L'ex Juve Brighi: "Bel campionato, l squadre davanti stanno facendo bene. I tre giocatori più forti con cui hai giocato..."

02.12.2021 13:00 di Redazione TuttoJuve Twitter:    vedi letture
L'ex Juve Brighi: "Bel campionato, l squadre davanti stanno facendo bene. I tre giocatori più forti con cui hai giocato..."
TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Matteo Brighi, ex centrocampista di Juve e Roma, ha parlato a Footballnews24.it. Le sue parole:

Dopo il tuo ritiro segui assiduamente il calcio o è un mondo da cui ti sei un po’ distaccato? Che ne pensi di questa Serie A?

“Si, seguo sempre volentieri il calcio e la Serie A in televisione. Allo stadio purtroppo, vista la situazione Covid, un po’ meno negli ultimi tempi. É un bel campionato, le squadre davanti stanno facendo molto bene: il Napoli sta facendo un campionato che magari non tutti si aspettavano, l’Atalanta sta confermando quanto di buono mostrato negli ultimi anni, il Milan è sempre in scia e l’Inter, che è la più strutturata, sta tornando a macinare risultati”.

Hai nominato il Napoli: i partenopei si sono presi la testa della classifica, sono la vera rivelazione di questo campionato?

“Il Napoli è la squadra che sta esprimendo il gioco migliore e sta riuscendo a sopperire alle assenze di qualche giocatore importante, come Osimhen, che garantiva alla squadra tanti gol. Gli azzurri sono la squadra che mi hanno impressionato di più come gioco, ma se devo sbilanciarmi su chi vincerà lo scudetto alla fine, dico l’Inter“.

A proposito di Napoli, tu conosci bene Spalletti: quanto è stato determinante il mister in questo salto di qualità della squadra e quali sono i suoi punti punti forti come allenatore?

“Credo che pur essendo arrivato in un ambiente totalmente nuovo come Napoli si è imposto subito, riuscendo a entrare immediatamente nella testa dei giocatori e creare un gruppo coeso. Pur non potendo disporre di un grande calciomercato è stato bravissimo a mettere i giocatori nelle condizioni di rendere al meglio. É un allenatore che spinge tutti a dare il massimo”.

Parlando invece di tue ex squadre, come vedi la Roma quest’anno? ti sembra più forte rispetto a quella della passata stagione guidata da Fonseca?

“La Roma di questa stagione alterna buone prestazioni a partite che vanno fuori dai binari. Certamente Mourinho ha dato un’ impronta diversa a quella di Fonseca, anche la società è più esperta è probabilmente ora le cose si stanno facendo meglio rispetto a prima. É una squadra con tanti giovani e certamente deve ancora esprimere il massimo del proprio potenziale”.

Credi che Mourinho sia l’allenatore giusto per questo tipo di rosa, come hai detto in precedenza, molto giovane?

“Indubbiamente per Mourinho parla la sua storia, è un’allenatore che si adatta ed è in grado di plasmare al meglio la squadra. É stato chiaro fin dall’inizio dicendo che ci vorrà del tempo per costruire qualcosa di importante, anche se a Roma di tempo, storicamente, ne viene dato sempre poco. Una figura come Mourinho però, con alle spalle una proprietà solida, ha la possibilità di lavorare bene. Non bisogna comunque dimenticare che finora non ha quasi mai avuto l’intera squadra a disposizione”.

Sei stato un centrocampista duttile, rivedi nell’attuale rosa giallorossa un giocatore con le tue caratteristiche?

“Come giocatore mi piace tantissimo Cristante, che magari non è uno di quelli che è sulla bocca di tutti però è un giocatore che dà grande disponibilità in campo”.

Nei tuoi anni alla Roma siete andati più volte vicini al titolo, cosa è mancato per raggiungere l’obbiettivo?

“Siamo capitati negli anni in cui l’Inter vinceva in Italia e anche in Europa. L’anno di Ranieri è forse mancato un pezzo di stagione, perché non eravamo partiti benissimo. C’è stata una lunga rincorsa e quando rincorri tanto ti trovi a non poter più sbagliare: la partita persa contro la Sampdoria ci ha tagliato le gambe. Però ci sono solo da fare i complimenti a quella Roma che in quegli anni ha dato tutto ma purtroppo ha trovato un’Inter che lasciava davvero poco agli altri”.

Quando si parla di Roma si fa riferimento spesso alla grande pressione che circonda l’ambiente, può essere questo uno dei motivi dei pochi successi della squadra nel corso degli anni?

“A Roma vivi e vivono il calcio a 360 gradi tutti i giorni. É ovvio che la pressione che ho vissuto a Roma fosse differente da quella percepita in altre piazze però fa parte del gioco ed è anche il bello di giocare lì. La passione che si vive a Roma è uno dei pregi maggiori, bisogna essere però bravi a non trasformarla in un difetto”

Quale credi sia stato il salto di qualità nella tua carriera o comunque il punto più alto che hai raggiunto?

“Per un giocatore arrivare a giocare la Champions League e trovarsi a lottare per qualcosa di importante credo possa essere considerato l’apice. Ho giocato per tanti anni e in tante squadre ma il top l’ho toccato nei miei anni alla Roma, in cui ho lottato per traguardi importanti”.

Hai detto che la Roma è stata l’apice della tua carriera: quale altra avventura ti porti dentro con maggior piacere?

”Sicuramente quelli al Chievo sono stati tre anni che mi porto nel cuore: abbiamo centrato la salvezza all’ultima giornata, siamo arrivati anche a toccare i preliminari di Champions e mi sono trovato benissimo a Verona. Anche a Bologna mi sono trovato molto bene. Chiaramente lotti per altri obbiettivi però in fin dei conti l’ambiente, i compagni e la società sono quelli che fanno la differenza”.

Hai vestito anche la maglia dell’Atalanta, hai percepito la sensazione di una proprietà che si apprestava a diventare ambiziosa?

“Sono arrivato al primo anno di Serie A e già si percepiva la serietà della società e quello che aveva in mente di fare. Avevano già iniziato a costruire un innovativo centro sportivo e avevano le idee chiare. Quello dell’Atalanta è un progetto che partiva dal basso ma con mire alte e credo che il presidente e chi gli stava attorno avessero già in mente cosa fare. I risultati li stanno raccogliendo oggi e stanno ripagando alla grande”.

I tre giocatori più forti con cui hai giocato?

“Direi Zidane, Totti, Baggio“.

Di cosa ti occupi oggi?

“Collaboro con l’Associazione Calciatori dall’anno scorso e ho una scuola calcio qua nella mia città, Rimini, in cui l’obbiettivo è formare e far crescere i tanti piccoli atleti che abbiamo”.