Nappi: "Pirlo una sorpresa per tutti, ma dobbiamo vederlo nei momenti delicati della stagione. Morata un bomber che vede bene la porta"

23.09.2020 20:10 di Andrea Bargione Twitter:    Vedi letture
Nappi: "Pirlo una sorpresa per tutti, ma dobbiamo vederlo nei momenti delicati della stagione. Morata un bomber che vede bene la porta"

L'ex attaccante Marco Nappi ha parlato in diretta a TMW Radio, durante la trasmissione Stadio Aperto, condotta da Niccolò Ceccarini: "I miei ragazzi sono tornati all'accademia, e oggi mi è arrivato un messaggio dalla Cina con il decreto appena uscito. Chi ha il visto scaduto dal 30 marzo può rientrare, e ora sto aspettando di avere notizie dall'ambasciata cinese di Roma per i documenti da allegare. Penso per metà ottobre di poter tornare, anche perché i ragazzi mi stanno mandando tanti messaggi dicendomi che i metodi loro non sono buoni e che non vedano l'ora che io ritorni. Una bella cosa per me, significa che sto lavorando bene".

Chi la incuriosisce di più in questa Serie A?
"Pensavo a una neo-promossa che con l'entusiasmo possa far bene, anche se finora non si è visto nulla. Guardavo la formazione della Fiorentina e per me quest'anno può fare buonissime cose. Forse gli manca quel bomber che in due-tre occasioni te ne butta uno dentro, uno alla Milik, uno Dzeko: uno con certe caratteristiche farebbero fare il salto di qualità. Bonaventura è quell'acquisto che anche io avrei desiderato".

Cosa ne pensa di Pirlo allenatore della Juventus?
"Per come è andato l'arrivo, dopo l'U23 e l'esonero di Sarri, è stata una sorpresa per tutti. Tutti si aspettavano che prendesse uno-due gol, pure se era con la Sampdoria, e perdesse la partita: invece no. Pirlo era un grandissimo calciatore, io ho avuto la fortuna di vederlo allenarsi con noi al Brescia prima che si consacrasse. Ora è l'inizio, c'è l'entusiasmo suo e dello staff: ha fatto una buona vittoria, ma il suo valore dobbiamo vederlo tra un po', quando arriveranno i momenti delicati. La gestione del gruppo è la parte più difficile".

Morata le piace?
"Sì, sempre piaciuto. Un giocatore umile, non lo vedi mai fare cose strane. Un bomber che la porta la vede grande, come personalità lo approvo quindi ben venga. Se ha l'occasione la palla te la butta dentro, e nella Juventus ne avrà davvero tante".

Balotelli al Genoa lo prenderebbe?
"Da allenatore dico sicuramente no. Balotelli, pure se sa fare gol ed è un ottimo giocatore, anche se non un grande, è come mettersi una patata bollente nel gruppo, e diventa difficile per l'allenatore: di occasioni per rimettersi in pista ne ha avute moltissime. Ha fallito anche stavolta, e all'età sua non è che si possa cambiare più di tanto il caratterlo. Riuscissero a motivarlo alla grande sarebbe però un bell'acquisto".

Se l'aspettava l'esonero di Nicola? Quanto potrà dare Maran al Genoa?
"Non mi meraviglia, in Italia questo è il calcio: sembra che in Italia chi fa bene debba essere allontanato. Un po' come Sarri, che ha vinto lo Scudetto ed è stato mandato via. La Champions non l'hanno vinta nemmeno Allegri e Conte... Io a Nicola avrei dato un'altra possibilità, ha saputo gestire la situazione del Genoa in un momento delicatissimo. A me come allenatore Maran piace, ai tempi del Chievo l'ho seguito: è un introverso che non vedi e non senti ma le sue squadre giocano sempre bene. Ha fatto un esordio positivo con il Crotone, che non è una grandissima squadra, ma il Genoa ha saputo sfruttare bene le qualità che ha. Per primo Pandev".

Giusto considerare l'Atalanta nella lotta Scudetto?
"Per me sulla carta dopo Juventus e Inter c'è solo l'Atalanta. Non credo assolutamente a Roma e Lazio... Forse il Napoli. Lì l'entusiasmo può diventare determinante, ma per me l'Atalanta può davvero giocarsi lo Scudetto. Non credo che la Champions gli toglierà energie: la sicurezza che gli ha dato anche la partita stessa col PSG è tanta, stavano per passare e sono consapevoli della loro forza. Hanno uno stadio fantastico, una tifoseria fantastica. La metterei al terzo posto nella lotta Scudetto al pari con il Napoli".

Avrebbe cambiato qualcosa Ilicic nel finale della scorsa stagione?
"Parecchio. Sull'1-0 col PSG qualcosa se lo sarebbe inventato. Sembra sempre zitto, ma quando gioca lo senti. Un po' come ai miei tempi a Firenze, che avevo Dunga al mio fianco. Più di Baggio...".

Chi la intriga di più tra gli allenatori emergenti?
"Bella domanda. De Zerbi deve confermarsi, dopo che ha fatto benissimo. Ma ha avuto momenti negativi, in carriera è stato esonerato più volte, anche se sappiamo che in Italia è una moda... Se si riconferma, allora sì, potrebbe ambire a una grande squadra. Per me poi uno molto bravo è Stroppa, anche se ha cominciato male con il suo Crotone. Anche a Foggia ha mostrato di essere un ottimo allenatore, e per me ha più potenzialità anche dei vari Liverani o D'Aversa. Non ha una grandissima squadra tra le mani, ma ricordo che anche da giocatore era molto forte ed intelligente"