Conti Juve e Napoli, Bava: "Per capire il debito bisogna analizzare cosa ha finanziato"

Conti Juve e Napoli, Bava: "Per capire il debito bisogna analizzare cosa ha finanziato"
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di Redazione TuttoJuve

"Per capire il #debito bisogna analizzare cosa ha finanziato. Complimenti al #Napoli, vincente e con conti in ordine. Ma nei bilanci il valore (c.s.) dei beni materiali è ~2,5 mln €. La #Juventus ha investito 350–400 mln €. Debiti diversi, scelte industriali diverse".

Lo ha affermato sul suo profilo X il professore di Economia Aziendale presso l'Università di Torino, Fabrizio Bava, commentando di fatto la fotografia scattata da  Calcio & Finanza sui debiti della Serie A, analisi ripresa stamattina dal Corriere dello Sport.

Tra i casi più significativi quello del Napoli, che da tempo presenta una posizione finanziaria netta positiva. Il club partenopeo dispone infatti di una liquidità pari a 174,4 milioni di euro, superiore ai debiti finanziari che si fermano a 37,4 milioni. Guardando invece alle passività contabili complessive, il valore sale a 299 milioni, ma si tratta principalmente di voci legate alla gestione ordinaria, come operazioni di mercato tra acquisti e cessioni dei calciatori, più che a un reale indebitamento strutturale.

Situazione particolare anche per il Como, che non registra debiti finanziari e dispone di 7,7 milioni di euro di cassa, configurando così un indebitamento negativo. Nel bilancio compaiono però 129 milioni di passività, che non rappresentano debiti finanziari in senso stretto ma poste contabili legate alla gestione operativa.

All’opposto si collocano Juventus e Inter, che guidano la graduatoria dell’indebitamento finanziario. Il club bianconero registra 302 milioni di debiti finanziari, mentre quello nerazzurro si attesta a 248 milioni. Nel caso dell’Inter, una quota rilevante è legata al prestito obbligazionario recentemente rifinanziato. La società milanese può comunque contare su una disponibilità di cassa pari a 118 milioni di euro. Entrambe le società sono tra quelle che negli anni hanno fatto maggiore ricorso alla leva finanziaria per sostenere sviluppo sportivo e competitivo.

Diverso il quadro della Roma, dove una parte consistente dei debiti finanziari è rappresentata da esposizioni verso l’azionista di controllo. Si tratta di poste che la proprietà Friedkin può convertire in capitale, rendendo meno rigida la classificazione di queste somme come debito tradizionale.