La Juve di Spalletti vola
Dal 30 ottobre, data dell’arrivo di Luciano Spalletti alla Continassa, la Juventus ha cambiato passo. 30 punti in 14 partite, media 2,14 a gara: meglio hanno fatto solo l’Inter (37). Numeri superiori a Napoli, Atalanta e Bologna nello stesso periodo.
C’è anche qualche rimpianto: il rigore fallito da David contro il Lecce e la sconfitta di Cagliari dopo una partita dominata. Ma la direzione è chiara: la Champions è tornata un obiettivo concreto.
A fine ottobre, con Tudor, la Juve navigava tra settimo e ottavo posto. Oggi è stabilmente in zona quarto posto, in corsa con Napoli e Roma, con il Milan non lontano e il Como staccato.
Modulo, turnover e nodi da sciogliere
Spalletti ha progressivamente modellato la squadra sul suo 3-1, dopo il passaggio iniziale dal 3-4-2-1. Ora il turnover è più gestibile e i ruoli più codificati, anche se lo stop di Yildiz complica i piani.
In attacco si va avanti con i progressi di Jonathan David, aspettando il rientro di Vlahovic a metà marzo. Le piste Mateta, En-Nesyri, Kolo Muani e Icardi sono tramontate. Lucio dovrà avere pazienza e valutare se Dusan riuscirà a lasciare il segno nei suoi ultimi mesi bianconeri.
Rinnovi e futuro: Yildiz fatto, McKennie il prossimo
La dirigenza ha già blindato Yildiz e ora deve accelerare per il rinnovo di McKennie, altro big in scadenza. Passaggi chiave prima di sedersi con Spalletti e costruire un progetto a lungo termine.
La Juve non ha preso il grande nome, ma ha trovato equilibrio, numeri e ambizione. E ora si prepara alla volata finale tra Atalanta, Lazio, Inter e Roma, con una rosa più profonda e un’idea di calcio finalmente riconoscibile. Questo secondo Corsport.
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