Gli eroi in bianconero: Guido MARCHI

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
22.09.2019 10:30 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
Gli eroi in bianconero: Guido MARCHI

Detto Marchino per distinguerlo dal più anziano fratello Pio, era nato a Carmagnola il 21 settembre 1896. Nel 1913, all’età di diciassette anni, aveva già indossato la maglia bianconera. Era stato alunno del San Giuseppe e poi del Sommeiller.

Aveva una vitalità incredibile: dicevano che disputò tre partite in un giorno, una al mattino e due al pomeriggio, senza usufruire del massaggiatore e senza essere stato in ritiro collegiale. Come arrivò alla Juventus, Guido Marchi partecipò subito ai campionati di Terza Categoria.

L’anno successivo, il 1914, prese parte al campionato riserve che sfuggì alla Juventus, dopo una palpitante partita con il Casale sul campo neutro dell’Asti; l’incontro fu perduto per 1-0, ma i bianconeri terminarono con soli nove uomini, avendone perduti due a causa di incidenti.

Prima ancora che la stagione terminasse, Marchino era già in prima squadra e il suo debutto avvenne contro il Savona F.C. Nel 1916-17 partecipò a due partite regionali, Piemonte contro Lombardia, di cui una finita alla pari e l’altra vinta per 2-1.

Nel 1920 altra gara interregionale, quella nella quale il Piemonte sconfisse per 3-2 la Liguria dopo una lotta a oltranza: l’incontro durò, infatti, due ore e mezza.

Oramai Guido Marchi poteva essere considerato un autentico campione e che fosse degno di tanta considerazione lo testimoniano quanti lo videro all’opera nei campionati 1920-21 e seguenti.

Era un centrosostegno (giocava anche laterale e persino all’ala sinistra) cioè, non limitava la sua prestazione al lavoro di sbarramento e di rottura: era un muro, ma anche un trampolino. In lui la quadratura atletica non era solo l’apporto che la sorda efficienza fisica può dare al rendimento generale del giocatore in virtù del vigore, intrepidità e resistenza.

Alla quadratura atletica si aggiungeva un assai sviluppato contributo di doti tecniche per cui era in grado di trasformarsi in vero e proprio regista della squadra. Per non sapere colpire di testa, dopo ogni partita rientrava pieno di bernoccoli. Ma non si arrendeva. Nei quattro campionati che disputò con la maglia bianconera, totalizzò quarantuno presenze e realizzò due goal.