Porrini: "La Juventus ora ha identità e non è un caso. Spalletti leader e manager”

Porrini: "La Juventus ora ha identità e non è un caso. Spalletti leader e manager”TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ieri alle 23:35Altre notizie
di Marta Salmoiraghi

Intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera, l’ex difensore della Juventus Sergio Porrini ha analizzato il momento della squadra allenata da Luciano Spalletti, sottolineando la crescita evidente dei bianconeri. Ecco le sue dichiarazioni:

«Finalmente posso dire che la Juventus è tornata a essere una squadra, con una grande identità. Nelle ultime prestazioni ha convinto davvero. In passato capitava di fare buone gare senza trovare continuità, ora invece i risultati arrivano con il gioco e con un’identità precisa. Così ci si può togliere grandi soddisfazioni: non è più una casualità. Spalletti è entrato in punta di piedi ed è diventato un leader».

Porrini ha poi evidenziato il ruolo centrale dell’allenatore in un momento delicato per il club:
«In questo momento storico della Juve, dove manca qualcosa sia a livello di giocatori sia dirigenziale, Spalletti può essere non solo l’allenatore ma anche il manager, il faro della situazione. Ci voleva uno come lui. Dopo la delusione con la Nazionale forse nessuno se lo aspettava a questi livelli, ma ha dimostrato di avere bisogno di una squadra di club per esprimere la sua filosofia. Oggi è il personaggio di spicco della Juventus e tutti stanno crescendo intorno a lui».

Secondo l’ex bianconero, i miglioramenti sono evidenti anche nei singoli:
«Vedo un Locatelli diverso nell’atteggiamento, il ritorno di Bremer è stato fondamentale e in generale si notano cose importanti. Molto dipende dal fatto che in panchina ci sia Spalletti. Io lo rinnoverei subito: da diverse partite la Juve ha un’identità chiara».

Sul mercato e sul mancato arrivo di una punta richiesta dal tecnico, Porrini ha spiegato:
«Rafforzare i reparti carenti sarebbe stato importante, ma devi prendere il giocatore che fa la differenza, altrimenti meglio restare così. David sembra essersi sbloccato e alla fine sono arrivati Boga e Holm come alternative: va bene così».

Un passaggio anche su Kelly:
«All’inizio non mi aveva convinto, ma con Spalletti c’è stata una crescita esponenziale di quasi tutti. Chiunque scenda in campo ha idee chiare e rende bene. Il gruppo aveva bisogno di una guida, ora c’è e le prestazioni sono migliorate».

Sulla sfida imminente contro l’Atalanta:
«Mi aspetto una grande partita. Sono due squadre che hanno cambiato tecnico e ritrovato la propria identità».

Infine, su Kenan Yildiz e il suo valore di mercato:
«Se qualcuno venisse a cercarlo a tutti i costi, allora lo venderei. A che cifra? È difficile dirlo, il mercato oggi è particolare: in Inghilterra vedi giocatori di livello inferiore pagati 80-100 milioni. Il suo potenziale, secondo me, supera i 100 milioni».