Monopoli (Il Mattino): "Corsa Champions? Il como mi piace tantissimo, ma la Juventus può arrivare quarta"
Rosa Monopoli, giornalista del quotidiano Il Mattino e conduttrice di CalcioNapoli24 TV, è intervenuta a "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio.
Di seguito, un estratto dell'intervista:
La corsa Champions è piuttosto complicata, quasi cervellotica e molto competitiva. L'ultimo turno di campionato ha quasi sancito la qualificazione aritmetica del Napoli e ha messo il Milan in una posizione abbastanza comoda. Che cosa si aspetta adesso da squadre come Juventus, Roma e Como?
“Io spezzo una lancia a favore del Como perché mi piace tantissimo. Però penso che la Juventus possa arrivare al quarto posto. Non vedo il Como in Champions League, ma sicuramente in Europa sì. Molto dipenderà anche dalla partita di sabato, perché il Como affronterà il Napoli con la migliore formazione possibile: resta in dubbio Nico Paz, ma Fàbregas ha dimostrato di saper vincere anche senza di lui. A me il Como piace molto. Per quanto riguarda la Roma, invece, non la vedo fuori dai giochi: può ancora dire la sua.”
Spesso si definisce il Como una sorpresa, ma in realtà è davvero così sorprendente, considerando anche gli investimenti importanti fatti dal club?
“Per me c'è poco di sorprendente. Il Como ha fatto acquisti importanti già dalla scorsa stagione e anche quest'anno. Se non erro, ha investito circa 100 milioni: non sono pochi. Anche il Napoli ha speso cifre simili. Quindi vedere il Como in questa posizione non è clamoroso. Parliamo di una società in crescita, con una cultura e una disponibilità economica importanti. Certo, ci sono delle difficoltà, anche legate al fair play finanziario e alla costruzione della rosa, dove manca una componente italiana. Ma questo è un problema generale del calcio italiano.”
Quanto pesa la mancanza di italiani nelle rose, anche in prospettiva futura?
“Pesa tanto. Già nei campionati Primavera si vede una grande presenza di stranieri. Bisognerebbe lavorare di più sulle basi, sui settori giovanili, per costruire un futuro migliore anche per la Nazionale. È un discorso complesso, ma necessario.”
Restando sul Napoli: Antonio Conte, dopo l'ultima vittoria, ha detto che la lotta Scudetto è diventata una normalità. È un messaggio forte, ma non in contraddizione con quanto dichiarato in precedenza?
“Sì, c'è un po' di contraddizione. Prima aveva detto che l'obiettivo era entrare in Champions e che il secondo posto è il primo dei perdenti. Non trovo molta linearità nelle sue dichiarazioni. Però è anche vero che tutte le squadre devono avere l'ambizione di vincere lo Scudetto.”
Guardando al futuro della rosa: chi vede come attaccante del Napoli, considerando che il destino di Lukaku sembra segnato? Le piacciono profili come Pinamonti o Scamacca?
“Scamacca è un rischio, perché non garantisce continuità. Però molto dipenderà dall'allenatore che ci sarà. Bisogna prima capire chi siederà in panchina. Il Napoli comunque si sta già muovendo sul mercato, ci sono contatti e profili che piacciono. Però bisogna anche considerare le operazioni già impostate: tra riscatti e obblighi si parla di cifre importanti, intorno ai 90 milioni. Quindi prima bisogna sistemare queste situazioni e poi valutare il resto.”
Sui giovani in rosa: crede che bastino poche partite per capire se possono restare oppure no?
“No, non bastano. Però è anche vero che non si può aspettare troppo. Dopo alcune partite bisogna iniziare a fare delle valutazioni. Il tempo va dato, ma fino a un certo punto.”
Spostandoci sulla Nazionale: come vedrebbe l'eventuale arrivo di Pep Guardiola sulla panchina azzurra?
“Sarebbe uno spettacolo. Guardiola è un top assoluto e rivoluzionerebbe tutto il sistema, anche nella scelta dei giocatori. Non guarda il nome, ma il merito e questo in Italia manca molto.”
Quali sono i giovani italiani che l'hanno colpita di più quest'anno? Pensa che ci sia ancora talento su cui costruire?
“Io sono molto severa: non salvo nessuno. Fare nomi significherebbe promuovere qualcuno, ma secondo me serve un salto di qualità generale. Se devo dirne uno, Vergara mi ha colpito, ma non è normale che un giovane giochi solo quando un titolare è indisponibile. È un problema del sistema.”
Tra le possibili scelte per la panchina del Napoli, come vedrebbe un ritorno di Maurizio Sarri?
“È una pazza idea, ma mi piacerebbe. Sarri ha fatto vedere un calcio spettacolare a Napoli. Certo, il calcio è cambiato e bisognerebbe capire come si adatterebbe oggi. Però con una squadra diversa potrebbe fare bene. Poi, se è riuscito a lavorare con Lotito, penso possa tranquillamente tornare a lavorare con De Laurentiis.”
Alla luce delle semifinali di Champions League, pensa che il calcio italiano sia ancora lontano dai top campionati europei?
“Sì, siamo indietro, soprattutto come sistema e formazione. All'estero lavorano molto di più sui giovani, anche dal punto di vista educativo. Qui invece partiamo già con delle lacune. Questo poi si riflette sul campo, sia a livello tecnico che tattico.”
In vista della sfida tra Como e Napoli, che tipo di partita si aspetta?
“Me la aspetto molto tattica, quasi una partita a scacchi. Entrambe vorranno portare a casa il massimo risultato, quindi potrebbero anche annullarsi. Fàbregas ha dimostrato di saper preparare bene queste partite, anche adattandosi all'avversario.”
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