Gli eroi in bianconero: Juan Pablo SORÍN

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
11.05.2015 10:30 di Stefano Bedeschi  articolo letto 3347 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gli eroi in bianconero: Juan Pablo SORÍN

Primavera del 1995: Omar Sivori torna a far parte della famiglia bianconera come ambasciatore nel Sud America: è l’uomo immagine della “Signora” al di là dell’Oceano ed ha il compito di seguire e segnalare giovani talenti. Il primo colpo che mette a segno, ha il nome di Juan Pablo Sorín, diciannove anni, argentino, capitano della Nazionale Under 20 Campione del Mondo in Qatar e già convocato più volte nella nazionale di Daniel Passarella. È un giocatore eclettico; può giocare sulla fascia sinistra, essendo un mancino naturale, oppure centrale.
Soprannominato Juanpi, si rende conto che l’occasione offertagli dalla Juventus è importantissima. «Questo treno passa soltanto una volta nella vita, se a diciannove od a trent'anni non conta: l’importante è non lasciarlo sfilare via senza agganciarsi a un vagone».
Sorín proviene dall’Argentinos Juniors, dove ha cominciato a giocare quando aveva appena nove anni e dove si è affermato giovanissimo. Non teme di pagare lo scotto dovuto alla verde età, «perché sono un tipo che impara in fretta, basta che me ne diano l’occasione».
Ha fatto una scelta per certi versi dolorosa, ma che lo coinvolge da ogni punto di vista. «Non è facile lasciare Buenos Aires, la sua atmosfera, i genitori, gli amici, la fidanzata. Però ho deciso così, perché ho una grande voglia di vivere questo grande calcio. E pensare che credevo ad uno scherzo quando mio padre mi ha detto che avrei giocato nella Juventus».
La sua avventura in bianconero non è fortunata; scende in campo solamente per 4 volte, senza disputare mai una partita intera. Deluso, ritorna in patria, vestendo la mitica casacca del River Plate; dopo quattro stagioni, due campionati di apertura, due di chiusura ed una vittoria nella Coppa Libertadores, si trasferisce in Brasile, al Cruzeiro, con il quale vince la Coppa del Brasile. Nell’estate del 2002, ritorna in Italia, alla Lazio; ancora tante delusioni, al punto che emigra al Barcellona dopo pochi mesi. Dal paese catalano si trasferisce al Paris St.Germain, dove vince la Coppa francese ed ottiene il secondo posto in campionato; l’anno successivo ritorna in Spagna, per vestire la maglia della Villareal. Nell’estate del 2006, va a giocare nell’Amburgo. Con la maglia della nazionale argentina, invece, si toglie parecchie soddisfazioni, fino ad indossarne la fascia di capitano, nel Mondiale tedesco del 2006.