SOTTOBOSCO - Non buona la prima. Ad Allegri servirà tempo, ma ha un asso nella manica. Caso Ronaldo: due ipotesi. Szczesny e gli indizi che non confortano. Quei giovani da provare. Calcio in streaming: tutto normale?

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
23.08.2021 00:27 di Andrea Bosco   vedi letture
SOTTOBOSCO  - Non buona la prima. Ad Allegri servirà tempo, ma ha un asso nella manica. Caso Ronaldo: due ipotesi. Szczesny e gli indizi che non confortano.  Quei giovani da provare. Calcio in streaming: tutto normale?
© foto di Andrea Bosco

La prima ad Udine della Juventus non è stata buona. E non solo per i due macroscopici errori del portiere polacco. Una  serataccia può capitare. Servirà capire in fretta se la Juve abbia un problema in porta. Gli indizi non confortano. Pessimo Europeo. E già la scorsa stagione in più di una occasione la porta bianconera era andata in crisi per gli errori del suo guardiano. Non è che nel ruolo la Juve abbia fenomeni. Non lo è il secondo, Perin, non  lo è il buon Pinsoglio. Ma giocoforza  la Juve dovrà continuare con i portieri che ha in rosa. I rimpianti per  Donnarumma si leveranno al cielo. Ma la Juve, Donnarumma non se lo poteva permettere.

Un pareggio ad Udine non è dramma. Ma lascia l'amaro in bocca perché la Juve era avanti di due reti. Perché ha colpito due legni. Perché per il solito centimetro il Var ha annullato il gol della possibile vittoria siglato da Ronaldo. Perché soprattutto Dybala (in gol) sembra tornato il fenomeno conosciuto. Al netto di  questo restano i difetti.

Un centrocampo poco convincente (neppure male Bernardeschi e Ramsey ma non basta). Male invece Kuluseveski sul quale Allegri dovrà convincersi: essendo monopiede o gioca a destra sulla fascia oppure si depotenzia. Non benissimo Morata. Non benissimo Ronaldo. E' vero: mancavano Locatelli (in campo per cinque minuti) e  Chiesa (bua prima della gara). Ma Cuadrado non l'ha fatto rimpiangere con un gran gol. Diverso il discorso per il centrocampo. Mancava anche Rabiot, ma non parliamo di un salvatore della patria, al pari del texano in odore di cessione. E quindi faccio una provocazione: la Juve ha ottimi giovani. Quel Ranocchia che pare sarà dato in prestito. Quel Miretti che anche oggi (Coppa Italia Under 23) ha preso un legno e segnato il gol della vittoria. Vanno provati. Perché  questi giovani hanno numeri importanti. Allegri vuole una rosa “leggera“. Ma il problema dello sfoltimento è noto: ingaggi assurdi che rendono alcuni giocatori invendibili.

Il pareggio di Udine è un passo falso. La Juve ha ripreso da dove aveva finito la scorsa stagione: perdendo punti con le piccole squadre. Allegri ha un gran lavoro da fare. Lavoro che l'Europeo gli ha complicato. Due anni di Sarri e di Pirlo hanno lasciato incrostazioni nella squadra. Io non sottostimo Sarri (uno scudetto) e Pirlo (una Supercoppa e una Coppa Italia): dico che il loro modo di pensare calcio non si confaceva alle caratteristiche della rosa della Juventus. Ci sono  giocatori che possono giocare con Sarri e altri no. Se  perdi automatismi, geometrie, spazi, in questo gioco dell'oca che il calcio, tornare alla casella iniziale diventa un problema. Come minimo ci vuole tempo. La speranza è che Allegri faccia in fretta. Con ciò che ha. La Juve è quella della scorsa stagione. Con alcuni giocatori più anziani e con un Locatelli e un Kajo Jorge in più. Ma Dybala sembra tornato la Joya. E questo potrebbe essere il vero asso nella manica di Allegri.

Caso Ronaldo: delle due l'una. O Cr7 sta trattando per andarsene, oppure la sua panchina è un messaggio di Allegri al portoghese: mi servi centravanti. O così o panca. Ora inizieranno gli inevitabili processi: alla Juve, all'allenatore, alla dirigenza, alla proprietà, ai giocatori. E' un giornalismo col “verme“: inutile stupirsi. E' il mondo che sta  complessivamente cambiando.

E' mancata Nicoletta Orsomando, la più celebre della signorine “buonasera“ della Rai che fu. Quando la tv era in bianco e nero e anche il vostro cronista andava due ore prima allo stadio per trovare posto (in piedi). Un calcio romantico con  fenomeni mai più visti. E non parlo solo dei Sivori, dei Charles o dei Boniperti. E neppure degli Schiaffino, dei Rivera, dei Suarez o dei  Sandrino Mazzola. Parlo  delle provinciali: di una Spal che poteva schierare un asso come Massei. O di un Padova , quello di Rocco , che in attacco aveva Hamrin, Brighenti e Humberto Rosa . Un calcio raccontato da signori della penna : da Brera  a Gino Palumbo, da Gualtiero Zanetti  a Giglio Panza, da Roghi a Renato Morino: gente che aveva rispetto per il lettore. Che non raccontava “balle“, che non non sparava “cazzate“ e titoli ad effetto. Che  non montava la panna su  notizie inesistenti. Perché  se qualcuno provava a farlo, la concorrenza  il giorno dopo, sputtanava. La tv era in bianco e nero, ma ti abbonavi e sapevi che prodotto prendevi. E se sottoscrivevi un contratto,   in venti minuti te la sbrigavi. Oggi il calcio è in streaming e pare che la Juventus (Piccinini dixit)  sia stata la più decisa nel farlo togliere a Sky (digitale terrestre). Oggi il calcio (dove lo vuoi e quando lo vuoi) è più figo vederlo formato “formica“ su un tablet o su uno smartphone. Magari mentre stai “agendo “sulla tazza del cesso. Quando si dice la “libertà“. 

Beh io ho provato ad abbonarmi. Sono andato in centro a Milano , negozio Tim. E dopo 55 minuti, quattro telefonate (a qualcuno che pare ne avrebbe dovuto sapere di più), dopo aver declinato il mio numero fisso, il mio codice fiscale, la mia carta d'identità, il mio numero di cellulare (la radiografia non me l'hanno chiesta)  dopo aver firmato tre volte (copie fotocopiate e poi stracciate) mi è stato detto da una costernata impiegata  che “c'era un problema tecnico“ . E che il mio contratto non poteva essere autenticato. Quindi ho restituito il modem (che mi era stato dato) e ho fatto annullare il tutto. E mi è persino andata bene. Perché se avessi sottoscritto e poi se mi fossi collegato per vedere Inter – Genoa, mi sarebbero girati vorticosamente i maroni visto che per i consueti  “problemi tecnici di connessione“ la partita  come hanno spiegato molti giornali (non tutti, alcuni zeppi della pubblicità del gestore proprio hanno ignorato la cosa) probabilmente l'avrei vista male, a strappi e con interruzioni. Garante: va bene così?   Codacons: dove sei?  Si attendono risposte.