Juventus, l’ombra di Conte su Spalletti: il retroscena del blitz in sede con Chiellini e l'incontro con Comollì finito malissimo
"Juve, lo spettro di Conte. Il blitz con Chiellini in sede. La frecciatina di Comolli: l’accordo saltato un anno fa". Il Quotidiano Sportivo dedica spazio a un retroscena sulla panchina della Juventus, ricostruito da Giulio Mola e legato al mancato ritorno di Antonio Conte a Torino.
Spalletti chiede rinforzi, riemerge il caso Conte
Intanto, in casa bianconera, Luciano Spalletti comincia a manifestare una certa insofferenza. Dopo il successo per 2-0 ottenuto venerdì sera nell’amichevole contro il Nizza, l’allenatore ha prima rivolto una critica alla nuova fase della Nazionale:
«Eravamo in terza marcia, potevamo passare in quarta e invece siamo scesi in seconda... siamo come un telefono vecchio non aggiornato».
Subito dopo ha richiamato le responsabilità della precedente gestione juventina:
«il club ha fatto alcuni cattivi acquisti negli ultimi anni, quindi ora dobbiamo colmare quelle lacune».
Infine, Spalletti ha indirizzato un messaggio preciso all’attuale dirigenza:
«I direttori sanno che serve una punta d’area di rigore per sbloccare le partite».
La richiesta appare chiara: il tecnico vuole un altro centravanti di livello. Il profilo indicato potrebbe essere quello di Joshua Zirkzee, soprattutto qualora non si arrivasse al rinnovo di Dusan Vlahovic. Gli arrivi di Randal Kolo Muani e Kerim Alajbegovic, sbarcato ieri a Torino, non sarebbero quindi ritenuti sufficienti per completare il reparto.
Spalletti è consapevole di essere già sottoposto a una forte pressione. La mancata qualificazione alla Champions League, sfumata nel finale della passata stagione poco dopo il prolungamento del suo contratto fino al 2028, rappresenta ancora una ferita aperta. Il tecnico di Certaldo non può permettersi un’altra annata deludente e chiede quindi rinforzi immediati per partire bene in campionato ed evitare passi falsi già nelle prime settimane.
Il retroscena sul mancato ritorno di Conte
A rendere il quadro ancora più delicato c’è la presenza, per ora soltanto sullo sfondo, di Antonio Conte. L’ex allenatore del Napoli è attualmente libero, non è stato preso in considerazione dalla Nazionale e sta trascorrendo un periodo di riposo. Il suo nome, tuttavia, continua ad aleggiare sulla Continassa e Spalletti ne sarebbe perfettamente consapevole.
Il retroscena risale a poco più di un anno fa, nei giorni che hanno preceduto il cambiamento ai vertici della FIGC. Conte fu realmente vicino al ritorno alla Juventus e, all’inizio di giugno, si presentò nella sede bianconera accompagnato da Giorgio Chiellini, suo principale sostenitore all’interno del club.
Erano le settimane in cui il tecnico salentino, reduce dalla conquista dello scudetto con il Napoli, valutava la rottura con Aurelio De Laurentiis. Allo stesso tempo, la Juventus sembrava poco convinta di confermare Igor Tudor.
Conte incontrò Damien Comolli, all’epoca General Director con responsabilità sull’area sportiva maschile, sul marketing e sul settore commerciale, successivamente promosso Chief Executive Officer. Il colloquio, che avrebbe dovuto rappresentare un passaggio quasi formale, degenerò invece rapidamente.
Comolli avrebbe esordito con una domanda destinata a creare immediata tensione:
«Signor Conte, mi parli del suo curriculum...».
L’allenatore reagì con incredulità e replicò:
«Scusi, ma quale curriculum?».
Pochi istanti dopo Conte si alzò e lasciò la stanza irritato, interrompendo bruscamente l’incontro. Chiellini, presente al colloquio, rimase spiazzato e il suo tentativo di mediazione non riuscì a ricucire lo strappo.
A distanza di pochi giorni, Comolli contattò anche Gian Piero Gasperini, che in quel momento non aveva ancora firmato con la Roma. Anche in quel caso l’approccio del dirigente francese fu simile:
«Credo che voglia venire alla Juventus, signor Gasperini. Mi parli del suo curriculum e mi dica perché dovrei prenderla alla Juventus...».
La risposta dell’allenatore fu altrettanto netta:
«Scusi Comolli, è lei che mi ha chiamato...».
La telefonata terminò lì. La Juventus decise quindi di confermare Tudor, salvo poi esonerarlo dopo appena otto giornate, in seguito alla sconfitta contro la Lazio.
L'ombra di Conte resta sulla Continassa
Da allora il quadro societario è profondamente cambiato. Comolli non fa più parte del progetto bianconero e il suo posto è stato preso da Giovanni Carnevali, affiancato da Ricky Massara. Giorgio Chiellini, invece, è rimasto all’interno del club.
Anche Spalletti conserva la propria posizione, ma comincia ad avvertire il peso degli obiettivi e la presenza ingombrante di Conte. Il tecnico salentino utilizzerà l’estate per riposarsi, aggiornarsi e prepararsi alla prossima opportunità professionale. Attende la proposta di una grande società europea e Torino continua a rappresentare un luogo speciale nella sua carriera.
La dirigenza juventina oggi è diversa rispetto a quella che fece saltare il suo ritorno. Saranno i prossimi mesi a chiarire se l’ombra di Conte resterà soltanto una suggestione oppure tornerà a trasformarsi in una possibilità concreta.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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