Zanimacchia: "L'U23 mi ha aiutato e ora la Juve sta ottenendo grandi risultati grazie ad essa"

Zanimacchia: "L'U23 mi ha aiutato e ora la Juve sta ottenendo grandi risultati grazie ad essa"TuttoJuve.com
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di Alessandra Stefanelli

Lunga intervista a Luca Zanimachia su Backstage, format su GOAL. È stata l'occasione per parlare anche dell'esperienzalla Juve: "“Eravamo tutti i ragazzi della Primavera, poi ci siamo trovati tutti in un campionato Professionistico - ricorda Zanimacchia - Dopo qualche difficoltà iniziale, come spesso accade, a metà stagione vengono fuori le qualità dei giocatori. Anche la Juve in cui giocavo io aveva tanti giocatori che oggi sono fra A e B: Fagioli, Mota, Frabotta, Beruatto, Tourè. Te ne potrei dire tantissimi”.

Le tanto dibattute seconde squadre, dunque, per Zanimacchia aiutano i ragazzi e non poco: “È un passo intermedio, ognuno ha il suo percorso ma quello che mi chiedo è ‘Se fossi andato in un altro club di C in prestito, sarei dove sono ora?’. La verità è che l’Under 23 mi ha permesso di sbagliare tante partite, anche alcuni mesi. Poi allenandomi, migliorandomi, sono riuscito anche io a impormi. E la Juve sta ottenendo grandi risultati attraverso la Next Gen”

Con la Next Gen Zanimacchia arriverà anche a vincere una Coppa Italia Serie C, da protagonista. È stato l’autore del primo gol nella storia della seconda squadra bianconera, venendo riscattato per 4 milioni di euro dal Genoa. Un percorso magnifico, che trova il coronamento il 29 luglio del 2020, pochi giorni dopo il suo ventesimo compleanno: è il secondo tempo del match contro il Cagliari e, finalmente, Luca debutta in Serie A: “Ancora ringrazio mister Sarri per l’esordio. Era il periodo del Covid e da alcuni mesi io e altri 4-5 ragazzi ci allenavamo con la Prima squadra fissi. Fare il debutto in A con la Juve è stato incredibile”.

Cosa è rimasto a Luca di Sarri e dei campioni con cui divise lo spogliatoio? Sicuramente gli insegnamenti dell’allenatore toscano: “Voleva sempre che si giocasse la palla, era un maniaco del gioco. Voleva le cose fatte in un determinato modo. Ma anche tutti i compagni mi aiutavano: sbagliavo qualche cross e mi dicevano come mettere meglio il piede, ricordo Cuadrado bravissimo su questo. Ma anche Chiellini. E poi Douglas Costa: aveva qualcosa di diverso, era velocissimo, molto esplosivo”.