Grosso eroe 2006: "Gli anni passano ma le sensazioni restano"
(ANSA) - ROMA, 06 LUG - "Gli anni passano, ma le sensazioni restano". L'eroe di Germania 2006, Fabio Grosso, ripercorre la cavalcata degli azzurri a venti anni di distanza da quel rigore che rese azzurro il cielo sopra Berlino: 9 luglio 2006, la finale contro la Francia e l'Italia che vince il mondiale. Ricordi lontani ormai che arrivano in quella che il Wall Street Journal ieri ha definito "la peggiore estate di sempre per l'Italia", costretta a guardare il mondo festeggiare con un pallone in mano, per la terza volta esclusa dalla principale competizione calcistica. Fu proprio il ct Lippi - racconta Grosso, autore del penalty decisivo, in un'intervista a VivoAzzurroTv - a decidere l'ordine dei tiratori. Così l'ex terzino sinistro, che iniziò la sua carriera nel campionato di Eccellenza abruzzese, venne scelto come quinto tiratore. Fu l'apice di una carriera, anche in Nazionale, che non ha seguito la classica trafila dei suoi colleghi. "Il mio è stato un percorso diverso, ma che mi ha dato tanto. - racconta - Ho avuto una carriera atipica. Ho calcato per tanti anni i campi di categorie inferiori. Sono partito dall'Eccellenza, dove ho giocato per quattro anni, ho fatto un campionato interregionale, poi tre anni di C2.
Il sogno era quello di arrivare in Serie A, quando si è avverato ho iniziato a spostare l'asticella sempre più in alto". "Abbiamo raggiunto il picco massimo di emozioni che si possono toccare nello sport. - ricorda Grosso - Da ragazzo era difficile anche solamente sognare quello che abbiamo fatto. Per arrivare a tirare quel rigore ho dovuto fare tanta strada, ho affrontato molte avversità". Il contributo alla nazionale di Grosso - vera e propria rivelazione di una squadra composta da campioni in tutti i ruoli - iniziò già a partire dagli ottavi. Fu infatti lui, nei minuti finali degli ottavi contro l'Australia, a conquistarsi il rigore che poi venne trasformato da Totti. Poi la semifinale contro la Germania, davanti al muro bianco dei tifosi tedeschi a Dortmund: al 119' minuto, su ribattuta della difesa di un calcio d'angolo, Pirlo riceve palla al limite dell'area, la controlla per alcuni istanti e trova un filtrante per Grosso, che senza pensarci fa partire un tiro a giro che si infila sul secondo palo, attraversando lo spazio lasciato vuoto dai corpi dei difensori tedeschi che occupavano l'area. Poi la corsa a perdifiato con i compagni e quel "non ci credo" che resterà per sempre nella storia della Nazionale italiana. (ANSA).
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