Spalletti a Sky: "Il 4-4-2? Non abbiamo altri giocatori a disposizione. Non abbiamo fatto una partita straordinaria, ma abbiamo meritato. Il ritiro è servito"

Spalletti a Sky: "Il 4-4-2? Non abbiamo altri giocatori a disposizione. Non abbiamo fatto una partita straordinaria, ma abbiamo meritato. Il ritiro è servito"TuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Luciano Spalletti analizza Juventus-Napoli 2-0: il 4-4-2, la scelta su Cambiaso, il problema di McKennie e il ruolo del ritiro nella reazione dei bianconeri.

Luciano Spalletti ritrova il successo contro il Napoli e sottolinea soprattutto la reazione caratteriale della Juventus, arrivata dopo giorni difficili e un ritiro che ha permesso alla squadra di ritrovare compattezza. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 2-0, il tecnico bianconero ha spiegato le scelte tattiche, le difficoltà legate alle assenze e i motivi che lo hanno portato a gestire diversamente Andrea Cambiaso. Spalletti ha parlato anche del problema muscolare accusato da Weston McKennie, dell'importanza dei giocatori subentrati e del percorso necessario per recuperare fiducia dopo una sconfitta.

Juventus, Spalletti spiega il 4-4-2 e la scelta su Cambiaso

Interrogato sulla decisione di schierare la Juventus con il 4-4-2, Spalletti ha evidenziato come le alternative a disposizione fossero limitate, anche a causa di alcune indisponibilità. "Non abbiamo altri calciatori. Non ne abbiamo altri. Si può dire quello che si vuole, ma non abbiamo altri giocatori a disposizione. C'è stato chi ha avuto la febbre e non era disponibile. Poi davanti, sulla fascia, Cambiaso aveva fatto fatica e, visto che ci sarà un'altra partita giovedì, ho scelto di farlo giocare giovedì, anche perché quando entra probabilmente non gode della stessa fiducia. Bisogna metterlo nelle condizioni di fare bene. Non ce ne sono altri. Abbiamo dovuto mettere un difensore in più, anche perché McKennie ha sentito tirare un po' l'adduttore."

Spalletti: i cambi decisivi e la reazione della Juventus

Il tecnico ha poi analizzato la prestazione della squadra, riconoscendo le difficoltà iniziali ma sottolineando la capacità dei giocatori di reagire e conquistare progressivamente fiducia. "Però la cosa importante di questa sera, secondo me, è che quelli che sono subentrati hanno fatto la differenza. Tutti hanno fatto la differenza, anche quelli che hanno iniziato la partita. All'inizio erano un po' in difficoltà, perché venivamo da quella partita e diventa difficile rifare quel primo passo che ti rimette nelle condizioni di avere autostima e fiducia. Quando attraversi questi momenti, soprattutto con calciatori che non hanno un passato da campioni, diventa difficilissimo ritrovare la forza di fare quel primo passo. Puoi dirgli quello che vuoi, puoi fargli fare quello che vuoi, però se non lo fanno da soli diventa complicatissimo. E stasera lo hanno fatto da soli."

Juventus, Spalletti sull'importanza del ritiro

Un passaggio significativo dell'intervista è stato dedicato al ritiro organizzato dopo la precedente sconfitta. Secondo Spalletti, la vicinanza tra i calciatori ha contribuito a ricostruire la fiducia del gruppo. "Il ritiro è servito perché sono un gruppo di ragazzi che si vogliono bene e avevano bisogno di stare vicini, di ritrovare qualcosa di familiare. Ritrovi il gruppo, ritrovi te stesso all'interno di un gruppo che si vuole bene e diventa più facile fare quel passo in avanti. Lo hanno fatto durante la partita, hanno guadagnato campo e nel secondo tempo si sono meritati di vincere. Senza fare una partita straordinaria, è vero, però hanno meritato la vittoria. Abbiamo scelto non sempre bene, però abbiamo tirato in porta. Abbiamo fatto quattro tiri nello specchio, sette fuori e sette conclusioni ribattute dai difensori dentro l'area, anche in maniera un po' arrabattata. Però ci abbiamo provato. Questi passi in avanti li hanno fatti veramente e poi sono stati premiati da un eurogol di un ragazzo che ha qualità”.

Spalletti: il confronto tra i giocatori e la ricerca di compattezza

Alla domanda sull'utilità del ritiro come occasione di confronto tra i calciatori, soprattutto tra quelli più esperti e i più giovani, Spalletti ha ricordato quanto tempo la squadra trascorra già quotidianamente insieme. “Noi siamo qui dalla mattina alla sera. Domani mattina alle dieci saremo di nuovo qui. Giovedì si gioca e mercoledì si va in ritiro. Si dorme una volta a casa. C'è bisogno di stare ancora più insieme? Siamo sempre qui. Però è per dare un senso al fatto di essere tutti insieme nella stessa difficoltà, di trovare due cose da fare che possano stimolare quel primo passo di cui parlavo prima, per provare a fare qualcosa di diverso." Il tecnico ha quindi spiegato come, nei momenti negativi, sia necessario cercare nuove soluzioni per stimolare una reazione collettiva. "Quando le cose vanno bene si cerca di andare a casa il più possibile. Quando vanno male si prova a dare un significato differente, a trovare quella compattezza in più, anche quando non sai bene cosa fare. Oggi siamo andati in campo a fare cose differenti rispetto a quelle che abbiamo sempre fatto. Però sono sempre loro, sono sempre quelli che hanno un po' più di carattere, che osano fare qualcosa e che possono trascinare anche chi non osa. Non abbiamo tutti giocatori con la tua faccia dentro”.