LEONI PER..AGNELLI – I “Bianco + Neri” strapazzano il Cagliari e vincono anche contro il razzismo. Chiudere gli occhi significa essere complici, accendere le telecamere per risolvere il problema. A tre passi dall'ottavo..

03.04.2019 11:35 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
LEONI PER..AGNELLI – I “Bianco + Neri” strapazzano il Cagliari e vincono anche contro il razzismo. Chiudere gli occhi significa essere complici, accendere le telecamere per risolvere il problema. A tre passi dall'ottavo..

A Cagliari la Juventus ha spiegato il perché è praticamente in possesso di tre squadre, e, soprattutto, perché probabilmente basterebbe anche soltanto la terza squadra, quella vista ieri, per vincere lo scudetto. Logico, quindi, che con la prima sia arrivata a costruirsi un + 18 che significa scudetto tra tre vittorie, con largo, larghissimo, anticipo. Tutto, come al solito, pianificato magistralmente dalla società, costruito dall'allenatore, condotto in porto dai giocatori. Tutti. Anche quelli che, per logica di cose, giocano poco ma che quando scendono in campo ci tengono sempre a dimostrare di essere da Juventus. Questo è lo spirito juventino. Guardare sempre avanti, programmando e puntando sempre alla prossima vittoria. Che resta la più importante.

 

Ma lo spirito della Juventus racconta anche altro, magistralmente sintetizzato da Blaise Matuidi in un tweet post gara “BIANCO + NERI”. O, se preferite, “bianco che abbraccia il nero..”. Forse ha ragione Bonucci, Kean avrebbe potuto ancora più elegantemente ignorare quei, pochi, ma onnipresenti ululati razzisti, segnare e godersi la festa. Ma come biasimare la reazione di un ragazzo di 19 anni bersagliato per il colore della pelle che sceglie, dopo aver segnato sotto la curva che lo ha insultato, di guardare in faccia quei pochi ma rumorosi ignoranti?

Fare sempre finta di nulla, non ha portato a niente.

Parlarne soltanto in radio e televisione non ha portato a niente.

Fare campagne contro il razzismo non ha portato a niente.

Semplicemente perché così non gli fai male. Devi colpirli una volta e per sempre come ha giustamente detto Allegri ieri: “Senza troppe chiacchiere, con le telecamere li individui, e non li fai entrare a vita negli stadi”. Così il prossimo imbecille ci penserà mille volte prima di mostrare la sua natura. È la cosa più semplice di mille cervellotiche e inutili soluzioni.

 

Tornando alla partita, chissà se ieri sono tornati a ricredersi i tanti fautori dell' “Allegri vattene”, il tecnico livornese ha la grande abilità di mescolare le carte e non far capire niente a nessuno:

lo fa con la stampa quando suggerisce le sue scelte, poi si inventa sempre qualcosa; lo fa con gli avversari, ad esempio come contro l'Atletico Madrid cambiando modulo e sistema di gioco così tante volte negli stessi 90' da non far capire nulla a Simeone; e lo fa anche con i tifosi, mostrando una Juve brutta ma vincente in casa contro l'Empoli e poi sontuosa (e sempre ovviamente vincente) a Cagliari pur con tante “riserve”. Allegri è la sintesi perfetta del motto juventino “vincere è l'unica cosa che conta”, poi in ogni partita, in ogni manifestazione, in ogni momento della stagione va scelto il modo. E non potrà essere sempre spettacolare perché non si può spingere una macchina sempre al massimo (altrimenti poi resti senza benzina) anche perché, visto che in fondo in campo ci vanno i calciatori, va tenuto conto anche delle condizioni fisiche e mentali dei protagonisti. Ma l'importante è comunque vincere e infatti ad aprile, si ad aprile, la Juventus è a tre vittorie dall'ottavo scudetto di fila. Eppure qualcuno continua a criticare Allegri...

 

 

Vincenzo Marangio – MCSportNetwork

Twitter @enzomarangio