Trezeguet non ci sta: “Troppi colpi sbagliati”
David Trezeguet continua a seguire con attenzione il mondo Juventus, nonostante oggi lavori con il River Plate nello sviluppo internazionale del club argentino. L’ex centravanti bianconero osserva con preoccupazione il momento vissuto dalla squadra torinese e individua nella mancanza di stabilità uno dei principali problemi.
“Alla Juventus non si riesce più a dare continuità, e così ci sono troppi alti e bassi”.
Secondo l’ex attaccante francese, parlando a Gazzetta, i continui cambiamenti avvenuti negli ultimi anni hanno impedito al club di costruire basi solide sia dal punto di vista tecnico sia dirigenziale.
“Dopo Agnelli si è perso equilibrio”
Trezeguet sottolinea come il susseguirsi di allenatori, dirigenti e giocatori abbia creato una situazione instabile. “Dopo Andrea Agnelli non c’è stata più una continuità societaria”. Per l’ex bomber, il problema non riguarda soltanto il campo ma anche l’identità del club, che avrebbe smarrito una direzione chiara dopo i recenti ribaltoni interni.
Attacco sotto accusa: “Alla Juve servono gol”
L’ex numero 17 bianconero punta il dito anche contro il rendimento offensivo della squadra, ritenuto insufficiente per una società con le ambizioni della Juventus. “Davanti, i ragazzi non sono riusciti a dare continuità in campo e hanno segnato pochissimo”. Secondo Trezeguet, il calcio resta legato ai numeri e le squadre vincenti sono quelle capaci di mantenere alta la produzione offensiva durante tutta la stagione.
Dubbi su Vlahovic, David e Openda
Tra i nomi analizzati c’è anche quello di Dusan Vlahovic, da cui la Juventus si aspettava un salto di qualità definitivo.“Il suo problema è che è un grande giocatore che la Juve aspetta ormai da troppo tempo”. Trezeguet inserisce nello stesso discorso anche Jonathan David e Lois Openda, considerati giocatori che non sono riusciti a confermare quanto mostrato altrove.“Magari andava tenuto Kolo Muani che in poco tempo ha dato molto di più”.
Spalletti e il peso delle scelte sul mercato
L’ex attaccante comprende la volontà di Luciano Spalletti di incidere sulle decisioni legate alla rosa, soprattutto dopo il mancato accesso alla Champions League. “Tra Elkann, Comolli e lo stesso Spalletti va trovato il giusto equilibrio, perché ormai non si possono più sbagliare gli acquisti”.
“Alla Juventus fare bene non basta”
Nel corso dell’intervista emerge con forza anche il concetto storico legato alla mentalità bianconera. “Io ci credo fortemente”. Così Trezeguet risponde sul celebre slogan “vincere è l’unica cosa che conta”, ribadendo come il successo debba restare il primo obiettivo della Juventus.
“Fare bene alla Juventus non basta”. Secondo l’ex attaccante, la squadra deve tornare a competere per trofei importanti e riconquistare una tifoseria sempre meno disposta ad accettare stagioni anonime.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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