Nesti: "Riflessione post mercato sulla Juventus: Exor quanto vuole sostenere la squadra?"
Sul proprio account di Facebook, Carlo Nesti ha parlato della Juventus: "RIFLETTIAMO SULLA JUVE, POST MERCATO
Exor possiede il 65% della Juve (Ardoino di Tether, re delle criptovalute, il 10%). Ha 3 settori in crisi: auto, giornali e calcio. Sta tagliando tutti i rami secchi, soprattutto a Torino (Comau, forse Gedi come "La Stampa", che non è più la sua sede, spostata dal 2016 ad Amsterdam. Ha lasciato l’economia per la finanza (investimenti).
Nel portafoglio di Exor, la stessa Juve pesa solo per il 3,4%, cioè 0,8 miliardi di Euro, con 8 milioni di tifosi in Italia, e 250 milioni di simpatizzanti/potenziali clienti nel mondo. Quindi, la famiglia Agnelli, è rimasto l’unica grande superstite italiana del calcio mecenatistico, che potrebbe fare concorrenza ai colossi stranieri.
Però, si tratta di capire quanto Exor ha intenzione di sostenere la Juve. Dopo la morte di Gianni e Umberto Agnelli, e la fine del ciclo di Andrea Agnelli, è cambiato il vento. Non esiste più quella passione per il calcio, che andava oltre le esigenze di bilancio. John Elkann attua una promessa fatta al nonno, in punto di morte, e cioè non vendere la Juve. Per lui, l’anno zero è stato il 2023-24, con Giuntoli plenipotenziario, ma è stato un fallimento. La società è diventata un peso.
Il bivio degli Agnelli, proprietari da oltre 100 anni della Juve, sarebbe:
gestione aziendalistica (prima il bilancio, poi il rilancio, restando competitivi in Italia, ma non in Europa),
o gestione mecenatistica (prima il rilancio, e poi il bilancio, con le entrate garantite dai successi)?
La scelta è, chiaramente, la prima. Perché?
Perché il penultimo bilancio del 2024 (2025: meno 58,1) era stato allarmante, meno 199. Exor è già intervenuto 4 volte, per salvare la società, sborsando un totale di circa 1 miliardo di Euro. Le ricapitalizzazioni avvengono con soldi propri, e non di altri. 400 milioni di Euro (2021), 300 (219), 200 (2024). Ora 15 + 15, e la possibilità di arrivare fino a 110. È quanto hanno peso i campioni d’Europa, e del mondo, Paris Saint Germain e Chelsea, nello stesso periodo. Solo che, altrove, i soldi sono stati spesi bene.
Oltretutto, esistono i paletti della quotazione in Borsa, e del fair play ecomico. Inoltre la dimensione finanziaria della società è, ogni anno, ricavare 500 milioni, e spenderne 500, perché il calcio è diventato, a livello gestionale, un mostro".
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