ESCLUSIVA TJ - Alessio Tacchinardi: "Giusto il cambio generazionale, Kulusevski rimpianto di Pirlo. Locatelli e Pogba ciliegina sulla torta. CR7? Con Allegri fa 50 gol"

22.06.2021 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Alessio Tacchinardi: "Giusto il cambio generazionale, Kulusevski rimpianto di Pirlo. Locatelli e Pogba ciliegina sulla torta. CR7? Con Allegri fa 50 gol"
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

"Penso fosse arrivato il momento di dare una svolta, i cicli sono destinati a chiudersi e questo fa parte di questo mondo. Mi dispiace per Paratici che ritengo un grandissimo professionista, ma è arrivata una persona importante che conosce bene il mondo del calcio e con grande umiltà si è guadagnato questa occasione. Per questo Cherubini è arrivato al momento giusto". Pensieri e parole di Alessio Tacchinardi, ex calciatore bianconero, che non gira intorno sulla questione societaria. La nostra redazione lo ha contattato, telefonicamente, in esclusiva per parlare della sua Juve e non solo:

 Quindi era arrivato il momento giusto per cambiare?

"Assolutamente sì, ci voleva il cambio generazionale. Per Cherubini si prospetta una situazione forte e difficile, ma sono sicuro che con l'aiuto di un maestro come Allegri possa lavorare bene. Questo è un mix vincente, poiché entrambi i profili ambiscono e sono stimolati a dare il massimo. La Juve è reduce da un anno così, la qualificazione è arrivata solo all'ultimo momento e non vederla in Champions è un qualcosa che non dovrebbe mai accadere. Eravamo abituati allo scudetto, è vero, però Pirlo è comunque riuscito a vincere due trofei che non sono mai pochi".

Come hai giudicato il cambio in panchina? 

"Mi è dispiaciuto, purtroppo ha chiuso il cerchio solo negli ultimi mesi del suo lavoro. Per me ha fatto bene, ma è normale che oggi torni a casa un allenatore con grande esperienza e voglioso nuovamente di mordere. Come dicevo, il binomio Cherubini-Allegri mi piace moltissimo: il primo vuole affermarsi in una situazione importante, il secondo è intenzionato a rifare lo stesso percorso della prima volta. Sperando, questa volta, nella Champions".

La maggior parte dei tifosi è convinta che la Juve tornerà a giocare come due anni fa. Tu che idea possiedi a riguardo?

"Il bel gioco è sempre un cane che si morde la coda, il tifoso a prescinder vuole sempre vincere. L'Inter è stata molto simile alla Juve nel modo di vincere, ovvero affidandosi ad un calcio molto pratico e concreto. Sia Sarri che Pirlo hanno provato a cambiare il gioco della squadra, poi però torniamo alle dichiarazioni di Allegri in cui diceva che per vincere basta mettere il musetto davanti. Il mister si sarà aggiornato in questi due anni e sono convinto che si vedrà qualcosa di interessante, ma non penso a grandi svolgimenti".

Hai già una sensazione di cosa si vedrà l'anno prossimo?

"La mia sensazione è che sarà super determinato, con l'intenzione di costruire una squadra affamata e vogliosa di vincere subito. Vedrete che ci sarà nuovo entusiasmo. Lui, però, rimarrà sempre un allenatore pragmatico e vincente, anche se dovesse aver studiato qualche collega all'Europeo come Mancini".

Locatelli e Pjanic sono due dei prototipi di giocatori affamati e vogliosi che citavi?

"Locatelli è un giocatore affamato e voglioso, sta facendo benissimo in nazionale e gli manca solo una maglia importante come quella della Juve. Il salto non è mai semplice, ma per me possiede tutte le qualità per riuscirci. Locatelli e Pjanic, insieme, non li acquisterei, dipendesse da me opterei solo per il centrocampista del Sassuolo. Ma se dovessero spararti 70 milioni, sarebbe molto difficile acquistarlo. Il bosniaco lo stimo e lo apprezzo, ma già negli ultimi anni aveva dimostrato di avere un passo cadenzato e non viene da una stagione esaltante. Allegri cerca calciatori di gamba e velocità, per questo mi piacerebbe rivedere il solito centrocampo della Juve, ricco di gol ed inserimenti vincenti".

Più che Pjanic, saresti favorevole ad un ritorno di Pogba.

"In quel caso sì, sarebbe il giocatore giusto da affiancare a Locatelli che ha bisogno di un compagno con quelle caratteristiche. Lui e Pogba sarebbero la ciliegina sulla torta, poi il terzo di centrocampo lo farei volentieri io (sorride ndr)".

E se invece di parlare di possibili acquisti in quel ruolo, la Juve avrebbe già in casa la nuova mezz'ala che corrisponde al nome e cognome di Dejan Kulusevski?

"Lo conosco bene, l'unico rimpianto di Andrea (Pirlo ndr) è quello di non aver mai schierato Kulusevski come interno sinistro di centrocampo. Perché poteva essere l'interprete giusto per gli inserimenti, i gol, il cambio di passo. Alla Juve non abbiamo ancora visto tutte le sue potenzialità, non si poteva pretendere che giocasse come a Parma. Nel 4-4-2 in cui i giocatori non avevano sempre lo stesso ruolo, lo svedese ha un po' sofferto di questo. Anche se c'è da dire che Rabiot è diventato determinante in quel ruolo, per cui un centrocampo a tre con lui, Locatelli e Pogba non mi dispiacerebbe affatto".

Chiesa era titolare inamovibile con Pirlo, sarà panchinaro invece con Allegri?

"Sono convinto che Allegri cucirà il miglior abito possibile alla Signora, anche se non so come vorrà giocare. La mia convinzione è che i moduli sono sempre determinati dagli attaccanti. Non immagino, però, di vedere Federico Chiesa in panchina. E' un'ira di Dio. E' un patrimonio per questa squadra".

Lo hai introdotto te, quale è il tuo pensiero sugli attaccanti?

"Il fattore determinante è vedere chi avrà la voglia e l'entusiasmo di rimanere alla Juve. Mi riferisco senza mezzi termini a Ronaldo, che è sempre stato un grande con indosso questa maglia. Però dovrà avere lo stesso sorriso di quando è arrivato tre anni fa, altrimenti è inutile. Per questo la Juve dovrà parlare chiaro con il portoghese e il suo entourage, perché per ripartire servono calciatori con la bava alla bocca. Conosco bene Agnelli e sicuramente non si è affidato ad Allegri per arrivare nuovamente quarto. Il suo intento è quello di tornare ad essere la Juve".

Non c'è ancora chiarezza sul suo futuro, e questo potrebbe essere un problema.

"La prima chiamata di Allegri dovrà essere per CR7, non per Chiellini o Bonucci. Attualmente è impegnato per gli Europei, ma la Juve dovrà capire che cosa vuol fare Cristiano. Non mi priverei mai e poi mai di lui, cederlo significa rinunciare a 30 o 40 gol facili durante l'anno. Lui e Dybala sono giocatori che soffrono un po' le indicazioni tattiche, per questo penso che Allegri sia il maestro perfetto in questa situazione. E rifarà 50 gol il prossimo anno. E' un ragazzo intelligente che gioca più per motivazioni che per soldi, non vuole esser un peso e a quest'ora avrebbe già alzato la cornetta per avvisare di un suo addio. L'importante è che abbia lo stesso veleno sportivo di sempre, lui e la Juve insieme sono una macchina da guerra".

Si ringrazia Alessio Tacchinardi per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.