Trevisani: “Vi spiego perché le parole di Spalletti non erano un messaggio solo per Kolo Muani”

Trevisani: “Vi spiego perché le parole di Spalletti non erano un messaggio solo per Kolo Muani”TuttoJuve.com
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Oggi alle 20:30Altre notizie
di Benedetta Demichelis
Le parole dure di Spalletti su Kolo Muani dopo Juve-Frosinone scatenano il dibattito: per Trevisani il bersaglio reale è un altro

Continuano a tenere banco le dichiarazioni di Luciano Spalletti dopo la gara contro il Frosinone. Il tecnico di Certaldo, nel post partita, ha pungolato pubblicamente Randal Kolo Muani, reo di aver sbagliato una grossa occasione da gol, e quelle parole hanno acceso un dibattito che va ben oltre il singolo episodio. Non è la prima volta che l’allenatore toscano usa la conferenza stampa come strumento di pressione verso i suoi giocatori, ma stavolta il bersaglio individuato ha fatto discutere tifosi, addetti ai lavori e opinionisti, dividendo l’ambiente bianconero tra chi difende il metodo Spalletti e chi lo ritiene eccessivo nei confronti di un attaccante che sta ancora cercando la sua dimensione a Torino. Di questo argomento ne ha parlato Riccardo Trevisani a Cronache di Spogliatoio, offrendo una lettura più ampia e articolata rispetto alla semplice contestazione dell’episodio di gioco.

Il metodo Spalletti: bastone e carota per svegliare il gruppo

Secondo Trevisani, lo sfogo del tecnico avrebbe un obiettivo preciso e non casuale: scuotere Kolo Muani e riportarlo con i piedi per terra dopo un errore che, vista la dinamica dell’azione, appariva difficile da giustificare. Il giornalista ha ricordato come Spalletti non sia mai stato un allenatore incline a gestire i rapporti umani con eccessiva morbidezza, preferendo invece un approccio diretto anche a costo di risultare duro nei giudizi pubblici. Un approccio che, secondo Trevisani, in carriera gli ha sempre garantito risultati, indipendentemente dalle cessioni pesanti affrontate nei suoi precedenti club.

“Quest’anno è vero che c’era già a novembre dell’anno scorso, ma la stagione con la preparazione l’ha fatta quest’anno e io penso che le sue dichiarazioni crude su Kolo Muani abbiano due obiettivi: il primo obiettivo è svegliare Kolo Muani. Non è che a tutti quanti puoi dire: carino, Porello… Ogni tanto voglio una bastonata a qualcuno per dire: oh svegliati. I rapporti umani che non è forte di Spalletti, i rapporti umani con i giocatori? Perfetto, però l’ho sempre visto vincere. A Napoli ha avuto la partenza di Insigne e arriva lo scudetto. La Roma senza Totti è andata in semifinale di Champions l’anno dopo e l’Inter senza icardi è nata. Io non dico che lui deve togliere di mezzo Kolo Muani, dico che Kolo Muani deve capire che sono belle le sportellate, sono belle le sponde, ma in questo caso fai gol. devi fare gol com la palla rimbalzella sulla linea devi fare gol, perché quel gol non si può sbagliare. Manco Dobvik sbaglia quel gol, non si può sbagliare quel gol lì. Lo accetto da Conceicao. io penso a Spalletti che urla per svegliare Kolo Muani che è ancora fermo al 2022 e penso a Spalletti che urla per dire: sì, ma io a gennaio ho fatto il bravino e non mi avete preso nessuno mo ve lo sto dicendo prendetemi Zirkzee. Zirkzee è uno di quelli che ti fa giocare poi bene tutta la squadra. Quando diciamo Dybala e Malen sono quella meraviglia e non sono come olio e aceto che non vanno insieme, Zirkzee farebbe giocare meglio Yildiz farebbe fare qualche gol in più a Cocneciao perché Conceicao sappiamo che ogni 132 tiri in porta fa un gol. La cosa migliore che ha la Juventus è l’allenatore. Cioè il fuoriclasse ce l’ha in panchina, in campo ne ha pochi. Quindi deve cercare di darsi una mano perché con la Roma in questo modo, col Como in questo modo, col Milan ambizioso, con l’Inter com’è e col Napoli che gli ultimi quattro anni ha fatto due primi posti e un secondo… Non sta alle quattro in questo momento? Hai capito. Lui secondo me urla a Kolo Muani, urla a se stesso ma urla anche alla dirigenza perchè a gennaio sono stato zitto ed è finito sai come”.

Non solo Kolo Muani: il messaggio nascosto alla dirigenza

Al netto del bersaglio immediato, la lettura di Trevisani apre uno scenario più ampio: quello di un allenatore che, con le sue parole, lancerebbe un segnale anche verso l’alto, chiamando in causa indirettamente chi si occupa del mercato bianconero. In questo contesto, il nome di Ricky Massara torna centrale, dato che sarà lui a dover valutare eventuali rinforzi offensivi nella prossima finestra di trattative, mentre le scelte di prospettiva più ampie passeranno inevitabilmente anche dal tavolo di Giovanni Carnevali, chiamato a bilanciare le richieste tecniche con la sostenibilità del progetto sportivo.