ESCLUSIVA TJ - Sergio Porrini: "Juve paziente che non guarisce mai, c'è sempre lo stesso amaro in bocca. Maccabi? Non voglio pensare ad una sconfitta".

11.10.2022 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Sergio Porrini: "Juve paziente che non guarisce mai, c'è sempre lo stesso amaro in bocca. Maccabi? Non voglio pensare ad una sconfitta".
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex difensore bianconero campione d'Europa e Intercontinentale, Sergio Porrini, per parlare approfonditamente del momento Juve e non solo:

Quanti strascichi può aver lasciato un ko così pesante come quello di San Siro?

"Gli strascichi sono soprattutto di livello mentale, anche perché negli ultimi anni diciamo sempre le stesse cose: fa qualche partita bella e poi torna nuovamente a far parlare di se in negativo. A San Siro è stata una sconfitta meritata, d'altronde la partita della Juve è durata solo venti minuti. Che poi non stava giocando così nemmeno male, ma poi sono tornati nuovamente a galla gli stessi problemi. Non sarà facile questa sera, lo stadio sarà caldo e i bianconeri che non hanno ancora trovato un'identita arrivano in una condizione non ottimale. Queste cose, a distanza di tre anni, logorano ancora".

Negli ultimi tre anni si sono avvicendati due allenatori, sono cambiati i giocatori e i sistemi di gioco. Eppure i problemi sono sempre quelli.

"La verità è che la Juventus è un paziente che non guarisce mai, eppure lo si sta cercando di curare in tutti i modi. Non riusciamo a capire di che cosa c'è bisogno. Attendevo con consapevolezza la partita di San Siro per giudicare, le vittorie con Bologna e Maccabi erano state illusorie. Ma questo, onestamente, era già successo anche in passato, quindi l'amaro in bocca che ti lascia perplesso non è affatto una sensazione del tutto nuova".

Soffermandoci alla partita di questa sera, in effetti sarà tutt'altro che semplice aver ragione degli israeliani.

"Sì, perché le partite vanno giocate per 90' più recupero. Il clima in Israele è di quelli giusti, con l'Albania sono stato lì due settimane fa e conosco perfettamente quel tipo di ambiente. Il Maccabi è una squadra che se trova entusiasmo può esser pericolosa, ancora di più se supportata a pieno dai propri supporters. La Juve dovrà esser brava a prevenire tutto questo, la grande sfida sarà quella di giocare questo incontro allo stesso modo. Anche perché a Torino abbiamo già visto come una partita dominata può riaprirsi nel giro di pochi minuti".

Se dovesse vincere non ci sarà molto da dire, ma in caso di sconfitta si aprirebbero nuovi scenari ancor più negativi. L'eliminazione dalla Champions, a tuo parere, potrebbe portare ad un cambiamento drastico già nel giro di pochi giorni?

"Una prematura eliminazione della Champions farebbero aumentare ancor di più i rumors legati all'allenatore, logicamente la critica sarebbe ancora più feroce. Perché se non dovessi portare a casa i tre punti col Maccabi, sarebbe veramente un grosso problema. Ma io non voglio pensare a questo scenario, l'augurio è di vedere la vittoria della Juve. Solo così puoi avere la chance di giocarti la qualificazione in casa del Benfica".

Potrebbe essere la partita di Vlahovic?

"Spero sia la partita della Juventus, non del singolo. Un calciatore può risolverti uno o due match, ma se non c'è dietro un collettivo poi ritorni a parlare delle stesse problematiche e delle stesse cose. Mi aspetto e spero di vedere una Juventus che riesca a convincere come squadra, solo una crescita generale può portare calciatori come Vlahovic o Di Maria ad esser determinanti. In Italia gli esempi da seguire sono quelli di Milan e Napoli".

A livello difensivo, a tuo parere, quali correttivi potrebbero essere apportati? Allegri è sempre stato famoso per l'impermeabilità, qui invece fa davvero tanta fatica.

"Non possiamo paragonare la Juve del primo Allegri a quella di oggi, lì c'erano dei centrocampisti di un certo spessore ed esperienza. La Juve, forse, si aspettava un cambio di passo con l'acquisto di Pogba, ma purtroppo ad oggi non lo abbiamo ancora visto. In difesa non c'è più Chiellini, Bonucci non è più lo stesso per via della carta di identità e su Bremer continuo ad avere qualche scetticismo. Quale? Lui aveva espresso le sue migliori qualità a tre, è inevitabile che a quattro possa soffrire un po' di più. Quando sei senza palla, in questo momento, non hai la forza e la cattiveria giusta per difendere. E' un po' lo specchio del secondo gol subito, con il passaggio errato di Vlahovic e il malposizionamento di tutti i giocatori in campo".

Si ringrazia Sergio Porrini per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.