Inter, Marotta: "Siamo ancora in Champions League e domani andremo in Norvegia a rappresentare la città"
Il presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, intervenuto durante l'evento Your Next Milano 2026 dalla Triennale di Milano, ha affrontato diversi temi, soffermandosi sia sul rapporto con il Milan sia sull’andamento della stagione nerazzurra. Le sue parole riprese da Tmw:
"Per prima cosa bisogna dare una definizione di che cos’è una squadra di calcio, perché è qualcosa di diverso rispetto a qualsiasi altra attività. Una squadra non è solo un’organizzazione sportiva: è un fenomeno sociale, un potente elemento di aggregazione, un contenitore di valori. È certamente un fenomeno sportivo – si gioca, si vince, si perde – ma è anche un fenomeno economico.
Nel nostro caso parliamo di una società per azioni che quest’anno ha superato i 500 milioni di euro di fatturato, grazie anche a una performance straordinaria in campo europeo. Siamo un’espressione del Made in Italy che però trova spazio e riconoscimento in tutto il mondo.
Non a caso l’Inter quest’anno ha partecipato ai Mondiali per club negli Stati Uniti e sta disputando la Champions League: è un valore che esportiamo, tutelando sempre le nostre radici. L’Inter, non tutti lo sanno, nasce nel 1908 da una scissione del Milan: alcuni dirigenti non erano d’accordo con la scelta di tesserare solo giocatori italiani e decisero di fondare una nuova società, l’Internazionale, proprio per dare spazio anche ai calciatori stranieri. I primi furono svizzeri, poi arrivarono svedesi, spagnoli e giocatori da tutto il mondo, che iniziarono a indossare la maglia nerazzurra.
Dietro una squadra di calcio c’è quindi un universo complesso. Ci sono milioni di tifosi nel mondo, attratti da quella che è una vera e propria fede sportiva, ma soprattutto da un forte senso di appartenenza. La rappresentazione più evidente sono gli 80 mila spettatori che riempiono San Siro ogni volta che giochiamo in casa. Lo stesso accade per l’altra squadra della città. Questo dimostra quanto il calcio sia un fenomeno unico.
Lo sviluppo non è solo sportivo: ogni partita genera un indotto per la città, tra ospitalità, ristorazione e valorizzazione degli aspetti culturali e storici. Una squadra diventa un biglietto da visita internazionale. Milano è una città straordinaria, cresciuta molto negli ultimi anni, e spesso nel mondo viene identificata anche grazie alla presenza di due club come Inter e Milan.
Lo sport ha una grande responsabilità: deve essere esempio positivo. Ci sono stati momenti difficili, negli ultimi anni abbiamo attraversato fasi delicate ma il calcio è un fenomeno che coinvolge persone di ogni provenienza, cultura e ceto sociale, ed è naturale che in un contesto così ampio possano emergere criticità.
Noi siamo orgogliosi di rappresentare Milano e di far parte della sua storia. Faremo di tutto per portare avanti questi valori. Siamo ancora in Champions League e domani andremo in Norvegia a rappresentare la città: speriamo di ottenere un risultato positivo. Il rapporto con l’altra squadra milanese è ottimo e, anche sul tema del nuovo stadio, l’intesa è solida. Credo che tutto questo rappresenti un bellissimo biglietto da visita per Milano".
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