ESCLUSIVA TJ - Dal sette a DV7: il parere dei gloriosi numeri 7 della Juve

ESCLUSIVA TJ - Dal sette a DV7: il parere dei gloriosi numeri 7 della JuveTuttoJuve.com
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sabato 29 gennaio 2022, 12:00Esclusive TJ
di Mirko Di Natale

Sono passati sette giorni dal 21 al 28 gennaio, ovvero dal momento in cui la collega Fabiana Della Valle di Gazzetta scriveva della concreta possibilità di acquistare Dusan Vlahovic a quello del comunicato avvenuto attorno alle 20 di ieri sera. Dusan raccoglierà l'eredità la maglia lasciata vuota da CR7, una pressione fin da sùbito importante che non sembra più di tanto spaventare il neo 22enne. La numero 7 che nella storia bianconera è stata non solo delle ali come Oscar Damiani, ma anche di centrocampisti/difensori come Antonello Cuccureddu e Roberto Galia e di attaccanti come Domenico Penzo, Gianfranco Zigoni e Massimo Briaschi. La nostra redazione li ha contattati telefonicamente, in esclusiva, per parlare del motivo per cui decisero di indossarla e non solo:

Sergej Aleinikov (1989/90): "Il motivo per cui decisi di indossare quel numero di maglia è molto semplice: era il mio preferito. Nessuno dei miei compagni della Juve lo prese e quindi lo scelsi io. Non è importante il numero che porti sulle spalle perché a scendere in campo è il talento. E sarà così anche questa volta, ne sono sicuro". 

Massimo Briaschi (1984/85): "Fui onorato di indossare la gloriosa e prestigiosa maglia numero 7 della Juventus. La mia storia cominciò dalla scelta del numero 11, ma era di Boniek. Il 9 era di Rossi e il 10 non ne parliamo (era di Platinì), per forza di cosa rimase solo quel numero che, come ho affermato in precedenza, fui orgogliossissimo di portare sulle spalle".

Antonello Cuccureddu (1975/76): "Indossai con soddisfazione parecchie maglie nella Juve. Con la numero 10 trovai l'esordio a Cagliari e realizzai il mio primo gol coi bianconeri (sorride ndr). Vestii il 7 quando giocai come ala e ricordo di non aver fatto male. Ma, storicamente, la maglia più importante è sempre stata la 10 se pensiamo a Sivori, Pelè, Maradona e a tutti quelli che l'hanno avuta. Vlahovic farà bene con questa maglia". 

Oscar Damiani (1974/75 e 1975/76): "Il mio numero era già stato rivalutato, ora lo sarà ancora di più (sorride ndr). Ai miei tempi, l'ala aveva il 7 così come il centravanti il 9. Non era come oggi. E ogni domenica la cambiavi a seconda del tuo ruolo. Quel numero lo alternai all'11, ma con la 7 ricordo di aver fatto una buona gara - trovando anche il gol - contro l'Ajax di Krol".

Roberto Galia (1991/92 e 1992/93): "Il 7 non era il mio numero (sorride ndr), lo indossai solo con mister Zoff quando ho fatto l'esterno destro ma ero più un 4 o un 8. In Italia c'è stato il boom dei 10, lo associavi all'elemento nella rosa che aveva più fantasia come Zola e Platinì. Il serbo ha già dimostrato tantissimo, con la Juve sarà un bellissimo binomio. I fortunati saranno i suoi compagni di squadra".

Domenico Penzo (1983/84): "Giocai sempre con i numeri 9 e 11 ma Boniek, che per ragioni di gerarchia la indossò l'anno precedente, pensò bene di darla a me prendendosi la 11 di Bettega. Vlahovic si toglierà tante soddisfazioni in bianconero". 

Gianfranco Zigoni (1966/67): "Fu il numero dell'anno in cui vincemmo il campionato. Non giocai le prime partite, ma quando iniziai a scendere in campo presi la maglia (la 7 ndr) che era di Favalli e l'unica disponibile. Purtroppo in quel periodo tutte le altre erano occupate, perché la 11 era di Menichelli e la 9 di De Paoli. Fu un ripiego per me (sorride ndr). Non vedo l'ora di vedere Vlahovic con la maglia bianconera".