Juve, la strada della rivoluzione porta al gioco
Juventus, la rivoluzione passa dal gioco: Spalletti sfida la tradizione del “vincere sempre”
La strada della rivoluzione bianconera non passa solo dai risultati, ma dal gioco. Ed è una scelta coraggiosa, forse scomoda, in una piazza storicamente legata a un solo dogma: vincere è l’unica cosa che conta.
Luciano Spalletti lo sa. Eppure non arretra.
Numeri da grande squadra, risultati altalenanti La Juventus è impeccabile nelle obbligazioni di mezzo: volume di gioco in crescita, dominio territoriale, 34 tiri contro la Lazio, record stagionale.
Ma non sempre rispetta le obbligazioni di risultato: appena tre vittorie nelle ultime sette partite, tutte comunque giocate con personalità. Un rendimento che rischia di deludere il giudice più severo di tutti: il tifoso, soprattutto quello più legato alla tradizione.
Il credo di Spalletti: “Noi giochiamo, non speculiamo”
Spalletti ha scelto consapevolmente una strada diversa. Una rivoluzione di gioco, intrapresa con grande dose di coraggio, viste le difficoltà incontrate in passato da chi ha provato a cambiare rotta alla Juventus, da Sarri a Thiago Motta.
«Non siamo di quelli che vogliono speculare, ma giochiamo», ha ribadito il tecnico dopo il sofferto 2-2 con la Lazio. Un messaggio chiaro, che va oltre il risultato.
La reazione nel momento più difficile
La squadra continua a credere nel percorso. E lo ha dimostrato proprio quando tutto sembrava crollare.
«La cosa più difficile — spiegava Spalletti — è essere riusciti a ribaltare il risultato».
Non era affatto scontato. Anzi, il rischio di farsi travolgere dalla paura c’era tutto. Invece la Juve ha reagito, ha insistito, ha continuato a giocare.
Il “bacio” di Lucio e il segnale alla Juve
Dentro questo percorso si inserisce anche il simbolico “bacio di Lucio”, gesto che racconta meglio di mille parole una squadra che sta provando a riconoscersi in una nuova identità, più moderna, più coraggiosa, più europea.
Gioco oggi, vittorie domani?
La Juventus di Spalletti sta scegliendo di costruire prima il gioco e poi i successi, accettando il rischio di qualche passo falso. È una sfida culturale prima ancora che tattica.
Il verdetto finale spetterà al campo. Ma una cosa è certa: la rivoluzione è in corso, e per la prima volta dopo anni la Juve sembra disposta a pagare il prezzo del cambiamento pur di ritrovare un’anima. Ne parla il Corriere della Sera.
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