La Russa: "Vorrei un Mourinho sulla panchina azzurra. Su Gattuso avevo espresso delle perplessità. Pio, Bastoni e Dimarco penalizzati"
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, tifoso e azionista dell'Inter, è intervenuto sulle vicende azzurre in un'intervista al Corriere della Sera. Le sue parole: "Come è possibile non andare al Mondiale avendo avuto come avversari prima l’Irlanda del Nord, e abbiamo faticato, poi la Bosnia, Paese di tre milioni di abitanti? Anche con una squadra normale, senza fenomeni, dovevamo qualificarci. È incredibile - attacca La Russa -. Non è eccessivo esporsi così? No, perché il calcio in Italia non è qualcosa di marginale, è un fenomeno che coinvolge più o meno intensamente il 70-80% degli italiani, specialmente quando gioca la Nazionale. Ha un valore sociale, aggregativo, ridà anche un orgoglio nazionale: ricordo i tempi in cui eravamo solo noi di destra a onorare il tricolore ogni giorno e tutti gli altri solo in occasione delle partite dei Mondiali. Poi, grazie al presidente della Repubblica Ciampi, si riscoprì il valore dei simboli nazionali, dalla bandiera alle sfilate, alle medaglie".
Su Gattuso: "Se pretendo le dimissioni di Gattuso? Io non pretendo niente, dico la mia: come si può pensare che un evento del genere non abbia contraccolpi? Poi le dimissioni le darà chi se la sente. Però certo, di errori ne ho visti eh... Come si fa a far tirare il primo rigore, il più importante, a un giovanissimo come Esposito, che non li tira nemmeno nell’Inter? E perché Bastoni fuori posizione per mettere Calafiori centrale di sinistra? Questa scelta ha penalizzato Dimarco sulla fascia. E poi Retegui che è sicuramente bravo ma gioca in Arabia in un campionato non allenante e fermo da due mesi.Non ho capito neanche cosa facesse sempre in campo Bonucci, finendo per fare ombra alla figura di Gattuso. E perché il Brasile può avere un grande allenatore straniero come Ancelotti e non possiamo averlo noi un Mourinho?", continua La Russa. "Gattuso via? Ripeto: sarebbe ingeneroso ora che fossi io a chiedere le dimissioni. Esternai allora le mie perplessità ma scelto lui dissi subito “Forza Gattuso, avanti Italia”».
Su Gravina: "Anche qui, non tocca a me chiedere le dimissioni. Ho buoni rapporti sia con Gravina che con Lotito, suo grande rivale. Però se il ministro dello Sport Abodi le chiede, io non credo che serva attendere riunione di organi... Era la partita della vita, contro avversari abbordabili: se la perdi, bisogna ricominciare da zero".
Sui possibili successori di Gravina: "Come pure Abete, anche Malagò è bravissimo. Poi possono esserci nuove figure in crescita, altrettanto valide. Ma quel che conta è il progetto, sono le idee"
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