Guardalà: “Ieri nella formazione della Juventus c’erano sette giocatori nuovi e…”

Guardalà: “Ieri nella formazione della Juventus c’erano sette giocatori nuovi e…”TuttoJuve.com
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di Benedetta Demichelis
Sette volti nuovi in campo e meccanismi ancora da affinare: la Juventus è un cantiere aperto. L'analisi di Guardalà spiega cosa sta succedendo davvero

La Juventus, in questo inizio di stagione, si è spesso presentata con tanti volti nuovi nella sua formazione. Una scelta forte, figlia di una vera e propria rivoluzione estiva guidata della dirigenza, che ha inevitabilmente portato a qualche alto e basso sul piano del gioco. Per questo motivo per i bianconeri c'è ancora bisogno di tempo per affinare i meccanismi, trovare la giusta amalgama e far digerire ai nuovi calciatori i principi tattici. Sincronizzare i movimenti di così tanti elementi richiede pazienza, allenamenti e la gestione oculata di Luciano Spalletti, chiamato a trasformare un gruppo di grandi individualità in un collettivo solido e vincente.

Una squadra completamente rifondata

Il piano strategico portato avanti con determinazione da Giovanni Carnevali e Ricky Massara ha puntato a rinfrescare la rosa, inserendo profili di qualità in ogni reparto. Un cambiamento così profondo, però, richiede fisiologicamente una quota di tolleranza all'inizio del percorso. Quando l'ossatura della squadra viene modificata per oltre la metà dei suoi interpreti principali, è inevitabile che nelle prime uscite ufficiali si noti qualche sbavatura o un'intesa non ancora perfetta.

La fotofrafia di un cantiere aperto

Di questo ne ha parlato anche Giovanni Guardalà giornalista di Sky Sport: "Quindi possiamo definire comunque ancora lavori in corso? Assolutamente, quando cambi tanti giocatori è normale che sia così. Ieri c'erano dall'inizio sette giocatori nuovi tra portiere, attaccante, centrocampistim esterni, insomma sette su undici sono tanti".

Le parole del noto cronista fotografano perfettamente il momento che sta attraversando l'ambiente bianconero. Cambiare oltre il sessanta per cento della formazione titolare in un solo colpo rappresenta una sfida affascinante ma complessa, che richiede tempo e lavoro quotidiano sul campo. La strada intrapresa è ambiziosa e futuribile, ma sia lo staff tecnico che la piazza devono rimanere compatti, consapevoli che la vera forza di questo nuovo corso emergerà gradualmente sulla distanza.