Sportitalia - Juve a parte tutte obbligate a fare qualcosa

Sportitalia - Juve a parte tutte obbligate a fare qualcosaTuttoJuve.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
venerdì 14 ottobre 2016, 12:40Calciomercato
di Redazione TuttoJuve

Ognuno prova a metterci del suo, ognuno, in qualsiasi circostanza, spera sempre di fare la differenza. L’eccentricità: è questo ciò che distingue le persone. E’ l’essere padroni del proprio pensiero che permette di cambiare le cose. Da qui, i desideri di trasformare le situazioni, cambiare la tendenza degli eventi e delle circostanze, in un calcio italiano che vede sempre la solita Juventus là sopra, guidata da un Allegri che ai tempi del Milan fece fuori Pirlo, preferendo un gioco senza playmaker che adesso, quel Pjanic, potrebbe pur fare, seppur schierato spesso molto più vicino alla porta avversaria. Questione di schemi, di tattiche, di strategie, sagaci, illustri, come la capacità di vendere Pogba e allo stesso tempo non indebolire il centrocampo, con un Khedira avanzato e incursore, e due esterni che viaggiano tantissimo sulle fasce. Quasi come nel calcio di un tempo, dove i tornanti macinavano chilometri, ai lati del campo. Allegri, dunque, ma anche Sarri, un professore di Calcio, uno di quelli che si è affidato a Jorginho per costruire il gioco del suo Napoli, ed è stato capace di eliminare un punto di riferimento, Higuain, rendendo l’intera squadra capace di far male. Con Callejon imprescindibile, e un Insigne che nella testa di Sarri viene sempre prima di quel Mertens che il tecnico azzurro sta utilizzando come Capello fece con Montella nel 2001: a partita in corso. Quando il belga, riesce a dare il meglio. Tutto in pochi minuti.

E complimenti, poi, a Montella, che ha accettato la sfida rossonera e sta riuscendo a evitare le classiche nozze coi fichi secchi. Intendiamoci: questo Milan NON ha lo spessore dei bei tempi andati, ma ha giovani frizzanti e talentassi. Bacca, lui, punto di riferimento offensivo, e squadra costruita attorno al colombiano, con un occhio particolare nei confronti di Locatelli: coraggio, è quello che ci vuole per lanciare i giovani in campo, per dar loro fiducia. Giocherà al posto di Montolivo, e ha tutte le carte in regola per far bene, il classe 1998.

Infine, toccando la roma spallettiana, con Dzeko finto-falso nueve, ma in realtà per Spalletti, il bosniaco, deve buttarla dentro il più possibile per evitare di ricorrere all’eterno quarantenne col dieci sulle spalle, torniamo su a Milano, per elogiare il tentativo di De Boer di trasformare totalmente questa inter, e renderla dinamica nel gioco, eliminando la concezione di contropiede necessario, e la rielaborazione di quel calcio totale all’olandese fatto di possesso, tattica, e strategia. C’è bisogno di tempo, ovviamente, per riuscirci, e pazienza, da parte dei tifosi, perché nel calcio tutti vogliono tutto e subito, e se Roma non fu costruita in un giorno, figuriamoci se questa Inter potrà essere RI-costruita, da De Boer, in più o meno una stagione.