Ravezzani: "Commissariamento FIGC nuova indegna farsa. Tutta l'Europa ride di noi"
Sul caso commissariamento della FIGC si è espresso, sul suo canale Youtube, il giornalista Fabio Ravezzani: "L'incredibile, l'indegna farsa che noi sportivi italiani, amanti del calcio, abbiamo dovuto vedere in questo balletto ridicolo, patetico, dove l'unica cosa chiara che si è capita è che la nazionale italiana è sì mediocre, non è granché, non vinceremo, ma è infinitamente meglio di chi la dirige".
E ha aggiunto: "Farsa penso sia la miglior definizione, perché per farsa si intende genere teatrale comico caratterizzato da vicende paradossali, burlesche e da una comicità diretta e grossolana. Allora Malagò è il Presidente del Coni, è il Presidente che viene rieletto, vuole rimanere Presidente del Coni a tutti i costi, ma non può perché lo Statuto impedisce di andare oltre il terzo mandato e quindi Malagò deve rinunciare. Cosa fa Malagò? Aspetta di fare qualcosa di importante, cosa c'è di meglio della Federcalcio? Cioè dopo il Coni, la federazione più importante, più potente che ci sia. Alla Federcalcio c'è Gravina, il quale è un politico navigato, è riuscito a rimanere Presidente anche dopo l'ignominiosa esclusione dai Mondiali nell'occasione subito successiva alla vittoria degli Europei. Poi viene di nuovo eliminato il nostro team azzurro, la nostra nazionale, dai Mondiali successivi. Seconda esclusione consecutiva, un'umiliazione mai vista prima. È il momento più delicato e più difficile della nostra storia calcistica, in assoluto della nostra storia calcistica, con un po' di buonsenso Gravina avrebbe dovuto andarsene via. Invece è stato praticamente defenestrato da un movimento quasi popolare, non poteva rimanere a dispetto dei Santi pur essendo un politico molto molto navigato Che cosa fa allora Gravina? Gravina dice 'ma io potrei in qualche modo favorire l'ascesa del mio amico Malagò' e in qualche modo lo sponsorizza. Malagò a sua volta aveva favorito l'ascesa del suo amico Buonfiglio alla presidenza del CONI. Quindi Malagò mette i suoi uomini e mette Buonfiglio".
"Poi Gravina va via ma mette Malagò perché Malagò si presenta alle federazioni interne dicendo 'tranquilli io in qualche modo tutelerò i vostri interessi, votate me e non avete un altro campione di quelli che abbiamo visto nei decenni e sarei sempre lì, non vanno mai via'. Insomma cercava un posto Malagò, lo ha trovato e si fa eleggere. Ma Malagò prima cosa che fa è deragliare perché va a prendere Maldini, poi gli toglie la delega, poi va a prendere nel circolo Aniene il suo amico Mancini, insomma fa le sue solite cose politiche, perché questa è politica, non è sport, questa è politica applicata allo sport. Bene, c'è un Avvocato che dice 'però scusate io avrei un'obiezione, il signor Malagò è stato eletto ma non era neanche tesserato e lo Statuto impedisce questa cos'a. Malagò cerca di cavarsela, è vero tutto quello che dice, ma è successo già altre volte, sono dettagli. A un certo punto Malagò si accorge che è Buonfiglio, cioè il Presidente del CONI che lui ha contribuito a eleggere, che in realtà gli sta giocando contro, perché? Perché è molto amico del Ministro dello Sport che è Abodi, e anche di Giorgetti che è estremamente importante all'interno della Lega in quanto ha la possibilità con il CONI di incidere con i fondi che vengono dati dal suo Ministero. Giorgetti e Abodi sarebbero contro Malagò, non l'hanno mai sopportato. Si scopre che anche Buonfiglio ha qualche scheletro nell'armadio, ha un figlio che è impegnato in cose che possono creare dei conflitti di interessi all'interno del CONI. Alla fine si fanno due calcoli e si dicono 'ma sai che c'è di nuovo, facciamo la pace che va bene a tutti. Facciamo una bella cosa, io metto te commissario, quindi sarai tu a indagare su te stesso e a stabilire se tu che sei eletto Presidente della Federcalcio in maniera impropria, sarai tu a stabilire se è giusto o meno, quindi Malagò deve decidere se la sua elezione è stata corretta e Malagò che cosa dice? 'Facciamo così che la mia elezione non è stata corretta, indico immediatamente come commissario delle nuove elezioni al quale mi presento io, quindi io commissario presento me stesso come Presidente della Federcalcio e abbiamo risolto tutti i nostri problemi'. La situazione che si è creata è ridicola, in cui tutta l'Europa ride di noi, in cui la Federcalcio e il CONI dimostrano di essere ingovernabili se non attraverso inciuci di ogni genere che riporteranno Malagò esattamente dove era prima. Il calcio dovrebbe essere governato in maniera un po' più seria, direi anche il CONI in maniera un po' più seria, però è così...".
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