ESCLUSIVA TJ - Esclusione Conference, l'eurodeputato Gozi: "Juve pagherà subito 2mln e non 10, Ceferin si è vendicato per la Superlega. Il calcio europeo va salvato dall'Uefa e dagli arabi...
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato, in esclusiva, l'eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito democratico europeo ed ex sottosegretario agli Affari europei dei governi Renzi e Gentiloni, nonché grande tifoso bianconero,Sandro Gozi, per avere la sua opinione sulla sentenza Uefa che ha penalizzato la Juventus e non solo:
Juventus penalizzata con l'esclusione dalle coppe per un anno e multata di 10mln (più altri eventuali 10 se non rispetterà i parametri entro il 2025). Quale è il suo pensiero sulla decisione della Uefa?
"Innanzitutto, bene chiarire l’entità della sanzione: si tratta di 2 milioni, a cui si aggiungono 70000 € per questioni burocratiche, da pagare subito. Il resto è dilazionato e sotto forma di minori pagamenti nelle competizioni europee. Quindi parte della stampa - la solita, quella milanese, senza sorprese - ha sparato a vanvera, ingigantendo ad arte l’impatto finanziario. Poi per me è evidente: la UEFA voleva vendicarsi contro la Juventus per la vicenda Superleague. Del resto, il presidente Ceferin, nel silenzio complice e vergognoso di molti, lo aveva detto chiaramente e più volte. E i suoi emissari lo avevano più volte ripetuto in Italia. Quindi tutto come da programma direi. Questo non toglie dal tavolo nessuno dei grossi problemi del calcio europeo, che l’UEFA non sta affrontando".
La sentenza da parte della Uefa, a suo avviso, sarebbe stata uguale anche se la Juventus si fosse qualificata in Champions al termine della stagione scorsa?
"Si, per le ragioni sopra esposte. A Nyon avevano bisogno di accanirsi contro la Juventus. E i due pesi e due misure nelle decisioni UEFA, a seconda delle convenienze del momento e dell’interessato, sono ormai un grande classico".
L'ha sorpresa la posizione della Società di accettare la decisione e di non voler proporre appello?
"La Società ha agito in modo molto pragmatico, anche perché alcuni errori di gestione finanziaria sono stati effettivamente compiuti. Un grande club come la Juventus, a 100 anni di inizio di gestione della famiglia Agnelli, voleva e doveva voltare pagina, pur riaffermando sul principio le proprie giuste e corrette posizioni. Ha optato così per un vero e proprio patteggiamento, molto oculato. Poi, vorrei ricordare che fintantoché non applichiamo i principi del diritto UE, anche i ricorsi rimangono nel sistema arbitrale e privato di diritto svizzero. E l’esperienza ha mostrato più volte che quel sistema non dà certo le stesse garanzie del sistema giudiziario UE, per usare un understatement. Con questa decisione della società - che capisco bene possa non piacere a parte della tifoseria - iniziamo la nuova stagione senza alcuna pendenza e torniamo a poterci concentrare sulla cosa più importante è su cui siamo i più forti da sempre: vincere sul campo: abbiamo vinto 38 scudetti e ci siamo qualificati in Champions anche quest’anno. Sosteniamo quindi la proprietà anche in questo passaggio difficile e per alcuni discutibile, esigendo allo stesso tempo l’avvio di un vero nuovo ciclo di vittorie. È quello che si merita il popolo bianconero".
Possiamo dire che, al di là della voglia di voltare pagina, è un po' la posizione del calcio italiano ormai incapace di competere a livello economico con la Premier League e il nuovo che avanza (l'Arabia).
"Le posizioni che ufficialmente sono state espresse dal calcio italiano sono miopi, inadeguate e sconnesse dalla realtà. Per non parlare del modo poco trasparente e improvvisato in cui hanno gestito la vicenda Juventus, che rappresenta sotto tutti i punti di vista la parte più importante del calcio italiano nel mondo. Abbiamo toccato il massimo dell’ipocrisia quando - con Inter, Roma e Fiorentina in finale - è stato addirittura detto che era la prova della vitalità del calcio italiano. La vicenda dei diritti televisivi è solo la punta dell’iceberg. In assenza di riforme importanti, il divario tra serie A, Premier League e Saudi Pro League si allargherà sempre di più, e il calcio italiano sarà condannato all’irrilevanza. Ma anche queste riforme richiedono una presa d’atto della situazione da parte dell’Uefa. Forse le varie decisioni attese dalla Corte UE di Lussemburgo in autunno potranno aprire la breccia nel fortino di Nyon e dare avvio a un’operazione di salvataggio del calcio europeo. Vediamo: sono pessimista per esperienza, soprattutto in questo campo, ma rimango ottimista per natura".
Visto quanto accaduto, si stupirebbe di un Andrea Agnelli (e magari anche di un Florentino Perez) a lavoro con il mondo arabo per creare lì la vera Superlega?
"Io spero che Andrea Agnelli e Florentino Perez proseguano la loro iniziativa, tenendo conto anche delle criticità di merito e di comunicazione del primo tentativo. E che altri oltre a loro avranno il coraggio di guardare in faccia la realtà: senza riforme, il calcio europeo non ha futuro. E per questo, spero continuino ad impegnarsi in Europa, e non in altre parti del mondo".
Si ringrazia l'eurodeputato Sandro Gozi per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
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