Nesti: "Juve - Ufficiale: nasce la Giornata Nazionale della Memoria dei Caduti dell'Heysel"

Nesti: "Juve - Ufficiale: nasce la Giornata Nazionale della Memoria dei Caduti dell'Heysel"TuttoJuve.com
Ieri alle 11:00Altre notizie
di Giuseppe Giannone
Il collega Carlo Nesti tramite i suoi canali ufficiali: "Nasce la Giornata Nazionale della Memoria dei Caduti dell'Heysel"

Il collega Carlo Nesti, tramite i suoi canali ufficiali, annuncia la nascita della Giornata Nazionale della Memoria dei Caduti dell'Heysel: "E' tutto vero! In una conferenza-stampa, a Montecitorio, MARTEDÌ 21 luglio, verrà ufficializzata la nascita del

29 MAGGIO: GIORNO DELLA MEMORIA DEI CADUTI DELL'HEYSEL.

Dopo un lungo percorso, l'onorevole Comba (Fratelli d'Italia), che era presente a Bruxelles, è riuscito a centrare l'obbiettivo. Ecco il mio discorso, per la Camera.

PER ME +39 SARÀ SEMPRE IL PREFISSO DEL PARADISO

Buongiorno a tutti, e grazie di cuore per questo onore.

Io, il 29 maggio 1985, avevo 30 anni, e come l'onorevole Comba, Ero all'interno dello stadio Heysel. In particolare, lavoravo in qualità di inviato della RAI, al fianco del radiocronista Enrico Ameri.

Stavamo, ingenuamente, per pregustare la grande possibilità della squadra bianconera di conquistare una Coppa di Campioni.

E con noi, migliaia e migliaia di tifosi, da ogni angolo d'Italia, che non sognavano altro, se non di assistere ad una grande partita.

Poi, improvvisamente, lo sguardo di tutti si rivolse verso sinistra, dove stava tramontando il sole, e dove la luce accecante impediva di capire, esattamente, quello, che stava succedendo.

Ma la barbara carica degli hooligans, la fuga degli agenti belgi, che dovevano dividere le due tifoserie, e l'arretramento in massa dei tifosi bianconeri, verso un'uscita di sicurezza... che non esisteva... e beh, quello sì, quello l'abbiamo visto, e ce lo ricorderemo per sempre.

L'Hiroshima del calcio. L'Olocausto del tifo. Una ferita grande, immensa, lacerante, che non verrà mai rimarginata.

Ho svolto, come non potevo immaginare, il ruolo di soccorritore, perché dovete tenere presente una cosa. Non esistevano ancora i cellulari, e le cabine telefoniche, all'esterno dello stadio, erano poche, e funzionanti soltanto con monete locali.

Quanti superstiti vennero da me, scappando dalla curva Z, attraversando il campo, e salendo in tribuna stampa, con le vesti stracciate!

Avevano una sola esigenza: quella di pronunciare, al mio microfono, il loro nome e il loro cognome, in modo tale da tranquillizzare i parenti e gli amici, via radio, che erano rimasti in Italia.

Io sono felice della nascita di questa giornata, per due motivi.

Perché è vero che ci sono state altre stragi negli stadi, ma l'unicità dell'Heysel è che qui si scontrarono gli ultras di una squadra, il Liverpool e le famiglie inermi, che sostenevano la Juventus, mamme, papà, bambini, nonni. Uno scontro impari e diabolico.

Il secondo motivo è perché, in questi decenni, è stato dato un peso maggiore a quanto successe dopo la strage, che non prima, e cioè il comportamento della società torinese, l'inconsapevolezza dei giocatori e dei dirigenti di quanto era accaduto, lo svolgimento della partita, la discutibile consegna di una Coppa insanguinata.

Grazie a questa giornata, voluta dall'onorevole Comba, ogni anno, verrà ristabilita la verità. E ogni anno, al cospetto dei giovani, predicheremo la speranza, che ciò che è accaduto, non accada mai più.

I 39 morti non verranno ricordati per forza come tifosi bianconeri, ma come sportivi senza colore, perché chiunque di noi, quel maledetto giorno, poteva essere nel momento sbagliato, e nel posto sbagliato.

Per me, +39, sarà sempre il prefisso del Paradiso. Sempre.

Grazie a tutti".