Se il Como rischia di non reggere in campo e fuori

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di Redazione TuttoJuve

Inter-Como, rimonta show in Coppa Italia: spettacolo nerazzurro e dubbi sul “modello Como” tra campo e conti

L’ennesima rimonta spettacolare dell’Inter in Coppa Italia conferma una stagione quasi perfetta per i nerazzurri, macchiata solo dall’uscita anticipata dalla UEFA Champions League. Ma il match contro il Como 1907 apre anche una riflessione più ampia: il progetto lariano è davvero sostenibile?

I numeri parlano chiaro: nelle ultime quattro sfide ufficiali tra Inter e Como sono arrivati ben 11 gol per i nerazzurri. Un dominio netto che evidenzia il divario tecnico, ma anche i limiti strutturali della squadra guidata da Cesc Fabregas.

A San Siro, il Como era riuscito a portarsi sul 2-0, salvo poi crollare nella ripresa sotto i colpi dell’Inter, incapace di gestire il vantaggio e difendere con efficacia.

Il progetto Como ha attirato attenzione per il suo calcio offensivo e coraggioso, ma emergono dubbi sulla reale efficacia. Il gioco propositivo voluto da Fabregas entusiasma, ma mostra limiti evidenti nella fase difensiva, fondamentale per competere ad alti livelli.

Il calcio, infatti, richiede equilibrio: brillare in attacco senza solidità dietro rischia di compromettere risultati e crescita.

Conti in rosso: perdite da 132 milioni

Oltre al campo, preoccupa anche la sostenibilità finanziaria. Il Como ha chiuso l’ultimo bilancio con circa 132 milioni di euro di perdite, frutto di investimenti massicci sul mercato e sulle strutture, sostenuti dalla proprietà.

Un modello difficile da replicare in Italia, soprattutto considerando i vincoli del Fair Play Finanziario UEFA, che entreranno in gioco in caso di qualificazione alle competizioni europee.

A pesare sul futuro del club ci sono anche i ricavi limitati: uno stadio di piccole dimensioni e un bacino d’utenza ridotto rendono complicato sostenere nel lungo periodo investimenti così elevati.

La domanda chiave resta aperta: cosa accadrà quando la proprietà ridurrà gli investimenti o Cesc Fabregas intraprenderà nuove sfide altrove?