerà fino a fine partita. Da quinto prima e da braccetto poi, dà sempre il suo contributo alla causa bianconera).

McKennie 5,5 - Mezzala, trequartista, esterno, forse alla fine nemmeno lui sa più come e cosa fare. Si limita a fare il compitino e anche se a tratti sembra tra i più stanchi, finisce la sua partita solo al triplice fischio dell’arbitro.

Douglas Luiz 5 - Parte bene da perno del centrocampo a tre disegnato stasera da Spalletti, ma dopo il rigore causato con un fallo di mano da terra perde la bussola e inizia ad innervosirsi, lasciando anche il timone della manovra.

Koopmeiners 5,5 - Meglio del compagno di reparto brasiliano, prova a dare una mano in impostazione e sui piazzati, e col suo mancino arriva anche alla conclusione che però non riesce a sorprendere Samba.

Cambiaso 5 - Altra prova da cancellare del terzino bianconero. In ritardo su Reynolds che trova la sponda per Al-Taamari, rischia anche di regalare un goal con un goffo errore a metà campo. Unica nota positiva un cross per Kalulu ad inizio ripresa, che però non trova la porta. (Dal 90’ Alajbegovic sv.)

Woltemade 7 - Dal primo minuto insieme a Kolo Muani, gravita alle sue spalle per favorire gli inserimenti da dietro. Perfetto nell’imbucata che mette in porta Celik che fa 1-0, esce un po’ dal match nella fase centrale, ma si prende la responsabilità e trasforma il rigore del 2-2.

Kolo Muani 5,5 - Tanto movimento per creare spazio, ma troppi errori in fase di appoggio quando deve dialogare con i compagni. Meglio di altre prestazioni anonime, ma di sicuro non sufficiente (Dal 81’ Boga sv.)

Spalletti 6 - Sufficiente più per il risultato finale che per la gestione della partita e per il rendimento della squadra, che vive di folate piuttosto che di una reale idea di gioco, soprattutto quando si ritrova a dover rimontare dopo essere passata in vantaggio per prima.